Aperta la call per il Soho House Art Prize, lanciata dalla nota catena di club e alberghi

Il dopo pandemia nel mondo dell’arte passa anche dalle opportunità per i giovani artisti. Fino al 28 luglio sarà possibile partecipare alla call indetta da Soho House, la nota catena di ristoranti e club privati pensata per supportare i talenti artistici emergenti.

La piscina panoramica della Soho House di Barcellona Courtesy Soho House
La piscina panoramica della Soho House di Barcellona Courtesy Soho House

La vetrina è di prim’ordine: Miami Beach. L’artista vincitore della call sarà infatti incaricato di realizzare una mostra e un’installazione site specific presso la Soho House Miami Beach, nel periodo della  rassegna Art Basel Miami. Questo il premio per la prima edizione del Soho House Art Prize, voluto dalla nota catena di club e ristoranti che ha fra i suoi membri esponenti del mondo della cultura. Il premio ha il supporto della casa di gin Bombay Sapphire, mentre la giuria esaminatrice è formata dalla direttrice della Tate Maria Balshaw, l’artista afroamericano Hebru Brantley, e la responsabile delle collezioni per Soho House, Kate Bryan. A loro il compito di designare il vincitore, che sarà annunciato il 10 agosto prossimo. L’artista selezionato, oltre alla possibilità di esporre a Miami, avrà anche la copertura delle spese di viaggio e alloggio e un abbonamento a per tutte le Soho House della catena. Inoltre, l’istallazione entrerà a far parte della collezione della Soho House, una delle più grandi al mondo del suo genere, composta da oltre 5000 pezzi esposti nei club della catena sparsi per il  mondo. Fra gli artisti che già vi fanno parte, Tracey Emin, Yinka Shonibare, Tacita Dean, George Condo, Jenny Holzer, accanto a talenti emergenti. C’è tempo fino a domenica 26 luglio per presentare le domande.

SOHO HOUSE: LA PAROLA A GABRIELE DE SANTIS

Soho House lavora a stretto contatto con gli artisti, emergenti o già affermati che siano, continuando ad acquistare loro opere, e di fatto contribuendo a rafforzare il valore e la presenza dell’artista nell’ambiente del mercato dell’arte. Anche alcuni artisti italiani sono stati coinvolti in questo grande progetto, fra questi Gabriele de Santis, che così descrive la sua esperienza: “Soho house è più unico che raro, investe sugli artisti giovani e non, per rendere unici i propri ambienti tramite l’acquisizione di lavori commissionati o scelti dalla curatrice Kate Brian. Tra i tantissimi pezzi della collezione, anche alcuni miei lavori, che mi hanno pagato tramite un credito da spendere nelle varie houses sparse nel mondo. Forse per alcuni potrebbe quasi sembrar strano che un artista accetti una cosa del genere, ma a me non da alcun problema. Voglio dire, vi ci siete mai fatti un giro? Ce ne fossero a quintali di aziende che investono sugli artisti per rendere i propri spazi unici. Presto apriranno una house anche a Roma e a Milano, evviva!”

IL PROGETTO SOHO HOUSE

La prima Soho House aprì a Londra in Greek Street nel lontano 1995, ormai un quarto di secolo fa. Il fondatore, Nick Jones, colse al volo l’offerta di poter utilizzare lo spazio soprastante il suo ristorante, Café Boheme. Uno spazio cui si poteva accedere solo attraverso una piccola porta, quasi nascosta. Fu questa la scintilla che lo ispirò a trasformare il locale in un club i cui membri dovevano essere gli artisti e gli attori abituali clienti del piano di sotto. L’idea prese campo, e oggi esistono Soho House nelle grandi città di tutto il mondo, fra cui Barcellona, Istanbul, New York, Chicago, Miami, Toronto, Berlino e Los Angeles. Molte di esse offrono anche spa, cinema e working area. I membri sono quasi sempre artisti, cineasti, giornalisti, creativi pubblicitari e imprenditori del settore tecnologico. Sin dalla nascita, questo particolare progetto ha voluto essere una piattaforma per promuovere la creatività in tutte le sue forme; un’occasione d’incontro per condividere idee e stabilire connessioni in spazi fisici e digitali. Assai rigide le regole, fra cui il divieto d’indossare abiti eleganti e di usare cellulari, sia per chiamare che per scattare fotografie. Inoltre, per essere soci non è necessario essere famosi o essere ricchi, se è vero che alcune “star” hanno vista respinta la richiesta d’ammissione. A contare, qui non sono i soldi ma lo stile e la discrezione.

Niccolò Lucarelli

sohohouse.com/projects/soho-house-art-prize

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Niccolò Lucarelli
Laureato in Studi Internazionali, è curatore, critico d’arte, di teatro e di jazz, e saggista di storia militare. Scrive su varie riviste di settore, cercando di fissare sulla pagina quella bellezza che, a ben guardare, ancora esiste nel mondo.