Face of Naples: la videoinstallazione di Roxy in the Box sulla pandemia

L’intervento di arte pubblica, realizzato in collaborazione con il Teatro Bellini di Napoli, sarà acquisito dall’Archivio di Stato offrendo una testimonianza su come Napoli ha vissuto la pandemia

Roxy in the Box, The Face of Naples
Roxy in the Box, The Face of Naples

Come gli artisti hanno vissuto la pandemia? A questa domanda nel corso degli scorsi mesi sulle pagine di Artribune abbiamo cercato di dare spesso risposta, con inchieste, interviste ed approfondimenti. L’artista Roxy in The Box si è posta invece la domanda al contrario, con un grande progetto pensato insieme al Teatro Bellini di Napoli. 

L’INTERVENTO AL TEATRO BELLINI

Nel corso dell’ultimo lockdown il Teatro avrebbe infatti chiesto all’artista di animare  cinque monitor posizionati sulla facciata centrale. Schermi utilizzati solitamente per rendere fruibili ai passanti, in un momento di chiusura dei luoghi dello spettacolo, le prove che avvenivano all’interno e che oggi invece si offrono a The Face of Naples- Racconti Pandemici di Roxy in The Box. “Quando il Teatro, nella persona del direttore artistico Gabriele Russo, mi ha chiesto di creare un intervento per questi spazi virtuali ho pensato che l’unica cosa che potevo fare, anche per me stessa, era di parlare della pandemia. Per un anno e mezzo sono stata zitta, non ho voluto parlare di nulla, né ascoltare il dolore degli altri”. Poi c’è stato un cambiamento, la voglia di ritornare ad aprirsi al sentire degli altri, e l’artista si è ritrovata in un bellissimo teatro vuoto a costruire un set dedicato a realizzare una serie di interviste.



CHI SONO I PROTAGONISTI DELLE FACCE DI NAPOLI 

Con una “call interna” Roxy e i responsabili e lo staff del Teatro Bellini hanno coinvolto, il “volto di Napoli”, 49 persone di tutte le età e le condizioni sociali che hanno raccontato la propria storia in pandemia. C’è Gianluigi, che non ha ancora compiuto 50 anni e sente che il lockdown gli abbia imposto una “vecchiaia anticipata”, c’è Sara parrucchiera transgender, ci sono commessi, chirurghi, disoccupati, laureandi, preti, assicuratori, e così via. “C’è stata grande tenerezza in tutte le interviste. Il filo conduttore che le unisce è la voglia di stare insieme e tornare alla socialità anche del lavoro, che è insita nell’essere umano. Ho chiesto loro, per esempio, cosa vorresti fare quando tutto questo sarà finito? E nessuno di loro mi ha detto, voglio fare un viaggio straordinario o cose così. Tutti hanno invece espresso il desiderio di tornare ad una vita semplice”.

Roxy in the Box in teatro
Roxy in the Box in teatro

LA VIDEOINSTALLAZIONE 

I racconti pandemici saranno trasmessi ventiquattrore su ventiquattro nella videoinstallazione su strada, ma senza audio. I passanti pertanto vedranno soltanto, ma i volti appariranno in muto. “Nel corso della pandemia ho sentito una grande difficoltà nell’ascolto. Non parlo solo dal punto di vista istituzionale, ma anche individuale. Ci siamo tutti molto allontanati. E quindi mettere “in vetrina” persone che parlano di una cosa che riguarda se stessi, la propria intimità deve richiedere uno sforzo ulteriore di interpretazione. Chi guarda deve cercare di capire di più”. Tutti i video saranno comunque fruibili, questa volta con l’audio, sul sito del Teatro Bellini in una sezione dedicata. Saranno infine acquisiti dall’Archivio di Stato di Napoli che per la prima volta ospiterà un intervento visivo. “La mia speranza”, ha commentato Roxy in The Box,  “è che questi possano diventare sempre di più dei racconti di una cosa che è successa, che non c’è più. E di allontanarci definitivamente da questo momento terribile”. 

– Santa Nastro 

http://www.teatrobellini.it/pagina/48/the-faces-of-naples

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Autore Roxy in the Box
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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.