A Basilea una grande mostra per svelare le profondità dell’arte giocosa di Yayoi Kusama 

La Fondazione Beyeler ospita la prima tappa della mostra dedicata all’artista giapponese, che arriverà anche a Colonia e Amsterdam. Ripercorrendo tutte le tappe della vita di Kusama, il percorso racconta le riflessioni che sorreggono la sua apparente spensieratezza

Yayoi Kusama (Matsumoto, 1929) ha oggi 96 anni, è una delle artiste più note al mondo e le sue opere con i polka dots (punti), i reticoli, gli specchi sono immediatamente riconoscibili. La mostra alla Fondazione Beyeler di Riehen/Basilea è la prima di tre, le altre due saranno al Museum Ludwig di Colonia e allo Stedelijk Museum di Amsterdam. Si tratta di un’occasione ghiotta che propone l’intero cammino dell’artista giapponese, conosciuta e stimata da Lucio Fontana, che ha finanziato le sue sfere d’argento presentate alla Biennale di Venezia del 1966. 

La mostra di Yayoi Kusama a Basilea 

La rassegna, curata da Leontine Coelewij, Stephan Diederich e Mouna Mekouar, propone oltre trecento opere e preziosi materiali legati al cammino esistenziale dell’artista. Alcune opere sono state pensate appositamente per questo ciclo di mostre, così l’infinity mirror room; altre centotrenta sono in Europa per la prima volta. Un bel catalogo Hatje Cantz, progettato da Teo Schifferli l’accompagna. Tra i testi pubblicati anche quelli di Emanuele Coccia e Stefano Mancuso. Lo studio di Kusama ha avuto una parte attiva nell’organizzazione della mostra e nella raccolta di opere che provengono dal Giappone, da Singapore, dai Paesi Bassi, dalla Germania, dall’Austria, dalla Svezia, dalla Francia, dalla Svizzera. 

Yayoi Kusama, Infinity Mirrored Room—Illusion Inside the Heart, 2025. © YAYOI KUSAMA 
Yayoi Kusama, Infinity Mirrored Room—Illusion Inside the Heart, 2025. © YAYOI KUSAMA 

Il Giappone di Yayoi Kusama 

La mostra ricostruisce il complesso cammino dell’artista, che ha attraversato la storia del Giappone del XX Secolo, in cui il visitatore non è solo spettatore, ma anche sperimentatore attivo delle esperienze proposte. In mostra ci sono persino dei disegni dell’artista bambina. La storia del suo paese, vittima della bomba atomica, la distruzione e la ricostruzione, hanno segnato nel profondo l’esistenza e la ricerca dell’artista. Yayoi inizia a lavorare ventenne e in mostra sono alcuni raffinati dipinti e acquerelli di quel periodo, realizzati quando viveva ancora a Matsumoto, la sua città natale.  

L’esperienza di Kusama a New York 

Alla fine dei Cinquanta Kusama sente il bisogno di liberarsi dalla chiusura di un paese così segnato dal suo dramma e si trasferisce a New York, il luogo in cui assurge alla notorietà diventando una delle figure principali dell’avanguardia del tempo. La mostra propone parecchie opere di questo periodo e materiali documentari e fotografici, che portano lo spettatore a una completa immersione in quel mondo straordinario, che segna l’immaginario che la riguarda. I suoi colori, le sue forme, il suo stesso personaggio, per certi versi senza età, con la parrucca fucsia, sono immediatamente riconoscibili. Nonostante il successo americano Kusama, negli Anni Settanta, sente il bisogno di tornare nel suo paese.  

Tutta la libertà artistica di Yayoi Kusama 

La forza del suo lavoro, della sua ricerca è segnata soprattutto dalla libertà del suo personaggio al di là di etichette, categorie. Kusama è un’artista libera in tutti i sensi, che ha utilizzato linguaggi diversi: pittura, disegno, scultura, installazione, performance, collage, moda, letteratura e cinema, per rappresentare il pensiero. La riflessione sull’infinito è uno dei cuori pulsanti della sua riflessione artistica, esistenziale e spirituale. Sin troppo facile attribuire tutto alla sua cultura orientale. Certo quel mondo l’ha segnata, ma la sua personalità è unica, fuori da qualsiasi tentativo di facile descrizione. 

Le opere di Kusama tra riflessioni profonde e leggerezza formale 

La mostra svizzera riesce a offrirci una visione completa e approfondita di una delle personalità più straordinarie dell’arte del nostro tempo, una donna che ha sofferto, donato, partecipato, compreso la complessità, la molteplicità dell’esistenza. Il confronto continuo, sin dai primi anni del lavoro, con i concetti di vita e morte è fondante per cercare di comprendere la sua ricerca. Proprio la storia del suo paese di nascita, la tragedia della bomba atomica segnano il suo pensiero con un forte anelito alla trascendenza al di là dell’apparente giocosità delle sue opere più note.

Angela Madesani   

Libri consigliati:
(Grazie all'affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

Scopri di più