Tra arte, sport e inclusione. La mostra di Fulvio Morella per le Paralimpiadi Milano Cortina 2026

Si apre il capitolo conclusivo de “I limiti non esistono”, il progetto espositivo itinerante che, da gennaio 2025, ha toccato i luoghi protagonisti dei XXV Giochi Olimpici Invernali. Le immagini della mostra a Cortina

È tutto pronto per l’apertura dei XXV Giochi Olimpici Invernali, ospitati nelle città di Milano e Cortina. Le Olimpiadi prenderanno il via nel capoluogo lombardo il prossimo 6 febbraio con la cerimonia di apertura allo stadio di San Siro, a cui seguiranno, dal 6 al 15 marzo, le Paralimpiadi. Protagonista dell’evento non sarà solo lo sport, ma anche l’arte, celebrata con I limiti non esistono, il progetto espositivo ideato da Sabino Maria Frassà che, da gennaio 2025, ha animato Milano e la Val di Fiemme con le opere di Fulvio Morella (Grosio, 1971). In attesa dell’apertura delle Paralimpiadi, il progetto si conclude con Cortina di Stelle, ultimo capitolo dell’esposizione itinerante, ospitato negli spazi del Lagazuoi Expo Dolomiti a Cortina e visitabile fino al 5 aprile.

La mostra di Fulvio Morella al Lagazuoi Expo Dolomiti a Cortina

Nel percorso espositivo l’artista lombardo costruisce un dialogo tra arte, percezione e linguaggio, affidando all’alfabeto Braille un ruolo centrale. Dal ciclo Blind Wood, in cui quadri-scultura in legno e metallo rileggono dall’alto grandi monumenti della storia attraverso segni tattili e riflessioni sul limite della visione, fino a Braille Stellato, ideato per il bicentenario dell’alfabeto per non vedenti, dove i punti diventano costellazioni da esplorare attraverso il tatto.
Con Braillight, infine, il braille si fa luce e tridimensionalità, dando forma a sculture luminose che orientano e riflettono sul rapporto tra ombra e illuminazione.

Medaglia Raccontami CIP USSI designed by Fulvio Morella ©Francesca Piovesan, Courtesy artista, Cramum, CIP e USSI
Medaglia Raccontami CIP USSI designed by Fulvio Morella ©Francesca Piovesan, Courtesy artista, Cramum, CIP e USSI

Fulvio Morella a Cortina: dove storia, arte e sport si incontrano

A completare la mostra alcuni cimeli olimpici provenienti dal Museo dello Sport della Repubblica di San Marino, tra cui le torce di Roma 1960 e Torino 2006, ampliano il racconto intrecciando memoria e inclusione sociale.

Parola al curatore Sabino Maria Frassà 

“Le costellazioni di Braille Stellato di Morella trasformano il testo in mappa tattile: i punti del braille, ricamati come corpi celesti, chiedono dita prima ancora che occhi”, spiega il curatore Sabino Maria Frassà nel suo testo critico di accompagnamento alla mostra. “È un’epistemologia della traduzione: come in astrofisica — dove molte immagini nascono da grandezze invisibili (onde, frequenze, dati) — anche qui la conoscenza passa dal rendere sensibile l’invisibile (Klee), dal condividere competenze: chi sa leggere il braille, chi riconosce i rimandi filosofici e letterari, chi porta memoria visiva e gusto, chi conosce fibra, design, tornitura del legno. L’opera si completa nel noi, come una cordata: ogni lettura è una traccia che, intrecciata alle altre, disegna la rotta”. 

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