SuperaMenti. La Guggenheim di Venezia punta su workshop per under 25: il programma

Tenuti da artisti italiani e internazionali (Jan Vormann, Stefano Ogliari Badessi in arte S.O.B, Alice Pasquini e Cecilia Jansson), i laboratori promossi dalla Peggy Guggenheim Collection con la partecipazione di Swatch Art Peace Hotel hanno come obiettivo “l’attivazione di processi creativi e sociali volti a creare una nuova normalità”. Ecco di che si tratta e come partecipare

Peggy Guggenheim Collection, Venezia. Photo Matteo de Fina

È una riflessione sul momento storico attuale – contraddistinta dalla pandemia e dalle nuove dinamiche sociali che questa ha scaturito (il distanziamento, il divieto di assembramenti, le relazioni interpersonali “trasferite” dalla dimensione reale a quella virtuale, l’accesso contingentato agli spazi pubblici) – SuperaMenti. Pratiche artistiche per un nuovo presente, un ciclo di quattro incontri promosso dalla Peggy Guggenheim Collection di Venezia e che vede la partecipazione di Swatch Art Peace Hotel, la residenza internazionale degli artisti di Swatch con sede a Shanghai. I quattro workshop, condotti da artisti italiani e internazionali, sono indirizzati a ragazzi di età compresa tra i 16 e i 25 anni, ovvero la cosiddetta Generazione Z, e hanno come obiettivo “l’attivazione di processi creativi e sociali volti a creare una nuova normalità”.

SUPERAMENTI. I WORKSHOP PROMOSSI DALLA PEGGY GUGGENHEIM COLLECTION

Per affrontare i temi della contemporaneità osservandoli e interpretandoli attraverso la lente dell’arte sono stati chiamati Jan Vormann, Stefano Ogliari Badessi in arte S.O.B, Alice Pasquini e Cecilia Jansson, artisti impegnati nell’ambito della street art, dell’installazione e della scultura che terranno i quattro workshop in programma nei prossimi mesi. Il primo a inaugurare la serie è Jan Vormann con Castelli di vetro, che si terrà dall’1 al 4 ottobre tra l’Accademia di Belle Arti di Venezia e Forte Marghera: nel corso del suo laboratorio, Vormann prenderà in esame le modalità di comunicazione degli spazi pubblici, attraverso l’analisi di un particolare materiale, ovvero il vetro. Il workshop esplorerà così tutte le sue proprietà e potenzialità, a partire dalla sua capacità di essere trasparente ma anche di occludere la visione. Il workshop è stato anticipato da due appuntamenti tenutisi online gli scorsi 21 e 28 settembre. Il secondo appuntamento si svolgerà dal 29 al 31 ottobre, e vedrà protagonista S.O.B. Stefano Ogliari Badessi, ideatore di Chi guarda cosa?, progetto che ruota attorno al  rapporto con il tema dell’acqua: scopo del workshop sarà la creazione di un’installazione, realizzata con materiali di recupero, costituita da due “occhi galleggianti” da trainare lungo i canali. Dal 27 al 29 novembre sarà la volta della street artist Alice Pasquini con il laboratorio Oltre il muro: arte e contesto, in cui si rifletterà sulla trasformazione e il recupero urbano attraverso lo studio delle diverse tecniche di “fare street art” e la progettazione di una o più opere di arte pubblica. A gennaio, infine, si terrà Explore the distance, laboratorio di disegno dell’artista svedese Cecilia Jansson che tratterà il tema del corpo umano inteso come strumento di misura e limite.

LA PEGGY GUGGENHEIM COLLECTION COME LUOGO DI SPERIMENTAZIONE

“Nel 1942, nel pieno della Seconda guerra mondiale, Peggy Guggenheim inaugura a New York la galleria-museo Art of This Century, immaginandola come ‘un centro in cui gli artisti siano benvenuti e possano collaborare alla creazione di un laboratorio di ricerca per nuove idee’. Grazie a questo luogo nacque un incontro generazionale tra i rappresentanti delle avanguardie europee fuggiti dallo scontro bellico e dai regimi totalitari e gli artisti della futura Scuola di New York”, spiega Karole P. B. Vail, direttore della Peggy Guggenheim Collection. “Anche Palazzo Venier dei Leoni, attuale sede della Collezione, ha costituito per trent’anni un luogo di ritrovo per giovani artisti, scrittori e intellettuali provenienti da tutto il mondo. Sono dunque felice che il museo continui tutt’oggi a proporsi come un luogo di sperimentazione, un centro di scambio e d’incontro che favorisca il mettere in gioco diverse competenze grazie anche a risorse accessibili come il luogo stesso e le opere, fonti inesauribili d’ispirazione e bellezza”.
“Siamo felici di poter collaborare a questo progetto, che a mio avviso dà la possibilità ai giovani a cui si rivolge di poter creare un rapporto di scambio, reciproco, con l’artista”, dichiara Carlo Giordanetti, CEO dello Swatch Art Peace Hotel. “Non solo uno scambio dal punto di vista del fare, trattandosi di workshop, ma anche di accesso alla persona e alla sua creatività. Credo che da questi incontri ci sarà molto da imparare, ma anche da divertirsi. E questo è senz’altro un aspetto fondamentale: se, oltre ad aver imparato, i giovani usciranno da questi incontri con l’ambizione di superare la condizione presente, ma al tempo stesso divertiti, allora avremo creato un’esperienza bellissima”. I laboratori sono gratuiti, e si terranno da remoto (con una serie di incontri propedeutici) e in presenza. Qui il link per accedere a ulteriori informazioni e per iscriversi ai workshop.

– Desirée Maida

www.guggenheim-venice.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.