The Pharos Flower, l’installazione di Narine Arakelian per Palazzo Contarini del Bovolo a Venezia

L’artista armena, tra i protagonisti del Padiglione del proprio Paese alla Biennale 2019, trasformerà la celebre scala tardo quattrocentesca di Palazzo Contarini del Bovolo in un faro multicolore simbolo di speranza e rinascita

Narine Arakelian, The Pharos Flower
Narine Arakelian, The Pharos Flower

Si trasformerà in un faro multicolore, in occasione della Biennale d’Arte 2019, la Scala di Palazzo Contarini del Bovolo, scala a chiocciola tardo quattrocentesca tra i simboli architettonici più rappresentativi di Venezia, che sarà protagonista della mostra The Pharos Flower dell’artista armena Narine Arakelian. L’esposizione, che sarà inaugurata il prossimo 10 maggio, è a cura di Pier Paolo Scelsi, e rappresenta per Arakelian il suo secondo intervento a Venezia durante la Biennale: l’artista infatti è inoltre tra i protagonisti del Padiglione Armenia, insieme al collettivo ArtlabYerevan, composto da Gagik Charchyan, Hovhannes Margaryan, Arthur Petrosyan e Vardan Jaloyan.

Scala di Palazzo Contarini del Bovolo, Venezia
Scala di Palazzo Contarini del Bovolo, Venezia

NARINE ARAKELIAN A VENEZIA

L’intervento a Palazzo Contarini del Bovolo consolida la presenza di Narine Arakelian a Venezia: già nel 2017 l’artista ha partecipato alla Biennale con un evento collaterale del Padiglione Armenia, L’Illusion du Marriage, alla Scuola Grande di San Rocco, e nel 2015 con la mostra collettiva Personal Structures: Crossing Borders. Narine ha inoltre esposto a Manifesta 12 (Palermo, 2018)con l’installazione Glasses e alla Naked Hearts Charity Exhibitiona cura di Jeff Koons (New York, 2018).

THE PHAROS FLOWER A PALAZZO CONTARINI DEL BOVOLO

La mostra e installazione The Pharos Flower, curata da Pier Paolo Scelsi, trasformerà la scala a chiocciola del XV secolo del Palazzo Contarini del Bovolo in un faro multicolore, capace di proiettare suggestivi raggi di luce colorata visibili nelle ore notturne. L’artista intereverrà inserendo lastre di plexiglass colorato in concomitanza con alcune delle arcate della spirale esterna del complesso della scala, in piena armonia con la struttura del palazzo, riconducendo a uno studio coloristico della storia della città. L’installazione prende spunto dalla simbologia del faro,come punto di riferimento, messaggio di speranza e simbolo di rinascita. La mostra prosegue poi all’interno del Palazzo Contarini del Bovolo, dove Narine esporrà una selezione di oggetti in vetro e cristallo policromi, creati dello Studio Abate Zanetti, che ha sede sull’isola di Murano. Durante la Biennale, Narine si esibirà in The Bloom, un atto performativo che la vedrà trasformarsi in una statua di marmo antico, mentre per il Padiglione Armenia (al Collegio Armeno Moorat-Raphael a Dorsoduro), il prossimo 9 maggio, l’artista sarà impegnata nella performance Revolutionary Sensorium, a cura di Susanna Gyulamiryan, in cui verranno ricostruiti gli eventi della “Rivoluzione di Velluto”, una serie di proteste avvenute in Armenia nella primavera del 2018, unite dallo slogan “solidarity and love”.

– Desirée Maida

Venezia // 10 maggio 2019
Narine Arakelian // The Pharos Flower
Palazzo Contarini del Bovolo
Corte Contarina, del Bovolo, 4303

Iscriviti alla nostra newsletter
CONDIVIDI
Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.