Nasce dalla collaborazione con l’Archivio Mirella Bentivoglio, la Fondazione Filiberto e Bianca Menna, l’Archivio Michele Perfetti e l’Archivio Eugenio Miccini, la collettiva che celebra Poesia Concreta, Poesia Visiva e Librismo negli ambienti di MancaSpazio.

Prendono le mosse dalle avanguardie artistiche del primo Novecento, come Cubismo, Dadaismo e Futurismo, quelle tendenze definite Poesia Concreta e Poesia Visiva che scaturiscono dal rapporto tra parola, immagine e spazio e che sono al centro della collettiva in corso a Nuoro, Un mare di parole, a cura di Chiara Manca. Si tratta di sperimentazioni poetico verbo-visive, ovvero testi composti da slogan, titoli o singole parole dal significato autonomo che attingono soprattutto da stilemi della comunicazione di massa. Spesso caratterizzati da ossessive ripetizioni, in relazione allo spazio e al segno, e presi in considerazione per il valore grafico e visivo e non per la loro semanticità.

GLI ARTISTI

Tomaso Binga, Giovanni Fontana, Lamberto Pignotti, Ketty La Rocca, Michele Perfetti, Giovanna Sandri e Maria Lai sono solo alcuni dei nomi che tra gli Anni Sessanta e Settanta, in base a questioni politiche ed estetiche, sperimentano la contaminazione dei linguaggi data dalla simultanea presenza di parole e immagini attraverso varie tecniche come fotomontaggio, scrittura a mano e collage. Da questi emergono nuovi significati grazie allo spazio grafico che diventa metafora.

Mirella Bentivoglio, Epoca del fare, 1973
Mirella Bentivoglio, Epoca del fare, 1973

MIRELLA BENTIVOGLIO

Definita da Renato Barilli artista concreta e visiva allo stesso tempo, Mirella Bentivoglio, rappresentata in mostra da un focus che include diverse serigrafie, collage e libri, incentra il suo lavoro sull’arte delle donne, diventando un riferimento importante per l’identità di genere. Curatrice, tra le altre, della mostra tutta al femminile in occasione della Biennale di Venezia del 1976 dichiara: “C’è da credere a un rapporto profondo tra la donna e l’alfabeto, e non solo perché per prima ne trasmette la forma ai figli”.

Roberta Vanali

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Roberta Vanali
Roberta Vanali è critica e curatrice d’arte contemporanea. Ha studiato Lettere Moderne con indirizzo Artistico all’Università di Cagliari. Per undici anni è stata Redattrice Capo per la rivista Exibart e dalla sua fondazione collabora con Artribune, per la quale cura due rubriche: Laboratorio Illustratori e Opera Prima. Per il portale Sardegna Soprattutto cura, invece, la rubrica Studio d’Artista. Orientata alla promozione della giovane arte con una tendenza ultima a sviluppare ambiti come illustrazione e street art, ha scritto oltre 500 articoli e curato circa 150 mostre per gallerie, musei, centri comunali e indipendenti. Tra le ultime: la doppia mostra di Carol Rama in Sardegna, L’illustrazione contemporanea in Sardegna, Archival Print. I fotografi della Magnum. Nel 2006 ha diretto la Galleria Studio 20 a Cagliari. Ha ideato e curato la galleria online Little Room Gallery (2010-13). Ha co-curato le mostre del Museo MACC (2015-17), per il quale nel 2018 è stata curatrice. Ha scritto saggi e testi critici per numerosi cataloghi e pubblicazioni. Il cinema è l’altra sua grande passione.