Artribune Podcast. L’artista Cesare Pietroiusti per la serie Monologhi al Telefono

Ancora un’altra uscita nella collezione podcast di Artribune col format “Monologhi al Telefono” a cura di Donatella Giordano. Oggi a rispondere alla chiamata è l’artista Cesare Pietroiusti che oggi è anche presidente del Palazzo delle Esposizioni a Roma

Cesare Pietroiusti portrait by Ela Bialkowska Oknostudio performance Quadriennale di Roma novembre 2016.
Cesare Pietroiusti portrait by Ela Bialkowska Oknostudio performance Quadriennale di Roma novembre 2016.

Oggi siamo al telefono con Cesare Pietroiusti (Roma, 1955), che risponde al suo interlocutore con un dizionario di parole, elencando vocaboli slegati dal loro significato o seguiti da una precisa descrizione. “Un monologo è fatto di parole”, dice l’artista, “a volte è un tentativo solitario di estrarre un senso da una riflessione in forma di discorso ma a volte, quando noi parlanti non glielo riconosciamo, le parole stesse restano sole davanti al loro significato”. Con una formazione di medico psichiatra, Pietroiusti ha sempre affrontato la questione dell’arte con fare analitico, indagando le situazioni paradossali, i comportamenti e i gesti minori che costituiscono l’esperienza della vita quotidiana. In questa occasione l’artista utilizza il formato podcast ridefinendone il suo stesso scopo, veicolando così un pensiero non finalizzato, che crea disorientamento.

Ascolta “Cesare Pietroiusti – Monologhi al Telefono di Donatella Giordano” su Spreaker.

CESARE PIETROIUSTI. TRA LOGICHE E PARADOSSI

Da anni impegnato a riconsiderare concetti e spazi, la sua pratica artistica nasce inizialmente per caso, quando conosce Sergio Lombardo e inizia a frequentare il suo centro studi, spazio espositivo e laboratorio, chiamato Jartrakor, vero la fine degli anni Settanta. La sua formazione lo portò ad unire la sua specializzazione in Clinica Psichiatrica alla creatività che caratterizzava quel periodo e quel contesto. Il suo lavoro comprende la pratica performativa e relazionale e affronta tematiche politiche e sociali anche attraverso l’osservazione di “microeventi” che appartengono alla vita quotidiana. A partire dagli anni 2000 il suo interesse si sposta verso le logiche del mercato, dello scambio denaro/merce o dei paradossi che attraversano il sistema sociale occidentale basato sul capitalismo. Una delle sue ultime performance prevedeva la trasformazione di banconote altrui in opere d’arte, attraverso un trattamento con acido solforico.

– Donatella Giordano

ACQUISTA QUI il libro di Cesare Pietroiusti

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Donatella Giordano
Nata in Sicilia, vive a Roma dal 2001. Ha studiato presso l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove nel 2006 ha conseguito il diploma di laurea con una tesi che approfondiva la nascita dei primi happening e delle azioni performative viennesi degli anni Sessanta, fino alle controverse ricerche della Body Art degli anni Novanta. Un lavoro che ha poi portato avanti con integrazioni o interviste pubblicate, come quelle rilasciate da Stelarc, Orlan e Franko B. Dopo aver conseguito l'abilitazione, dal 2008 insegna Storia dell'Arte e Disegno in una scuola pubblica. Nell'ambito del progetto 100% Periferia ha curato mostre al Palazzo delle Esposizioni di Roma, Scuderie Aldobrandini di Frascati, Farm Cultural Park di Favara, Metropoliz di Roma. Nel 2012 ha curato la prima edizione del Digital Live della Fondazione Romaeuropa, inaugurando la sezione "Talks". Nel 2013 è stata Assistant Curator per il progetto "Joan of Art: Towards a Free Education" presso il Macro di Roma e la Gervasuti Foundation di Venezia. Ha pubblicato il catalogo “Quadratonomade, opere d’arte in scatola per un museo itinerante” edito da Gangemi. Nel 2020 ha co-curato una mostra al Museo Carlo Bilotti di Roma. Scrive per Artribune dal 2014, dove dal mese di aprile 2020 ha inaugurato la sezione Podcast con la rubrica "Monologhi al Telefono".