Visitare una mostra in macchina? Accade a Rotterdam, al Museum Boijmans Van Beuningen

Il Museum Boijmans Van Beuningen inaugurerà una mostra con le opere distribuite sulla superficie di un ettaro, e visibile dall’interno di piccole auto elettriche che copriranno la distanza ed eviteranno i contatti fra le persone

Depot Boijmans Van Beuningen. Photo Ossip van Duivenbode

Dopo la pandemia, ogni soluzione è buona per ripartire, e diventa anche occasione per sperimentare nuove modalità di fruizione di quegli eventi pubblici che negli ultimi mesi sono stati off limits. Il Museum Boijmans Van Beuningen, in collaborazione con il centro congressi Rotterdam Ahoy, lancia l’idea di una mostra con le opere distribuite sulla superficie di un ettaro, e visibile dall’interno di piccole auto elettriche che copriranno la distanza ed eviteranno al massimo i contatti fra le persone. Dal 1° al 20 agosto, sette giorni alla settimana, prenderà il via questo innovativo “drive in museale”.

Il Padiglione 1 di Rotterdam Ahoy. Photo CB Images
Il Padiglione 1 di Rotterdam Ahoy. Photo CB Images

IL MUSEUM BOIJMANS VAN BEUNINGEN

Già da qualche anno il Museo è all’avanguardia per l’ormai famoso Depot, il futuristico edificio che conterrà la collezione permanente e che aprirà al pubblico nel 2021, dopo quattro anni di lavori a ritmo serrato: sta nascendo un edificio sostenibile, dal basso impatto energetico e che, sul tetto panoramico, accoglierà anche un ristorante-caffetteria e un parco urbano. Durante questi anni di cantiere, il Museo è rimasto chiuso, per cui il lockdown non lo ha toccato più di tanto. Già da tempo, infatti, sta dialogando “a distanza” con il suo pubblico ma adesso, in una situazione di cauto ritorno alla normalità, pur con la “spada di Damocle” del virus ancora pendente, si è pensato a una formula innovativa per coniugare la voglia di cultura del pubblico con le esigenze della sicurezza sanitaria. Per questo, una selezione di quaranta opere d’arte fornite dal Museo sarà esposta nel Padiglione 1 del Rotterdam Ahoy, uno dei più avveniristici centri congressi d’Europa, che nel 2021 ospiterà l’Eurovision Song Contest. Nei 10.000 metri quadrati di questo spazio museale sui generis 750 visitatori al giorno (sette giorni su sette), potranno ammirare le opere in piccolissimi gruppi, dall’interno di auto elettriche fornite da un concessionario cittadino. Le luci saranno molto soffuse, poiché provvederanno i fari delle auto. “Stiamo vivendo un momento angosciante ma che richiede soluzioni alternative per provare a tornare alla normalità”, dichiara Jolanda Jansen, direttore generale di Rotterdam Ahoy. “È meraviglioso vedere come è nata quest’idea unica al mondo. Attraverso la creatività e la determinazione”.

Un rendering della mostra. Photo West8
Un rendering della mostra. Photo West8

LA MOSTRA DEL MUSEUM BOIJMANS VAN BEUNINGEN FRUIBILE DA AUTO ELETTRICHE

 “Siamo estremamente entusiasti che tutti nel museo abbiano approvato il progetto e che siamo stati in grado di realizzarlo in così poco tempo, grazie ai fondi che sono stati raccolti molto rapidamente da fondazioni e sponsor”, dichiara Sjarel Ex, direttore del Museo Boijmans Van Beuningen. “Attendiamo con impazienza questa mostra che promette azione e contemplazione, eccitazione e stupore”. La mostra affronta la complessa relazione dell’uomo con la natura: un intreccio di vulnerabilità reciproca. Stiamo infatti attraversando un periodo in cui le nostre interazioni sociali sono completamente alterate, così come lo sono quelle fra gli individui e l’ambiente; l’esperienza dei visitatori della mostra, quindi, prima ancora che con le opere d’arte, sarà con la macchina, la “bolla di vetro” da cui guardarsi intorno. Ideata da Ted Noten la mostra presenta, oltre alle opere della collezione del Museo, anche installazioni di artisti contemporanei che già lavorano a Rotterdam e contribuiscono a farne uno dei centri d’arte contemporanea a livello mondiale. Boijmans Ahoy Drive-Thru Museum riunisce dipinti di Ted Noten, Oskar Kokoschka, Bas Jan Ader, Melanie Smith, Ugo Rondinone, Wieki Somers, oltre a installazioni di Bas Princen, Trenton Doyle Hancock, Olaf Nicolai e Marijke van Warmerdam.

Niccolò Lucarelli

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Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.