Una famiglia appassionata da 10 anni presenta mostre d’arte in un palazzetto medievale a Domodossola
La mostra “10 anni a Casa De Rodis” è dedicata alla storia espositiva del palazzetto medievale nel centro di Domodossola che ospita la Collezione Poscio. Tutto è iniziato 50 anni fa da una storica famiglia di costruttori ossolani
La Collezione Poscio a Domodossola è fatta di artisti che qui sono nati e qui hanno fatto ritorno dopo aver viaggiato per il mondo, portando influenze internazionali nella “Valle dei pittori” di Val Vigezzo. È stata creata 50 anni fa da una storica famiglia di costruttori ossolani, ma è diventata pubblica solo dal 2014, quando ha trovato la sua sede permanente a Casa De Rodis, palazzetto di origini medievali affacciato su Piazza del Mercato. Per festeggiare questo importante anniversario, è in corso fino all’11 gennaio 2026 la mostra 10 anni a Casa De Rodis, dedicata alla sua storia espositiva: sono esposte 10 opere di 10 diversi artisti della Collezione Poscio e 3 di queste sono messe in dialogo con il progetto site-specific INTERSPAZIO – Dialoghi Sospesi tra Segno Forma e Memoria dell’artista contemporaneo Matteo Ufocinque Capobianco.
La storia della Collezione Poscio
Collezione Poscio nasce dalla “appassionata incompetenza” di Alessandro Poscio e di sua moglie Paola che, nel corso di 50 anni, hanno raccolto opere di pittura, disegno e scultura di fine ‘800 e ‘900. “L’espressione ‘appassionata incompetenza’, apparentemente contraddittoria, orgogliosamente modesta e commercialmente inefficace nell’attestare una mancanza di sapere, è il cuore della collezione iniziata da mio marito e da me profondamente condivisa”, racconta Paola Poscio. “Passione che coinvolge e sorprende anima e cuore… Incompetenza perché la scelta delle opere avviene fuori da ogni schema accademico, quasi per un’istintiva folgorazione, per la forza e l’intensità dell’emozione che suscita”. Sono gli Anni 50, quando il giovane imprenditore Poscio incontra il pittore ottantenne Carlo Fornara, legato alla corrente divisionista dei primi del ‘900: da quell’incontro prende vita la sua passione collezionistica che lo porterà a raccogliere, insieme alla moglie, artisti vigezzini coetanei di Fornara, come Rastellini, Ciolina e Peretti, e dei predecessori, ritrattisti emigranti di successo, oltre a pittori coevi, appartenenti a diversi movimenti artistici, divisionisti, macchiaioli, scapigliati.
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La collezione Poscio a Casa de Rodis a Domodossola
Nel tempo cresce anche il desiderio di condivisione della bellezza dell’arte e nasce in Alessandro Poscio l’idea di aprire la sua collezione al pubblico. Venuta meno la possibilità di una collaborazione con gli enti pubblici, Poscio decide così di acquistare Casa De Rodis, palazzetto medievale nel cuore del centro storico di Domodossola. L’edificio è ristrutturato integralmente e adibito a moderna sede espositiva, ma l’imprenditore non riesce a vedere il completamento dei lavori perché viene a mancare. Lasciato l’edificio in eredità alla moglie Paola e ai figli Stella, Elvira e Ferdinando, il progetto espositivo ha la sua realizzazione con la prima mostra a Casa De Rodis, dal titolo Alessandro Poscio, collezionista appassionato. Da Hayez a Fornara, da Scipione a Messina, curata da Michele Buonomo: da allora sono seguite altre 12 mostre.
La mostra celebrativa a Casa de Rodis
Fino a quella di oggi, a cura di Elena Pontiggia, che celebra questo spirito collezionistico appassionato e fuori dagli schemi con una selezione di opere che parte da un paesaggio di Carlo Fornara, passando per un ritratto di Francesco Hayez e per le vedute di John Constable e Antonio Fontanesi. E poi Telemaco Signorini e Giuseppe De Nittis, fino ad arrivare a un disegno di Giovanni Boldini e un pastello di Federico Zandomeneghi e alle sculture in bronzo di Paolo Troubetzkoy e Francesco Messina. “Attraverso una sorta di carotaggio (le “carote” sono i campioni di roccia che si estraggono per compiere delle analisi)”, spiega Pontiggia, “le dieci opere intendono dar conto non di tutta la collezione, cosa che sarebbe impossibile, ma dello sguardo che Alessandro e Paola Poscio hanno rivolto alle opere, scegliendole per un innamoramento che andava al di là di ogni tattica, di ogni strategia e, a maggior ragione, di ogni speculazione e di ogni pur legittimo calcolo economico”. La mostra è una bella occasione per mettere un faro su questa realtà che continua ancora oggi con l’intenzione, come afferma Paola Poscio, di “creare un luogo d’incontro, di ospitalità, di suggestioni, dove ognuno possa avere la sensazione di entrare in una casa vera propria, per un momento sereno di conoscenza e di incontro”.
Claudia Giraud
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