Premio Driving Energy 2022. I vincitori e la mostra al Palazzo delle Esposizioni a Roma

Il premio, alla sua prima edizione, è frutto di un progetto creato da Terna, società che gestisce la rete di trasmissione elettrica italiana, per contribuire a tracciare lo stato dell’arte della fotografia contemporanea in Italia

Milletrecento candidature, quaranta finalisti, cinque premiati. Ma soprattutto una mostra, al primo piano del Palazzo delle Esposizioni di Roma (dov’è in corso anche uno dei tre focus cittadini su Pier Paolo Pasolini), che rappresenta un’opportunità per censire la fotografia contemporanea italiana, attraverso molteplici punti di vista. La prima edizione del Premio Driving Energy ha unito Terna – il più grande operatore indipendente di reti per la trasmissione di energia elettrica in Europa, e gestore unico della rete elettrica nazionale – e l’Azienda Speciale Palaexpo in un progetto finalizzato alla promozione e allo sviluppo culturale del Paese, facendo affidamento sul linguaggio della fotografia e sul talento di chi opera nel settore. Non una prima volta, per l’insolito sodalizio, cementato tra il 2020 e il 2021 dalla pubblicazione di due volumi chiamati a raccontare i territori e i volti di Terna, che proprio nel ’21 si è dotata di una piattaforma –TernaCult (anche portale online) – dedicata alle attività di promozione culturale, all’interno dell’azienda e verso l’esterno.

IL PREMIO DRIVING ENERGY. I PROTAGONISTI

Il Premio di fotografia contemporanea è finora l’operazione più significativa di questa visione. “Un impegno che evidenzia la volontà di Terna di operare nel settore culturale”, sottolinea il presidente di Palaexpo e curatore della mostra Marco Delogu, introducendo la proclamazione dei vincitori: “dato il tema, centrato sulla trasmissione di energia, fotografi e giuria hanno tutti avuto la massima libertà di esprimersi e questo ci ha consentito di operare un utile censimento dello stato dell’arte della fotografia italiana. Anche perché l’iniziativa ha avuto successo e selezionare i finalisti è stato complesso, vista la qualità delle produzioni”. La partecipazione, dunque, è stata alta, ed estremamente diversificata: “hanno partecipato fotografi da tutte le province d’Italia, e di ogni fascia d’età, tanto da restituire lo sguardo sul mondo di 4-5 generazioni diverse”, sottolinea Valentina Bosetti, presidente di Terna. Accanto a nomi di fama internazionale (da Ventura a Campigotto, Cagol e Mariniello) sono infatti ben rappresentati gli autori delle nuove generazioni (Frapiccini, Graziani, Mortarotti e altri), oltre a fotografi emergenti under 30, di evidente talento.

I VINCITORI DEL PREMIO DRIVING ENERGY E LA MOSTRA A PALAZZO DELLE ESPOSIZIONI

Il punto di partenza è stato un tema – Cameras on Driving Energy – interpretato da ciascuno con approccio personale, com’è evidente scorrendo tra gli scatti dei 40 finalisti esposti a Roma, tra denuncia della crisi ambientale e preoccupazione per il futuro, ma anche fiducia nei rapporti umani, racconto delle specificità dei territori, amarcord. Cinque sono le foto premiate dalla giuria composta da Massimiliano Paolucci, Salvatore Settis, Lorenza Bravetta, Elisa Medde, Jasmine Trinca ed Emanuele Trevi, che ha decretato un vincitore Senior – Paolo Ventura con I Ginestra – e una vincitrice per la sezione Giovani, Gaia Renis con Stereocaulon vesuvianum. Al primo è stata riconosciuta la capacità di fornire un’interpretazione del tema originale e sottile, dove la trasmissione dell’energia diventa prima di tutto un fatto umano, immortalando due acrobati catapultati in una città metafisica, immaginata dall’autore. La seconda, invece, è stata premiata per il coraggio di portare un’indagine che esplora l’energia da un punto di vista microscopico, attraverso fotografie del lichene vesuviano che generano una riflessione sul beneficio della simbiosi, a livello naturale come nel rapporto tra uomo e ambiente. Ma sul palco hanno sfilato anche i vincitori di tre menzioni speciali: la Menzione Terna, attribuita da chi lavora in azienda, per Andrea Botto e la sua Onda d’urto; la Menzione al lavoro che meglio ha interpretato il tema di Normalità contemporanea, per Mohamed Keita con Camminare e camminare…; la Menzione per chi ha meglio interpretato il tema Circolarità. Corsi e ricorsi, arrivata a premiare Eva Frappicini per La porta di luce alias hommage to D.M., dialogo fotografico con lo statunitense Duane Michals. La mostra è visitabile fino al 27 novembre, con ingresso libero, ma vivrà anche nel metaverso, con una versione dell’esposizione 3D consultabile sul sito ufficiale del Premio, anche a seguito della data di chiusura.

Livia Montagnoli

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