Tutti gli italiani nella art week di ArcoMadrid 2020

ArcoMadrid 2020. Viaggio tra gli stand dei galleristi italiani che hanno esposto nella capitale spagnola.

JustMad20
JustMad20

Complimenti ai galleristi italiani presenti a Madrid durante la settimana di Arco. Una ventina in tutto, molti proventi dal nord d’Italia, ma nessuno di loro ha ceduto alla tentazione di restare a casa, malgrado i timori degli organizzatori delle fiere parallele in città. In realtà, la notizia è che a Madrid tra il 24 di febbraio e il primo marzo tutto si è svolto nell’assoluta normalità. E pare anche che gli affari non siano andati così male.

Studio Trisorio
Studio Trisorio

ARCO, POCHI MA BUONI TRA I PADIGLIONI DI IFEMA

Solo dieci quest’anno le gallerie italiane presenti tra i padiglioni 7 e 9 di Ifema. Per la prima volta a Madrid, Massimo Minimi (da Brescia) insieme con le figlie Francesca e Alessandra (da Milano) ha presentato il meglio della propria scuderia, allestendo un grande stand fra artisti giovani e consacrati, italiani e stranieri, anche dell’area latinoamericana; tra i nomi, Carla Accardi e Wilfredo Preito, il fotografo Haris Epaminonda, Leone d’Argento a Venezia, e Albert Samson, con i suoi quadretti a olio ispirati alla classicità, tra cui anche un ritratto della giovane erede al trono di Spagna. In un piccolo ma ben visibile spazio, invece, la Galleria Continua con una certa facilità e in maniera un po’ scontata ha esposto solo opere recenti di Carlos Garaicoa, artista cubano che vive e lavora tra Madrid e l’Avana.

GALLERIA CONTINUA GARAICOA
GALLERIA CONTINUA GARAICOA

Da Giorgio Persano (fra i galleristi fondatori di ArcoMadrid nel 1982) l’ironico specchio di Pistoletto con tre ragazze che si fanno un selfie è stato fra le opere più fotografate in fiera. Bellissima anche la serie poco nota di opere su carta di Mario Merz, alcune con guscio di lumaca al centro: un piccolo complemento alla grande retrospettiva che il Reina Sofia ospita al Parco del Retiro. Ida Pisani, presenza immancabile a Madrid, ha proposto da Prometeo Gallery un dialogo al femminile fra il toccante valzer nel fango di Regina Galindo (foto e video) e gli intensi olii su legno dell’albanese Iva Lulashi; progetto speciale, invece, i lavori con tecnica del broccato sardo dell’artista Ruben Montini, che ha presentato anche una performance in città. Dopo qualche anno, è tornata a Madrid anche la galleria di Pistoia Spazio A, con alcuni bellissimi olii di Luca Bertolo e un progetto speciale dedicato a Chiara Camoni, due poetici arazzi con stampe vegetali su tela e una scultura di collane tribali. Dai napoletani di Studio Trisorio – altra presenza ormai fissa a Madrid – il protagonista è stato Ian Fabre (con i lavori in corallo di Torre del Greco già realizzati per Napoli e un’opera un po’ inquietante fatta di gusci di scarabei verdi brillanti); ma le esili sculture semoventi di Rebecca Horn (su cui sono montate zucchette, palle di cristallo con riflessi dorati o una grande conchiglia simbolo di Venere) sono forse fra le opere più complesse, poetiche e armoniche viste in fiera.

Galleria Monitor Arco
Galleria Monitor Arco

Dialogo intergenerazionale anche nello stand bolognese di P420: sculture di Paolo Icaro, tele cucite di Adelaide Cioni, opere di Irma Blanc e di June Crespo, insieme con Alessandra Spranzi e la prima presenza all’estero dei lavori su acetato di Piero Manai, promettente artista bolognese prematuramente scomparso nel 1988. La romana Monitor punta invece sull’astrazione: quella storica di Claudio Verna, e dei più giovani Matteo Fato (belle le sue puliture di pennello riflesse negli specchi) e Nicola Salmorì, presente in fiera con un’opera di grandi dimensioni, coperta di fogli di rame e ispirata a una lezione di anatomia barocca olandese. Unica italiana nella sezione Opening, la bolognese Gallleriapiù (con tre elle) ha proposto un dialogo dalla forte connotazione sociale tra i romeni Apparatus 22 (opere su pelle e installazione con pelli, neon e mobile d’anta) e lo svizzero Ives Scherer, autore di grandi foto lenticolari che sembrano “quadri ubriachi”, come li definisce la stessa gallerista Veronica Veronesi. La galleria torinese di Franco Noero, infine, è stata inserita nella sezione speciale dedicata alla memoria della figura artistica di Félix-Gonzalez Torres (1957-1996), con tre opere di Jac Leirner, artista, performer e cantante rock brasiliana idealmente legata alla pratica estetica dell’artista gay cubano.

