10 anni di Capo d’Arte a Gagliano del Capo. In mostra Stéphane Villard e Gaëlle Gabillet

In Puglia, da 10 anni, un piccolo paese durante l’estate si trasforma in un centro d’arte contemporanea, animato dalla presenza di artisti internazionali. Ne abbiamo parlato con Francesco Petrucci, direttore del festival

Stéphane Villard e Gaëlle Gabillet, Ghost bless you, Capo d'Arte 2019
Stéphane Villard e Gaëlle Gabillet, Ghost bless you, Capo d'Arte 2019

Festeggia il suo decimo compleanno Capo d’Arte, associazione non profit che dal 2009 promuove la cultura in Salento, organizzando ogni anno il festival omonimo che trasforma Gagliano del Capo (LE) in un centro votato alla sperimentazione e ai linguaggi dell’arte contemporanea. Shilpa Gupta, Soundwalk Collective, Yang Fudong, Luigi Presicce, Francesco Arena, Kader Attia, Latifa Ekchach, Eva Jospin, Adrian Paci, Michelangelo Pistoletto, Simon Rouby, Sislej Xhafa, David Douard ed Eric Baudelaire sono gli artisti che, nell’arco di un decennio, sono stati invitati a confrontarsi e realizzare un’opera per il piccolo paese salentino; per l’edizione di quest’anno, gli artisti coinvolti nella manifestazione sono i designer Stéphane Villard e Gaëlle Gabillet, protagonisti, a Palazzo Daniele, della mostra Ghost bless you, realizzata nell’ambito delle residenze 2018-19 di Villa Medici, della quale Capo d’Arte è associata dal 2016.

Stéphane Villard e Gaëlle Gabillet, Ghost bless you, Capo d'Arte 2019
Stéphane Villard e Gaëlle Gabillet, Ghost bless you, Capo d’Arte 2019

10 ANNI DI CAPO D’ARTE A GAGLIANO DEL CAPO

“Gagliano del Capo è un paesino situato all’estrema periferia territoriale d’Italia: dieci anni fa era una sorta di foglio bianco sul quale abbiamo lavorato senza atteggiamento paternalistico”, racconta ad Artribune Francesco Petrucci, direttore insieme a Francesca Bonomo di Capo d’Arte. “E in dieci edizioni di Capo d’Arte abbiamo portato performance, video arte, sound art e installazioni e Gagliano da periferia è diventato un centro, piccolo ma centro, della ricerca artistica internazionale. Se ne sono accorte le istituzioni culturali, e in primis l’Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, della quale ospitiamo due borsisti ormai da 4 anni”. Un festival in continua crescita quindi, che nel corso del tempo si è guadagnato l’attenzione di critica e di pubblico: “poi è arrivata la visibilità sui media, e infine un pubblico internazionale sempre più attento che decide di attraversare l’Italia o l’Europa nel weekend di inaugurazione di Capo d’Arte”, continua Petrucci. “Spero che tutto questo sia un riconoscimento della serietà dell’impegno, della qualità della proposta e del valore di un progetto di lungo periodo a beneficio di un territorio che per troppo tempo è sembrato invece prestare attenzione solo alle facili strade dello svago estivo”.

L’EDIZIONE 2019 DI CAPO D’ARTE. LA MOSTRA DI VILLARD E GABILLET

Fino all’1 settembre, a Palazzo Daniele, è in corso Ghost bless you, mostra che vede protagonisti i designer francesi Stéphane Villard (Saint-Martin d’Hère, 1973) e Gaëlle Gabillet (Le Mans, 1976). “Durante il mese trascorso a Gagliano del Capo”, ci spiega Petrucci, “Stéphane e Gaelle hanno avuto occasione di confrontarsi con gli artigiani locali, sperimentarne le tecniche e approfondire le tradizioni e il simbolismo degli oggetti apotropaici come le pigne, le melagrane o i lari di terracotta”. I due designer hanno realizzato cinque grandi sculture di terracotta che estrudono impalpabili elementi gonfiabili, “quasi a rappresentare le divinità degli elementi, in una sequenza che ricorda le cerimonie religiose e le statue sacre portate in spalla dai fedeli”.

– Desirée Maida

Gagliano del Capo (LE) // fino all’1 settembre 2019
Capo d’Arte
Stéphane Villard e Gaëlle Gabillet – Ghost bless you
Palazzo Daniele
Corso Umberto I, 58
www.capodarte.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.