A Milano due artiste-icone del Femminismo italiano e internazionale in mostra da Ropac

Per la seconda mostra a Milano nella nuova sede la mega-galleria internazionale Thaddaeus Ropac propone un dialogo tra due artiste tra le più ribelli e anticonformiste di tutti i tempi: Valie Export e Ketty La Rocca

Un salto indietro nel tempo, nel cuore caldo della seconda metà del Novecento, negli anni del Femminismo autentico e delle nuove ricerche di espressività tese a conquistare nuovi media. È questa la nuova proposta invernale – seconda dall’apertura della galleria – di Thaddaeus Ropac a Milano. Un dialogo a due che accosta due tra le maggiori protagoniste della scena femminile degli Anni ‘60, tra le più irriverenti, argute e innovative. Parliamo di Valie Export (Austria, 1940) e Ketty La Rocca (La Spezia, 1956). La prima, pioniera del cinema e dell’arte installativa vocati a esprimere forme di Femminismo radicale come mai nessuno aveva tentato prima. L’altra, con un’iniziale formazione di musica elettronica, segue poi le orme del pensiero di Umberto Eco e Roland Barthes, in direzione di una nuova forma comunicativa fondata sulla gestualità del corpo e soprattutto delle mani. Due voci forti e prorompenti, che attraverso le loro installazioni scardinano l’ambiente raffinato della galleria in Palazzo Belgioioso, popolandolo di carattere e irriverenza.  

Valie Export e Ketty La Rocca, Body sign, installation view at Ropac, Milano, 2025. Photo Roberto Marossi
Valie Export e Ketty La Rocca, Body sign, installation view at Ropac, Milano, 2025. Photo Roberto Marossi

Le mani di Valie Export e Ketty La Rocca in mostra da Ropac a Milano 

Al centro di Body Sign, titolo della mostra ospitata a Milano da Ropac, un posto d’onore è occupato dalle mani. Elemento fondante della poetica concettuale di entrambe, che diviene oggetto di parallelismi semantici e visivi. Un invito a esplorare il corpo, spesso a toccarlo attraverso le mani, stravolgendo l’ideale di astrazione dell’arte concettuale con una nuova concretezza che ne amplia la definizione includendo anche questa sfera corporea. Un esempio per Ketty La Rocca sono le storiche Craniologie, date dalla sovrapposizione di immagini radiografiche di un cranio a quelle della sua mano con la ripetizione della scritta “you”. Questo inedito contatto tra l’interno e l’esterno del proprio organismo provoca un’inedita trascendenza di sfere semantiche e fisiche. Sono sempre le mani al centro dello still video SYNTAGMA, presente in mostra, di Valie Export, in cui le sue mani emergono dal buio ammiccando all’osservatore.  

Il femminismo di Ketty La Rocca e Valie Export da Ropac a Milano 

A unire le due artiste – malgrado le distanze geografiche tra Firenze e Vienna, dove la loro arte si è rispettivamente sviluppata – è il desiderio dirompente di riarticolare l’identità femminile attraverso nuove forme di linguaggio. Nuovi media, nuove icone che rompono i cardini del sistema patriarcale della società. Ne derivano inedite narrazioni, sensuali, aggressive, irriverenti ed estreme. Nuove pratiche che vanno contro i confini imposti all’insegna di usi del corpo inconsueti. Esempi emblematici di tutto questo sono le numerose fotografie e video presenti lungo il percorso, che raccontano le loro “imprese” e nuove forme di espressione. Dagli scatti relativi alle performance cittadine, agli autoritratti, alle mani, che tornano ancora una volta protagoniste di gesti dalla valenza comunicativa fortissima.  

Le sperimentazioni semiotiche del femminismo in mostra da Ropac a Milano 

Per concludere, un focus su due forme di sperimentazione semiotica e comunicativa che ai raccolgono lungo la mostra. Da un lato c’è Valie Export, colta nelle sue contorsioni urbane: il suo corpo steso sull’asfalto, accanto al marciapiede, riadattato al cordolo come un elastico di gomma. Emblema delle identità umane, soprattutto femminili, inesorabilmente costrette a essere plasmate in base alle esigenze sociali moderne. Altrettanto potenti in termini di messaggio sono le lettere nere “J” (Je, ossia io alla francese) in PVC esposte in mostra di Ketty La Rocca, storicamente parte di performance in cui si faceva fotografare a letto, con accanto tali caratteri. Ironica sottolineatura dei limiti del linguaggio umano, che riconferma la perpetua volontà di scardinare le convinzioni della società da parte di queste due artiste.

Emma Sedini 

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Emma Sedini

Emma Sedini

Etrusca e milanese d'origine in parti uguali, vive e lavora tra Milano e Perugia. Dopo la Laurea Magistrale in Economica and Management for Arts, Culture, Media and Communication all'università Luigi Bocconi di Milano e un corso professionale in Digital Marketing…

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