Gallleriapiú Bologna Stand Opening ARco 20
Gallleriapiú Bologna Stand Opening ARco 20

JUST MAD, ENTUSIASMO E TANTI ARTISTI ITALIANI PRESENTI

Le quattro gallerie italiane selezionate da JustMad, fiera parallela dell’arte  giovane ed emergente negli spazi del Palacio de Nettuno, si sono presentate a Madrid in compagnia di alcuni dei loro artisti, rigorosamente italiani. Molte presenze femminili, un bel clima tra gli stand, passaggio di collezionisti importanti e musica dj dal vivo. La romana WhiteNoise, alla quarta edizione, oltre ad opere degli spagnoli Isabel Alonso Vega e di Jesus Herrera Martínez, ha proposto le sculture simboliche di Cristiano Carotti (presente in fiera), realizzate con i grandi ceramisti Domiziani e Rubboli. Ipotesi di felicità è il titolo del solo project di Federica Gonnelli (delicati lavori di fotografia su tela) che presenta Studio 38 di Pistoia; bello ritrovare a JustMad la giovane gallerista toscana Giulia Ponziani, che l’anno scorso debuttò a Madrid in Hybrid, la fiera alternativa in hotel! Visto il buon esito della partecipazione a JustMad nel 2019, anche la torinese Burning Giraffe replica con  lavori di Romina Bassi e Simone Geraci, ai quali aggiunge i bei collage urbani di carta di Anna Capolupo. Sempre da Torino, debutta a Madrid con un entusiasmo positivo invidiabile la Crag Chiono Reisova Art Gallery, che da poco ha aperto anche a Praga. Karin, la titolare, è origini ceche, seleziona con la figlia Elisabetta solo artisti italiani giovani: Diego Zangirolami lavora con la pittura e fa una serie di miniature che sono piccoli racconti un po’ surreali; interessante anche Luca Freschi, che dipinge con la ceramica in chiave pop: le sue corna di cervo con passeri colorati è stata l’opera più fotografata in fiera.

JustMad Federica Gonnelli
JustMad Federica Gonnelli

URVANITY, STREET ART DA PARETE

Quattro quest’anno le gallerie italiane alla fiera dell’arte urbana al COAM (sede del collegio degli architetti di Madrid), più uno spazio ticinese incluso nella lista non solo per ragioni linguistiche. Una riflessione: chissà perché con gli artisti urbani,  tipi da strada che spesso preferiscono l’anonimato, sanno trattare preferibilmente le donne? Tornano infatti a Madrid le fanciulle di Antonio Colombo (da Milano) e di Martina’s Gallery (da Giussano), anche se questa volta ci sono parse un po’ scettiche e forse deluse dalla risposta in fiera. La prima ha puntato su una personale di Sergio Mora, illustratore e noto artista neo-pop spagnolo. Martina Corbetta, invece, ha riunito tre street artists astratti: la pioniera spagnola Nuria Mora, i milanesi Never 2501 e il toscano Moneyless. Più soddisfatta dell’esperienza ad Urvanity Martina Gambillaro, della bolognese Magma: “Qui ci sono gallerie del settore di ottimo livello, un bel pubblico e un interessante focus sul panorama della street art internazionale, dovuto al fatto che ogni stand può ospitare artisti diversi”. Magma torna non solo con le straordinarie bolle in acrilico luminoso di Ian Kaláb e gli acrilici su tela di Andrew Schoultz, ma anche con una serie di interessanti collage di carta su tela dell’argentino Franco Fasoli. Per la prima volta in Spagna, invece, gli artisti che ruotano intorno a Vicolo Folletto Art Factory, galleria con ristorante e ospitalità, nel cuore della vecchia Reggio Emilia. Lo spazio è legato anche al progetto artistico Reggiane (ex fabbrica colonizzata dagli street artist). Sicuramente uno stand diverso (rispetto al dilagante e forse eccessivo neo-pop dei vicini) e con una filosofia legata alla documentazione del lavoro degli artisti urbani. Tra i nomi, Collettivo FX + Pablo Allison, Alex Fakso, Moses&Taps, Carlo Vannini. Ha sede infine a Melone, nel Mendrisiotto a due passi da Varese e Chiasso, Artrust, galleria anomala, che lavora con artisti urbani ma tratta anche classici del XX secolo. Il palloncino di Banksy è stato lo specchietto per le allodole per attrarre il pubblico ad ammirare due dettagli di classici dell’arte rivisitati con lo spray di Andrea Ravo Mattoni; oppure i curiosi segni occulti del linguaggio urbano di Raul33 o le balene blu di Nevercrew, che per la fiera hanno anche decorato un murale tra le strade del centro di Madrid.

