Il primo museo dedicato ad Alberto Giacometti aprirà a Parigi nel 2028
La nuova istituzione sorgerà nel VII arrondissement, negli spazi dell’ex stazione ferroviaria Gare des Invalides, un edificio storico realizzato per l’Exposition Universelle 1900
Figura chiave della scultura del Novecento, Alberto Giacometti è l’artista che più di ogni altro ha trasformato la figura umana in un’immagine fragile, essenziale e solitaria. Nato nel 1901 a Borgonovo di Stampa, nel Canton Grigioni, cresce in un ambiente artistico: il padre, Giovanni Giacometti, è un noto pittore post-impressionista e incoraggia fin da subito la vocazione del figlio. Dopo gli studi a Ginevra, nei primi Anni Venti il giovane scultore si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’atelier di Émile-Antoine Bourdelle all’Académie de la Grande Chaumière, entrando in contatto con le avanguardie europee.
Chi era Alberto Giacometti
In quegli anni Giacometti attraversa diverse stagioni stilistiche: dapprima l’interesse per il cubismo e le ricerche formali sulla struttura dell’oggetto, poi l’adesione al gruppo dei surrealisti guidato da André Breton. Opere come Boule suspendue del 1930 mostrano già uno dei nodi centrali della sua ricerca: il rapporto tra la scultura e lo spazio, concepito come un campo di tensioni invisibili. Dalla metà degli Anni Trenta l’artista si allontana dal surrealismo per tornare a un confronto diretto con la realtà. È nel secondo dopoguerra che prende forma il linguaggio per cui è universalmente noto: figure umane filiformi, erose e allungate, quasi consumate dall’aria che le circonda. Personaggi come L’homme qui marche diventano simboli dell’esistenza moderna, segnati da una solitudine radicale e da una distanza irriducibile tra gli individui. Un tema che affascina anche il filosofo Jean-Paul Sartre, tra i primi interpreti della sua opera in chiave esistenzialista. Per quarant’anni Giacometti lavora nel suo minuscolo studio di Montparnasse, un atelier di appena 23 metri quadrati dove accumula sculture, disegni e oggetti, trasformandolo in un laboratorio permanente di osservazione e sperimentazione. Alla sua morte, nel 1966, lascia un patrimonio immenso fatto di sculture, dipinti, disegni e materiali d’archivio che testimoniano una ricerca artistica tra le più radicali del secolo.
Il primo museo al mondo dedicato ad Alberto Giacometti
Ora quell’eredità troverà finalmente una casa museale. Nel 2028 a Parigi aprirà infatti il primo museo al mondo interamente dedicato ad Alberto Giacometti, il Musée & École Giacometti, promosso dalla Fondation Alberto et Annette Giacometti. La nuova istituzione sorgerà nel VII arrondissement, negli spazi dell’ex stazione ferroviaria Gare des Invalides, un edificio storico realizzato per l’Exposition Universelle 1900. Il complesso, insieme ai sotterranei dell’esplanade, sarà completamente riqualificato in un progetto firmato dall’architetto Dominique Perrault, affiancato dall’architetto del patrimonio Pierre-Antoine Gatier e dal paesaggista Louis Benech.
Come sarà il nuovo Musée & École Giacometti
Con circa 6 mila metri quadrati di superficie, il nuovo museo segnerà un salto di scala rispetto all’attuale sede della fondazione a Montparnasse, che dispone di appena 350 metri quadrati. Qui confluirà la più grande collezione esistente dedicata all’artista, composta da oltre 10 mila opere e documenti: migliaia di disegni, più di 400 sculture, un centinaio di dipinti, oltre a stampe, oggetti d’arte decorativa e all’intero archivio dello studio. Una parte significativa di questo materiale non è mai stata esposta al pubblico, proprio per mancanza di spazio. Il nuovo museo permetterà invece di presentare in modo permanente centinaia di opere, mentre altre saranno protagoniste di mostre temporanee e progetti di ricerca. Tra gli elementi più attesi del percorso espositivo ci sarà anche la ricostruzione dell’atelier parigino di Giacometti, che consentirà ai visitatori di entrare idealmente nel luogo dove l’artista ha lavorato per quarant’anni.
Il Musée & École Giacometti un nuovo polo culturale per Parigi
Il Musée & École Giacometti, poi, unirà anche spazi espositivi, archivi, biblioteca e iconoteca con una vera e propria scuola di creazione aperta a tutti, pensata per mettere in dialogo arti visive, arti applicate e mestieri artistici. Completeranno il complesso libreria, ristorante, caffè e un cortile verde, trasformando l’ex stazione in un nuovo polo culturale nel cuore della capitale francese.
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