A Messina nasce un nuovo polo culturale internazionale. A presentarlo è stato il Ministro della Cultura

MIRA- Mediterranean Institute for Research and Arts, così si chiama il nuovo polo, erede del progetto MAXXI Med, presentato ieri a Messina dal Ministero Alessandro Giuli. Tutte le novità

Prenderà forma in due sedi del territorio messinese MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts, il nuovo museo e centro internazionale dedicato alla ricerca, alla formazione e alla produzione artistica contemporanea, presentato il 2 luglio a Messina. Il polo sarà ospitato alle Torri Morandi – una delle opere più significative dell’architettura urbana del Novecento in Sicilia – e a Villa Pace, storica residenza ottocentesca della città, e si propone come iniziativa culturale del Piano Mattei, rientrando nella strategia di cooperazione con i Paesi dell’Africa e del Mediterraneo. La presentazione ufficiale si è svolta a Palazzo Zanca, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giuli, del sindaco di Messina Federico Basile, della rettrice dell’Università degli Studi di Messina Giovanna Spatari, del direttore generale dell’Unità di Missione per la Cooperazione Culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato Angelo Piero Cappello e della dirigente dell’Unità di Missione Chiara Ianeselli.

MIRA, il nuovo polo culturale internazionale di Messina

Durante la conferenza stampa di presentazione il Ministro Alessandro Giuli ha espresso la volontà di estinguere un “debito nella cultura che ci ha generati” e di valorizzare i “rapporti solidi con i nostri amici del Mediterraneo”. Nel suo intervento ha inoltre sottolineato come MIRA non potesse che nascere in Sicilia, definendola il punto d’incontro naturale tra culture, popoli e civiltà.
Secondo il Ministro, il nuovo centro considera il Mediterraneo non soltanto uno spazio geografico, ma “un luogo di origine e di destino comune“, ribadendo l’importanza di investire nella cultura come strumento di conoscenza, cooperazione e pace in un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti. MIRA sarà quindi pensato come uno spazio aperto in cui ricerca, formazione e creatività contemporanea dialogheranno con il patrimonio storico e archeologico, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per artisti, studiosi e istituzioni internazionali. Chiara Ianeselli, dirigente dell’Unità di Missione, ha inoltre parlato del ruolo storico e storiografico del Mediterraneo e dello Stretto di Messina, sottolineando l’importanza di quella che ha definito “la delizia di chi desidera attraversare la terra“. Al momento, tuttavia, non sono ancora stati indicati i Paesi con cui il progetto avvierà concretamente le future collaborazioni internazionali.

A Messina nasce un nuovo polo culturale internazionale. A presentarlo è stato il Ministro della Cultura
MIRA – Mediterranean Institute for Research and Arts

Il programma di apertura di MIRA a Messina

I programmi di apertura del MIRA prevedono una performance del collettivo pugliese POLISONUM, dal titolo Posso sentire ciò che ancora non riesco a vedere, commissionata appositamente per le Torri Morandi, e un convegno internazionale promosso dall’Università degli Studi di Messina. Quest’ultimo prevede una serie di sessioni ospitate in diversi Paesi del Mediterraneo e indagherà il ruolo dello Stretto di Messina come crocevia storico e contemporaneo. Il nuovo istituto nasce infatti con l’obiettivo di promuovere ricerca, formazione e produzione artistica contemporanea, favorendo il dialogo tra le due sponde del Mediterraneo attraverso una rete di cooperazione culturale internazionale.

Messina e Reggio Calabria unite da una fontana di Piero Pizzi Cannella

La giornata è proseguita con l’inaugurazione de La Fontana Ferma di Piero Pizzi Cannella, opera destinata a diventare uno dei simboli del progetto MIRA. Il gruppo scultoreo è diviso in due installazioni: una collocata nell’area dell’ex Fiera di Messina e l’altra presso il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria, a testimonianza del dialogo ideale tra le due sponde dello Stretto. Alla cerimonia di Messina hanno partecipato, oltre al Ministro, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto Francesco Rizzo, il figlio dell’artista Piero Pizzi Cannella e il direttore del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Fabrizio Sudano. Nel pomeriggio il Ministro si è poi spostato a Reggio Calabria per presentare il catalogo dedicato all’opera e inaugurarne la seconda installazione. Il progetto di acquisizione della scultura rientra, per Messina, nel programma Il Museo Rigenera e, per Reggio Calabria, nel PAC2025 – Piano per l’Arte Contemporanea. Come dichiarato dal Ministro Giuli, l’opera vuole rappresentare un ponte simbolico capace di unire non soltanto Messina e Reggio Calabria, ma l’intero Mediterraneo, promuovendo una rete di collaborazione fondata sulla bellezza, sulla conoscenza e sul dialogo tra culture.

Novella Hoffer

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