Rappresentare indumenti intimi in ceramica. L’arte della giapponese Masami Yamamoto

Un’artista giapponese realizza sculture in ceramica di indumenti intimi dal forte potere mnemonico ed evocativo: ecco chi è Masami Yamamoto

Scultura di Masami Yamamoto
Scultura di Masami Yamamoto

Sembrano vere, quasi da non riuscire a distinguerle dagli oggetti che rappresentano, le sculture di Masami Yamamoto, artista giapponese che dal 2011 lavora a una serie di opere in ceramica che rappresentano indumenti e biancheria intima. Le sue sculture rappresentano vestiti usati che sembrano quasi trattenere l’essenza delle persone che li hanno indossati: pieghe, lacci non annodati, bottoni inseriti o non trattenuti nelle asole ci comunicano la poesia dei gesti, della quotidianità delle persone cui sono appartenuti. “Penso che il materiale ceramico corrisponda molto bene alla nostra esistenza umana attraverso la sua forte presenza e fragilità”, spiega l’artista.

Scultura di Masami Yamamoto
Scultura di Masami Yamamoto

GLI OGGETTI IN CERAMICA DI MASAMI YAMAMOTO

Con sede a Kanazawa, Masami Yamamoto (Osaka, 1983) dal 2011 lavora a questa serie di abiti in ceramica, rappresentando i tessuti in maniera inedita ed estremamente personale, in cui ogni dettaglio è realizzato a mano con minuzia, senza il supporto di timbri o modellini di stampa. L’argilla, modellata accuratamente e indurita dal processo di cottura, restituisce così le tracce di vissuto in un’immagine delicata ed evocativa. “Attraverso la plasticità dell’argilla, cerco di riprodurre la morbidezza dei vestiti”, afferma l’artista. “Sento gli oggetti fatti in ceramici come ricordi poetici della nostra solitudine, delle gioie e dei dolori della nostra vita quotidiana”. Ecco le immagini.

– Giorgia Basili

www.yamamotomasami.com
www.instagram.com/masami_yamamoto_lnmy/

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Giorgia Basili
Giorgia Basili (Roma, 1992) è laureata in Scienze dei Beni Culturali con una tesi sulla Satira della Pittura di Salvator Rosa, che si snoda su un triplice interesse: letterario, artistico e iconologico. Si è spe-cializzata in Storia dell'Arte alla Sapienza con una tesi di Critica d'arte sul cinema di Pier Paolo Pasolini, letto attraverso la lente warburghiana della Pathosformel. Collabora con diverse riviste di settore prediligendo tematiche quali l’arte urbana e il teatro, la cultu-ra e l’arte contemporanea nelle sue molteplici sfaccettature e derive mediali. Affascinata dall’innesto del visivo con la letteratura, di tea-tro e mitologia, si dedica alla scrittura di poesie per esprimere la propria sensibilità e il proprio pensiero estetico-critico su ciò che la circonda.