Il risiko delle fiere indipendenti. Partnership tra Independent e Object & Thing

Dopo la cancellazione della tappa di Bruxelles, Independent stringe una partnership con la neonata fiera di design Object & Thing, debuttando per la prima volta insieme in un unico show in occasione della art week di New York a marzo 2020

Independent, la sede
Independent, la sede

Un paio di mesi fa vi parlavamo delle ultime novità del mondo delle fiere indipendenti, realtà spesso sperimentali e dai contenuti curatoriali di alto livello, ma allo stesso tempo in balia delle difficoltà economiche e logistiche proprie delle “piccole” fiere (per non contare poi che durante le annuali art week, si ritrovano a dover concorrere con i colossi fieristici che catturano attenzione di operatori del settore, collezionisti e media). Ne è un esempio NADA, la New Art Dealers Alliance che ha annullato la propria edizione a New York per aprire una nuova fiera a Chicago; ma anche Independent, fiera originaria della Grande Mela che dopo tre edizioni ha dovuto cancellare l’apprezzata tappa di Bruxelles. Nonostante l’intoppo belga, Independent torna alla carica con la neonata collaborazione con Object & Thing, fiera dedicata al design del XX e del XXI secolo inaugurata lo scorso maggio a New York.

INDEPENDENT E OBJECT & THING. STORIE DI DUE FIERE INDIPENDENTI

Nata nel 2009 da un’idea di Elizabeth Dee, Darren Flook, Matthew Higgs, Laura Mitterrand e da un consorzio di gallerie, Independent quest’anno ha festeggiato i dieci anni dalla sua prima edizione newyorchese. Independent Brussels invece nasce nel 2016, e per i primi due anni si è svolta in concomitanza con la storica fiera locale Art Brussels. Il successo di pubblico e critica registrato nelle prime due edizioni ha spinto Independent a rivisitare il format del suo avamposto in Belgio, organizzando nel 2018 una fiera completamente nuova: a partire dalle date di svolgimento, non più in primavera insieme ad Art Brussels, ma in autunno, per avere maggiore spazio e attenzione mediatica, e per il nuovo modello proposto, meno commerciale e più curatoriale, trasformandosi in una sorta di festival dedicato alla performance con la curatela di Vincent Honoré. L’impegno assunto da Independent, però, è stato forse troppo oneroso, portando la fiera a cancellare la tappa belga. Fondata da Abby Bangser, ex direttore artistico di Frieze Art Fairs per le Americhe e l’Asia, Object & Thing “reinventa il concetto di arte e design riunendo entrambe le discipline attraverso un focus sull’oggetto”, si legge sul sito della fiera. Inaugurata lo scorso maggio al 99 Scott di Brooklyn, la rassegna si contraddistingue per non utilizzare stand espositivi: i galleristi infatti presentano le opere in una grande mostra senza interruzioni, e gli oggetti esposti hanno un costo compreso tra i mille e i 50 mila dollari. Restando in tema di prezzi, altra caratteristica della fiera è che agli espositori non viene chiesta una tassa di partecipazione, ma solo una commissione sulle vendite. 

LA PARTNERSHIP TRA INDEPENDENT E OBJECT & THING 

La collaborazione tra le due fiere “si basa sulla storia di Independent nel presentare una vasta gamma di pratiche artistiche”, spiega una nota stampa. Tecnicamente, la presentazione di Object & Thing avverrà all’interno di Independent, creando così una peculiare fusione tra arte contemporanea e design attraverso un’unica grande installazione che annulla i limiti fisici e concettuali degli stand espositivi. “Come Independent, Object & Thing è una piattaforma collaborativa interessata a creare un nuovo spazio con artisti di talento e gallerie che hanno una visione”, ha dichiarato Elizabeth Dee, fondatrice e CEO di Independent. “Insieme, siamo interessati all’atmosfera che nascere dando priorità all’aspetto creativo e al modo in cui le opere vengono presentate e vendute”. 

– Desirée Maida

www.independenthq.com
www.object-thing.com

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.