Il San Francisco Art Institute potrebbe vendere un murale di Diego Rivera da 50milioni di dollari

La scuola d’arte più importante di San Francisco sta pensando di vendere il capolavoro site specific dell’artista messicano per resistere alla crisi. Tra gli interessati all’acquisto è anche George Lucas, che lo vorrebbe nel suo museo di prossima apertura

San Francisco Art Institute
San Francisco Art Institute

Che il San Francisco Art Institute avesse problemi a restare a galla lo si sapeva fin dal 2016: l’enorme debito accumulato per aprire il nuovo campus aveva prostrato la più antica scuola d’arte della città californiana che, a causa di un ulteriore calo delle iscrizioni, non ha retto il colpo della crisi. Salvata con un prestito da quasi 20 milioni di dollari dal Consiglio delle Università della California, lo SFAI ha sei anni per restituirli. Così è arrivata la drammatica ipotesi: vendere una delle sue opere più preziose. Si tratta di un enorme murale site specific realizzato dal celebre artista messicano Diego Rivera, compagno di Frida Kahlo, del valore stimato di 50 milioni di dollari. Giusto la cifra per ripagare il debito e gestire il budget annuale, a sua volta di 19 milioni. Tra gli interessati al pezzo unico sono emersi alcuni nomi, tra cui il regista di Star Wars George Lucas, che è in procinto di aprire un museo a Los Angeles.

Murale di Diego Rivera al San Francisco Art Institute
Murale di Diego Rivera al San Francisco Art Institute

IL MURALE DI DIEGO RIVERA AL SAN FRANCISCO ART INSTITUTE

Rivera aveva realizzato l’opera La realizzazione di un affresco che mostra la costruzione di una città nel 1931. Il murale mostra la costruzione di una città e di un murale al suo interno, ritraendo esperti, artisti e maestranze impegnate nella costruzione (incluso Rivera stesso, in fondo, con una palette). È un affresco nell’affresco, un’opera unica e molto cara alla città di San Francisco per l’influenza che ha dimostrato sugli artisti dell’area. La notizia della possibile vendita ha colto di sorpresa i membri della facoltà dello stesso SFAI, gli ex alunni e gli appassionati, che si sono sentiti traditi dall’istituto – che già aveva licenziato 70 membri del collegio docenti per la crisi. “È un insulto, ci spezza il cuore, ha dichiarato una ex alunna dell’istituto, “il primo dovere della scuola è proteggere la sua eredità”. Ma, precisano dal consiglio di facoltà, nessuna decisione è ancora stata presa: “la nostra prima scelta”, ha chiarito la presidente del consiglio Pam Rorke Levy, “sarebbe una cessione in situ, con un partner istituzionale o un magnate, che ci permetterebbe di tenere il murale a disposizione del pubblico”. In una intervista dello scorso marzo, tuttavia, aveva chiarito che “lo SFAI è un piccolo college in una città costosa”, e che “avendo un asset di questo valore, la discussione sulla vendita è sempre aperta”.

L’INTERESSE DI GEORGE LUCAS PER IL MURALE DI DIEGO RIVERA

È in questa prospettiva che il consiglio dell’istituzione ha ricevuto e preso in considerazione, lo scorso dicembre, alcune dichiarazioni di interesse. In primis, il Museo di Arte Moderna di San Francisco, che ne otterrebbe il possesso ma lo lascerebbe al campus, ma anche il celebre regista di Star Wars George Lucas, che sarebbe interessato ad acquisirlo per il suo Museo delle Arti Narrative in prossima apertura a Los Angeles. Il sindacato degli insegnanti, tuttavia, chiede di resistere alle offerte: “il murale di Diego Rivera non è un asset il cui valore risiede solo in quanto viene stimato economicamente, e venderlo non sarebbe che un palliativo per il prossimo anno: quello che va risolto è la cattiva gestione del consiglio dello SFAI”. 

– Giulia Giaume

ACQUISTA QUI il catalogo di Diego Rivera

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Giulia Giaume
Amante della cultura in ogni sua forma, è divoratrice di libri, spettacoli, mostre e balletti. Laureata in Lettere Moderne, con una tesi sul Furioso, e in Scienze Storiche, indirizzo di Storia Contemporanea, ha frequentato l'VIII edizione del master di giornalismo Walter Tobagi. Collabora con diverse riviste su temi culturali, diritti civili e tutto ciò che è manifestazione della cultura umana, semplicemente perché non può farne a meno.