Jan Fabre denunciato dai suoi ex dipendenti per molestie e violenze sessuali sul lavoro

La vicenda risale al 2018, quando un gruppo di ex ballerini della compagnia fondata dall’artista fiammingo ha pubblicato, su una testata online, una lettera che racconta dei comportamenti “sessisti e inappropriati” di Fabre sul lavoro. L’inchiesta è andata avanti, e il prossimo 21 settembre l’artista dovrà comparire davanti al tribunale penale di Anversa

Jan Fabre
Jan Fabre

Mala tempora currunt per Jan Fabre (Anversa, 1958), artista tra i più influenti della scena contemporanea, e anche tra i più controversi, riuscendo spesso a dividere critica e opinione pubblica per il suo lavoro crudo e per molti aspetti estremo, colto e contraddittorio: un sapiente gioco dai meccanismi teatrali che coniuga concetti paralleli e opposti quali vanitas, contemplazione, memento mori, sessualità, misticismo, fede. Artista, scenografo, coreografo e regista teatrale con una vocazione spiccata verso i temi della mitologia e della cultura classica, Fabre si trova nuovamente nell’occhio del ciclone, dopo le accuse mossegli, nel 2018, da venti ex ballerini della sua compagnia di performing art Troubleyn/Jan Fabre: l’artista era stato infatti accusato di comportamenti “sessisti e inappropriati”, e il prossimo 21 settembre dovrà comparire davanti al tribunale penale di Anversa per rispondere alle accuse di violenza e molestie sessuali sul lavoro.

LA DENUNCIA CONTRO JAN FABRE

L’origine dei fatti risale al 2018, quando i ballerini della compagnia fondata dall’artista, incoraggiati dal movimento #MeToo, hanno deciso di denunciare Fabre attraverso una lunga lettera pubblicata sul sito della rivista belga Rekto: Verso, in cui gli ex dipendenti del coreografo raccontano dell’abitudine, da parte dell’artista fiammingo, di mortificare le donne con commenti sessisti o inappropriati sulla loro fisicità. E non solo: stando a quanto riportato nella lettera, pare che Fabre abbia invitato alcuni dei ballerini a casa sua con il pretesto di provare lo spettacolo e lì abbia tentato un approccio di natura sessuale, e in caso di rifiuto l’artista avrebbe poi vessato psicologicamente i ballerini sul lavoro. Rekto: Verso ha poi offerto a Jan Fabre il diritto di replica, e l’artista ha risposto attraverso un comunicato stampa emesso dalla sua compagnia, sottolineando il disappunto e il dispiacere per una vicenda che si è espletata attraverso i media: “deploriamo questo attacco attraverso i media, in quanto ciò costituisce un processo pubblico ingiusto. Jan Fabre viene pubblicamente attaccato senza alcuna forma di difesa, sulla base di testimonianze anonime e accuse difficili da verificare. L’azienda non è stata contattata dai firmatari della lettera di cui non conosciamo l’identità. Non costringiamo nessuno a fare cose contro la propria volontà: da Troubleyn tutto deve avvenire con reciproco consenso e rispetto”. Il comunicato però si conclude con una frase che lascia spazio a qualche riflessione: “nella lettera aperta leggiamo varie storie riguardanti il modo di lavorare di Jan Fabre. Non è un segreto che Jan abbia una forte personalità e uno stile semplice come regista. Tuttavia, questo non significa che ci sarebbero casi di molestie sessuali”.

– Desirée Maida

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.