Rimini avrà un museo d’arte contemporanea. Con dentro la Collezione San Patrignano

Opere di artisti importanti degli ultimi decenni troveranno posto all’interno di due palazzi medievali. È l’ultimo progetto pubblico lanciato dalla città romagnola

Esterno Piazza Cavour AR.CH.IT Luca Cipelletti Studio Pasetti Lighting
Esterno Piazza Cavour AR.CH.IT Luca Cipelletti Studio Pasetti Lighting

La città di Rimini sta avviando a un percorso di riqualificazione che tocca diversi luoghi del centro storico e dell’antico Borgo di San Giuliano, valorizzando il proprio patrimonio artistico e culturale e aprendosi al contempo a una visione di più ampio respiro. Ne sono una prova il Ponte di Tiberio, di epoca romana, recentemente riportato all’antico splendore, il Museo Fellini, che sorgerà presso il Castel Sismondo e il Teatro Galli, attualmente in fase di restauro. L’ultima notizia riguarda, invece, l’apertura del Museo comunale di Arte Moderna e Contemporanea che sarà ospitato all’interno di Palazzo del Podestà e Palazzo dell’Arengo, due luoghi di importanza cruciale per la storia riminese. All’interno, ci sarà parte della collezione di Fondazione San Patrignano, con autori affermati del panorama artistico italiano e internazionale. Vediamo i dettagli.

MUSEO D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI RIMINI: I LAVORI

Sono iniziati da poco i lavori di ristrutturazione che doneranno a Rimini il suo primo hub di arte contemporanea. L’intervento è affidato per la parte museografica all’architetto Luca Cipelletti e per la parte di illuminotecnica all’architetto e light designer Alberto Pasetti Bombardella. I lavori costeranno complessivamente oltre 600 mila euro e saranno terminati entro la fine dell’anno. Da quello che già si sa, gli spazi saranno divisi in due aree, uno per le mostre temporanee e uno per la collezione permanente. Dei due edifici medievali, il pubblico avrà accesso al piano terra, primo piano e scalone monumentale di Palazzo dell’Arengo, mentre di Palazzo del Podestà saranno utilizzate le sale del piano terra e il giardino del primo piano. L’accesso al museo sarà gratuito e permetterà al pubblico di confrontarsi con le sperimentazioni degli ultimi decenni e con il fascino dell’architettura duecentesca di questo contenitore.

MUSEO D’ARTE MODERNA E CONTEMPORANEA DI RIMINI: LA COLLEZIONE

La collezione della Fondazione San Patrignano costituisce il primo caso in Italia di endowment sul modello anglosassone: è il patrimonio artistico, ottenuto tramite donazioni private, che permette alla conosciuta comunità di recupero di tossicodipendenti di avere una risorsa da utilizzare in caso di necessità di futuri investimenti. “In questi anni è stato fatto moltissimo da San Patrignano nella direzione della sostenibilità economica della Comunità e della sua gestione, sostenibilità che è anche strumentale ai fini della sua missione sociale”, ha commentato Letizia Moratti, co-fondatrice della Fondazione San Patrignano, aggiungendo: “abbiamo intrapreso la via della collezione di opere d’arte contemporanea come riserva patrimoniale e coinvolto artisti, galleristi e collezionisti che hanno creduto e credono nel progetto e che apprezzano il lavoro svolto dalla comunità. Le relazioni tra gli artisti stanno dando vita anche ad attività di collaborazione tra gli artisti stessi e i ragazzi e le ragazze di San Patrignano. Inoltre, in una prospettiva di comune condivisione e sensibilità, le opere affrontano i temi al cuore della comunità di San Patrignano: l’emarginazione, il disagio sociale, l’accoglienza, la rinascita”.

GLI ARTISTI DELLA COLLEZIONE DI FONDAZIONE SAN PATRIGNANO

Questa collezione, che nasce con l’intento di sostenere la missione sociale della comunità di recupero, è ora oggetto di una mostra itinerante che sta portando le opere nei principali musei italiani: dopo Palazzo Drago a Palermo, il Maxxi di Roma, Santa Giulia a Brescia e la Triennale di Milano, sarà il turno della Sala d’Arme di Palazzo Vecchio di Firenze, in cui verrà esposta dal 26 ottobre al 3 novembre 2019. La collezione San Patrignano. WORK IN PROGRESS nasce con l’intento di celebrare i quarant’anni dalla nascita di questa raccolta. Il percorso terminerà poi con la confluenza delle opere nella sede definitiva riminese. La selezione, di circa 25 pezzi, comprende opere di Vanessa Beecroft, Alessandro Busci, Giorgio Griffa, Agnes Martin, Davide Monaldi, Yan Pei Ming, Michelangelo Pistoletto, Julian Schnabel, Sandro Chia, Silvio Wolf, Enzo Cucchi e naturalmente molti altri.

-Giulia Ronchi

www.comune.rimini.it
www.sanpatrignano.org

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Giulia Ronchi
Giulia Ronchi è nata a Pesaro nel 1991. È laureata in Scienze dei Beni Culturali all’Università Cattolica di Milano e in Visual Cultures e Pratiche curatoriali presso l’Accademia di Brera. È stata tra i fondatori del gruppo curatoriale OUT44, organizzando mostre e workshop con artisti emergenti del panorama milanese. Ha curato il progetto Dissuasori Mobili, presso il festival di video arte “XXXFuoriFestival” di Pesaro. Ha collaborato con le riviste Exibart e Artslife, recensendo mostre e intervistando personalità di spicco dell’arte. Attualmente collabora con le testate femminili Elle, Elle Decor, Marie Claire e il maschile Esquire scrivendo di arte, cultura, lifestyle, femminismo e storie di donne. Cura la rubrica “Le curatrici donne più influenti nel mondo” per Marie Claire e “Storie d’amore nella storia dell’arte” per Elle.