Magazzino Italian Art a New York punta sulla tecnologia per garantire il distanziamento sociale

In attesa delle disposizioni del governo americano sulla riapertura dei musei post-lockdown, Magazzino adotta un particolare dispositivo tecnologico che consentirà di misurare e mantenere la distanza di sicurezza tra i visitatori

Arte Povera. From the Olnick Spanu Collection. Installation view at Magazzino Italian Art, New York 2018. Courtesy Magazzino Italian Art. Photo Marco Anelli © 2018
Arte Povera. From the Olnick Spanu Collection. Installation view at Magazzino Italian Art, New York 2018. Courtesy Magazzino Italian Art. Photo Marco Anelli © 2018

In attesa di conoscere le disposizioni da parte del governo americano in merito alle riaperture di musei e luoghi di cultura, Magazzino Italian Art – spazio espositivo nato nel 2017 a New York, lungo le sponde dell’Hudson, dalla volontà di Giorgio Spanu e Nancy Olnick, la cui collezione vanta oltre 500 opere di arte italiana del secondo Dopoguerra, soprattutto della corrente dell’Arte Povera – si appresta a riaccogliere i visitatori, adottando le misure necessarie per contenere il contagio da Coronavirus. Tra queste, il distanziamento sociale è al momento la misura più fortemente raccomandata e praticata a livello globale per evitare il rischio di contagio; per garantire al pubblico una visita sicura all’interno del museo, Magazzino adotterà un particolare dispositivo tecnologico che consentirà di misurare e quindi mantenere la distanza di sicurezza tra i visitatori.

MANTENERE LA DISTANZA DI SICUREZZA CON LA TECNOLOGIA. L’ESEMPIO DI MAGAZZINO A NEW YORK 

Sviluppati da un’azienda italiana e una americana – la Advanced Mi-cintosh Engineering (AME) e la Advanced Industrial Marketing (AIM) –, gli EGOpro Active Tags utilizzano la tecnologia radio UWB (Ultra-Wideband) per misurare la distanza tra due “tag” (ovvero i dispositivi) indossati dai visitatori. Quando i tag, e quindi le persone che li indossano, sono più vicini rispetto alla distanza di sicurezza consigliata, vibreranno e lampeggeranno attraverso una luce LED rossa per avvisare l’utente e coloro che lo circondano di aver superato la distanza di sicurezza minima. I tag possono essere utilizzati anche da gruppi di persone: in questo caso, saranno programmati per permettere ai visitatori di muoversi insieme all’interno delle sale del museo senza che si inneschino gli allarmi. Oltre alla tecnologia degli EGOpro Active Tags, Magazzino adotterà una serie di misure di sicurezza, tra cui la prenotazione online obbligatoria, sanificazione degli spazi, pulizia regolare dello spazio durante le ore di funzionamento, controllo della temperatura corporea; inoltre saranno messe a disposizione dei visitatori anche le mascherine protettive. 

LA QUARANTENA DI MAGAZZINO ITALIAN ART 

Durante il lockdown anche Magazzino, come tanti altri musei in tutto il mondo, ha utilizzato il web e le piattaforme digitali per tenere aperte, seppur virtualmente, le proprie porte al pubblico. Tra i progetti promossi dal museo statunitense è Homemade, iniziativa che coinvolge 8 artisti italiani residenti a New York invitati da Magazzino a realizzare nuove opere in casa. Gli artisti coinvolti sono Alessandro Teoldi, Andrea Mastrovito, Beatrice Scaccia, Danilo Correale, Davide Balliano, Francesco Simeti, Luisa Rabbia e Maria Domenica Rapicavoli, che per realizzare le loro opere “homemade” hanno utilizzato materiali che avevano a disposizione nelle loro case. Le opere degli otto artisti sono adesso fruibili sul sito web e sul profilo Instagram di Magazzino.

– Desirée Maida

www.magazzino.art

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.