HYBRID YUAN RU GALLERY (TAIPEI, TAIWAN)HYBRID ART FAIR 2020 IMAGEN SERGIO FRUTOS
HYBRID YUAN RU GALLERY (TAIPEI, TAIWAN)HYBRID ART FAIR 2020 IMAGEN SERGIO FRUTOS

HYBRID, ARTE IN CAMERA D’HOTEL

Anche ad Hybrid, alla terza edizione nell’hotel Petit Palace Santa Barbara, non sono mancate tre presenze italiane. Insolite proposte artistiche per uno spazio espositivo non convenzionale e francamente difficile: gli espositori dormono  tra le opere e tra letto, comodino, armadio e bagno l’allestimento in stanza è davvero complicato. Lucia Veronesi, in rappresentanza del collettivo lombardo Yellow (artisti nomadi, che si dedicano soprattutto alla pittura, a Madrid invitati come progetto speciale) ha deciso di stendere sul letto, come un collage di collage, le opere su carta sue, di Marco Salvetti e Lorenzo di Lucido. Alle pareti della stanza non stanno male gli olii di Luca De Angelis e sul comodino la piccola scultura di Vera Portatadino. Display è uno spazio di progetti fondato due anni fa a Parma da Massimo Allevato: gli artisti sono perfettipietro, Frances MacGuffin e Jackson Pollo e la loro arte, tra il concetto e la provocazione, va presa con molta, molta ironia. Il dubbio è che siano tre in uno (gallerista compreso). Più storica e di ricerca, infine, è la proposta di White Garage, galleria di Catania gestita da Giampiero Vincenzo, docente dell’Accademia di belle arti, e orientata all’investigazione scientifica. Tra opere di Paolo Parisi, Claudio Alessio Musso, Fabrice Bernasconi Borzì, Francesco Balsamo e Canecapovolto, la sperimentazione virtuale in 3D di Simone Caruso (con visione virtuale) è davvero l’esperienza più inaspettata della fiera. Un’idea, forse, utile per creare un network tecnologico al servizio della promozione dell’arte e degli artisti.

Farfalle Stefania Ricci Galleria Shazar Napoli
Farfalle Stefania Ricci Galleria Shazar Napoli

DRAWING ROOM E ARTMADRID, SOLO UNA GALLERIA ITALIANA

Piccola ma squisita fiera, specializzata in disegno o arte su carta, Drawing Room  giunta alla quinta edizione piace molto ai collezionisti per la raffinata selezione che la direttrice Monica Álvarez fa di proposte artistiche e gallerie (sedici soltanto quest’anno). Fra queste, la napoletana Shazar Gallery che, con la sua summer edition 2019 ha invaso d’arte bar e negozi del suo quartiere. A Madrid ha presentato lavori su carta di Rocco Dubbini (i grandi occhiali di Pasolini) e di Stefania Ricci, che disegna con la fotografia, stampata su carta cotone, delicate farfalle o piccole sagome di animali presenti in opere d’arte del passato (come il piccolo gatto dell’Annunciazione di Recanati di Lorenzo Lotto). Nell’offerta artistica assolutamente eterogenea, spesso convenzionale e molto commerciale di ArtMadrid – la più antica delle ferie satelliti di Arco, già alla 15esima edizione, sotto la cupola di cristallo del Palacio de Cibeles – si è distinta senza dubbio per la qualità della proposte l’italiana Galleria Stefano Forni, di Bologna. “Eravamo stati ad Arco trent’anni fa. L’anno scorso, ad ArtMiami, alcuni colleghi spagnoli ci hanno consigliato di partecipare a questa fiera” spiegano i galleristi. “Ci piace lo spazio e ci piace molto l’ambiente che si  crea a Madrid nella settimana di Arco. Abbiamo voluto portare artisti quasi tutti italiani legati al tema della luce, per dare una visione a 360 gradi attraverso diverse generazioni, tra pittura e scultura”. Intense le nature morte iperrealiste e caravaggesche di Luciano Ventrone, le sperimentazioni informali in poliuretano di Bevignani e gli intimi olii di Alfredo Casali. Unica eccezione, gli onorici interni dipinti dalla lettone Edite Grinberga.

-Federica Lonati

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Federica Lonati, nata a Milano nel 1967, diploma di Liceo classico a Varese, si è laureata nel 1992 in Lettere Moderne alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con una tesi dedicata all’opera lirica e alla sua riproducibilità audiovisiva (Comunicazioni Sociali). Giornalista professionista dal 1997, dai primi anni Novanta collabora con “La Prealpina”, quotidiano di Varese, scrivendo soprattutto di teatro, opera lirica e musica classica. Dal 1995 è assunta nella redazione di “Lombardia Oggi”, settimanale di attualità, spettacoli e tempo libero, allegato domenicale al quotidiano “La Prealpina”. Redattore ordinario fino all’agosto del 2005, si occupa delle pagine di arte, musica classica e attualità in generale. Dal settembre 2005 vive a Madrid. Dalla Spagna ha scritto articoli per “Libero”, “Qui Touring”,”Il Corriere del Ticino”, “Il Sole 24 Ore” e “Grazia”. Tra il 2008 e il 2011 ha collaborato con “Agrisole”, supplemento settimanale del “Sole 24 ore”, realizzando cronache e reportage dedicati all’economia agricola spagnola.