Il Magazzino Italian Art di New York si allarga. Nuova ala intitolata a Robert Olnick nel 2023

Il museo nato nel 2017 a Cold Spring dalla volontà di Giorgio Spanu e Nancy Olnick – la cui collezione comprende opere di arte italiana del Dopoguerra, soprattutto Arte Povera – si appresta a espandere i propri spazi con un nuovo padiglione intitolato al padre di Nancy

Rendering depicting aerial view of Magazzino Italian Art’s campus, including a new freestanding building. Architects Alberto Campo Baeza and Miguel Quismondo. Image by JC Bragado & J Mingorance. Courtesy of Magazzino Italian Art
Rendering depicting aerial view of Magazzino Italian Art’s campus, including a new freestanding building. Architects Alberto Campo Baeza and Miguel Quismondo. Image by JC Bragado & J Mingorance. Courtesy of Magazzino Italian Art

Sarà inaugurato entro la metà del 2023 il nuovo padiglione, attualmente in costruzione, di Magazzino Italian Art, spazio espositivo nato nel 2017 a New York, lungo le sponde dell’Hudson, dalla volontà di Giorgio Spanu e Nancy Olnick, la cui collezione vanta oltre 500 opere di arte italiana del secondo Novecento, soprattutto della corrente dell’Arte Povera. Il nuovo spazio, che sarà intitolato a Robert Olnick, padre di Nancy Olnick, è progettato dagli architetti Alberto Campo Baeza e Miguel Quismondo, che insieme nel 2008 hanno realizzato la casa Olnick Spanu a Garrison, New York. Quisimodo inoltre è l’autore della sede di Magazzino.

MAGAZZINO ITALIAN ART A NEW YORK. IL NUOVO ROBERT OLNICK PAVILION

Il nuovo spazio, di 1200 metri quadrati, sarà adiacente ma indipendente rispetto all’edificio principale del museo, innescando così una continuità stilistica data dalla sua struttura architettonica lineare: attraverso una serie di finestre e lucernari, sarà incentivato il dialogo tra interno ed esterno, tra arte, architettura e paesaggio naturale.  350 metri quadrati del nuovo padiglione saranno adibiti a spazio espositivo, con due gallerie al primo piano e una terza al piano inferiore, dove saranno esposte sculture di piccole dimensioni, vetri di Murano e ceramiche. Il piano inferiore ospiterà inoltre una sala multifunzionale di 140 metri quadrati, destinata a proiezioni cinematografiche, conferenze e altri eventi, mentre al piano superiore sarà destinata l’area relax, con una caffetteria e una sala lettura con posti a sedere interni ed esterni. “È stata una grande esperienza e un onore lavorare con Alberto e continuare a lavorare con Nancy e Giorgio al nuovo edificio”, ha dichiarato l’architetto Miguel Quismondo. “Il padre di Nancy, Robert Olnick, è stato per noi un riferimento costante; non ho mai avuto occasione di incontrarlo, ma progettare questo padiglione è un modo importante per onorarlo”.

VISIONE E MISSIONE DI MAGAZZINO ITALIAN ART

“Siamo entusiasti di espandere la nostra struttura e di accogliere ancora più visitatori, potenziando la nostra programmazione e consolidando le nostre attività durante tutto l’anno a Cold Spring”, spiega Vittorio Calabrese, direttore di Magazzino Italian Art. “Il Robert Olnick Pavilion introdurrà nuovi spazi che ci permetteranno di ospitare esposizioni temporanee che mostreranno il lavoro di artisti del Dopoguerra e contemporanei, oltre a importanti designer italiani. Uno degli aspetti più entusiasmanti dell’espansione è l’apertura del nostro Department of Education insieme a un auditorium che ci consentirà di continuare i nostri programmi pubblici nei mesi più freddi. Stiamo facendo un investimento importante nella città di Cold Spring”, conclude Calabrese, “una comunità che ci ha accolto così calorosamente oltre cinque anni fa, oltre a investire nel nostro pubblico e nei visitatori in tutta la regione”.

– Desirée Maida

www.magazzino.art

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.