Tracce/Traces, i banner aerei di Lawrence Weiner irrompono sul litorale romano. Le immagini

 Il progetto di Weiner, tra i principali esponenti dell’arte concettuale, consiste in una mostra all’aperto, in cui le opere – 10 parole che prendono la forma di banner aerei – sorvolano sui cieli del litorale romano

Lawrence Weiner, Spaccato - Split TRACCE / TRACES MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma / Museum of Contemporary Art of Rome Courtesy dell’artista / Courtesy of the artist Ph. Claudia de Nicolò, Bianca Trevisani
Lawrence Weiner, Spaccato - Split TRACCE / TRACES MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma / Museum of Contemporary Art of Rome Courtesy dell’artista / Courtesy of the artist Ph. Claudia de Nicolò, Bianca Trevisani

Sono vacanze all’insegna dell’arte quelle che fino al prossimo 25 agosto i bagnanti del tratto litorale laziale che va da Ladispoli ad Anzio avranno modo di sperimentare – consapevoli o meno – grazie a Tracce/Traces, mostra di Lawrence Weiner (New York, 1942) presentata dal MACRO di Roma. L’esposizione infatti consiste in 10 opere, ognuna delle quali prende forma attraverso 10 banner aerei che, ogni giorno dallo scorso 16 agosto, sorvolano il cielo sul tratto di mare laziale.

Lawrence Weiner, Ostruito – Obstructed
TRACCE / TRACES
MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma / Museum of Contemporary Art of Rome
Courtesy dell’artista / Courtesy of the artist
Ph. Claudia de Nicolò, Bianca Trevisani

LA MOSTRA “TRACCE/TRACES” DI LAWRENCE WEINER

La mostra Tracce/Traces, ideata dal direttore del MACRO Luca Lo Pinto, si ricollega all’omonimo libro prodotto nel 1970 per la galleria Sperone e curato da Germano Celant, critico d’arte recentemente scomparso a cui Weiner ha dedicato il progetto. Per la mostra, l’artista noto per essere tra le figure di spicco dell’arte concettuale ha selezionato 10 delle 50 opere contenute nel libro, tutte composte da una sola parola, corrispondente al participio passato di un verbo che suggerisce un’azione che può essere già accaduta o che deve ancora accadere. L’assenza di contesto e l’ambiguità di significato portano queste parole a essere interpretate in maniera libera e aperta.

Lawrence Weiner, Sbrecciato - Breached TRACCE / TRACES MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma / Museum of Contemporary Art of Rome Courtesy dell’artista / Courtesy of the artist Ph. Claudia de Nicolò, Bianca Trevisani
Lawrence Weiner, Sbrecciato – Breached
TRACCE / TRACES
MACRO, Museo d’Arte Contemporanea di Roma / Museum of Contemporary Art of Rome
Courtesy dell’artista / Courtesy of the artist
Ph. Claudia de Nicolò, Bianca Trevisani

I BANNER AEREI DI LAWRENCE WEINER SUL LITORALE ROMANO

Sbrecciato, spaccato, ostruito, affrontato, frantumato, spruzzato, schiacciato, lubrificato, deviato e infangato sono le opere/parole di Weiner già sorvolanti o che sorvoleranno ogni mattina sul litorale romano, portando l’arte e la mostra su una spiaggia, e quindi fuori gli usuali spazi di un museo: “il progetto”, si legge infatti nella presentazione di Tracce/Traces, “nasce dalla volontà di esplorare i confini e le potenzialità della mostra come medium – tema alla base del programma di Museo per l’Immaginazione Preventiva – in un momento in cui appare sempre più urgente riflettere sulla capacità di un museo di aprirsi allo spazio pubblico, contribuendo a ridefinirlo. La mostra permetterà a migliaia di persone di partecipare a un’esperienza collettiva unica e totalmente effimera, offrendo a ciascuno spettatore la possibilità – perlopiù inaspettata – di entrare a contatto con delle opere d’arte al di fuori del contesto in cui siamo soliti osservarle”. Ecco le immagini dei banner di Weiner che “irrompono” sulle spiagge…

– Desirée Maida

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AutoreLawrence Weiner
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.