Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian sono i tre artisti iraniani coinvolti nel progetto che inaugura il 23 aprile al Complesso dell’Ospedaletto di Venezia, realizzato a partire da riflessioni e connessioni inedite tra Oriente e Occidente, tradizione e contemporaneità, artigianato e flusso mediatico di informazioni.

Il termine ALLUVIUM fa riferimento all’argilla, alla ghiaia, al limo che vengono depositati sul fondo dopo il passaggio dell’acqua corrente. È proprio l’argilla il materiale protagonista del progetto che inaugura il 23 aprile 2022 negli spazi dell’Atrio Moderno del Complesso dell’Ospedaletto di Venezia, segnando il ritorno delle OGR di Torino (hub internazionale dedicato all’arte e alla cultura contemporanea, all’innovazione e al food) in Laguna in concomitanza della Biennale Arte 2022.

RRH Alluvium, courtesy Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh and Hesam Rahmanian & Galerie In Situ fabienne leclerc, Grand Paris
RRH Alluvium, courtesy Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh and Hesam Rahmanian & Galerie In Situ fabienne leclerc, Grand Paris

ALLUVIUM. IL PROGETTO DELLE OGR DI TORINO A VENEZIA

L’argilla è anche il materiale su cui hanno lavorato, per circa due anni, i tre artisti iraniani Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian, creando un progetto site-responsive presentato per la prima volta attraverso una configurazione capace di trasformare l’ambiente. Lo spazio, infatti, viene animato da una serie di strutture in ferro che gli artisti hanno realizzato in collaborazione con il fabbro di base a Dubai Mohammed Rahis Mollah, su cui poggia una serie di piatti in terracotta prodotta da artigiani locali seguendo la tradizione mediorientale. Sospesi tra passato e contemporaneità, i piatti sono decorati sulla loro superficie da una riscrittura delle immagini provenienti dal flusso di news a cui siamo costantemente sottoposti, sovrapponendole e incasellandole negli assi geometrici come nelle ceramiche islamiche; generando, insomma, un immaginario alternativo alla narrazione mediatica ufficiale.

ORIENTE E OCCIDENTE NEL PROGETTO DELLE OGR DI TORINO A VENEZIA

“Presentare il lavoro degli artisti Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian a Venezia non solo ha diverse risonanze con il contesto circostante ma sottolinea anche un naturale collegamento tra la città e la mission di OGR Torino”, spiega Massimo Lapucci, CEO di OGR Torino e Segretario Generale di Fondazione CRT, sottolineando la contingenza tra la storia della città lagunare e la pratica dei tre artisti iraniani, volta alla rielaborazione culturale e alla costante sovrapposizione tra riferimenti di diversa provenienza, creando dialoghi e collegamenti inediti. “Venezia, infatti, per l’unicità della sua configurazione richiama da sempre la pratica dell’arte e del genio umano: sviluppata su più livelli a partire dalle palafitte che hanno reso edificabili le isole della laguna, è cresciuta su se stessa, in un palinsesto di restauri e costruzioni, nuove estetiche e contributi di diversi popoli che hanno portato a una stratificazione fisica della città e a una sedimentazione culturale continua”, prosegue. “Processi molto vicini anche a OGR Torino, istituzione che dal 2017 a oggi – grazie alla visione disegnata e realizzata da Fondazione CRT – ha fatto della conservazione e del rinnovamento il principale punto di partenza per la costruzione di una nuova storia all’insegna dell’arte, della cultura contemporanea, della ricerca e dell’innovazione”.

-Giulia Ronchi

ALLUVIUM
di Ramin Haerizadeh, Rokni Haerizadeh e Hesam Rahmanian
a cura di Samuele Piazza
Dal 23 aprile al 27 novembre 2022
Complesso dell’Ospedaletto – Barbaria de le Tole, 6691 Venezia
https://ogrtorino.it/

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Ha collaborato con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne.