JR al Louvre. Incantesimo ottico per i 30 anni della Piramide di vetro

Arriva dalla strada, conquista l’art system internazionale, punta sul sociale e sulla comunicazione e diventa una star. L’artista francese JR continua a sorprendere con le sue installazioni urbane. L’ultima, a Parigi, celebra i 30 anni della Piramide del Louvre. Ancora aperto il cantiere, in attesa dell’immagine finale…

JR, il progetto del 2016 per la Piramide del Louvre. Ph. JR-art.net
JR, il progetto del 2016 per la Piramide del Louvre. Ph. JR-art.net

Monumentale, relazionale, partecipata, a dimensione di piazze, strade, porti, navi, architetture storiche e scorci urbani. Rigorosamente in bianco e nero. D’impatto, come una sberla en plein air, un miraggio nel caos metropolitano; effimera come qualcosa che stupisce, conquista e poi scompare. L’arte di JR (Parigi, 1983) è così, da una quindicina d’anni almeno. Arte pubblica in forma di gigantografie su carta, spalmate nello spazio quasi fosse una nuova pelle per le città. Immagini di donne, uomini, bambini, sagome di occhi smisurati e poi volti, volti e ancora volti, a risignificare i luoghi, per ribadire alcuni concetti chiave: esserci, difendere la propria identità, convivere nel segno della differenza che ci fa tutti uguali, tutti cittadini, tutti persone.

IL SENSO DELLA PARTECIPAZIONE. DA INSIDE OUT AL LOUVRE

Fondamentale la dimensione collettiva anche per l’ultimo lavoro dell’artista, messo in scena in un teatro d’eccellenza: la celeberrima Piramide di vetro e acciaio del Louvre, incastonata nell’ampia corte napoleonica e divenuta simbolo del maggiore tempio dell’arte francese. È qui che, a partire dal 26 marzo, JR ha iniziato a costruire un nuovo dispositivo spettacolare, modificando i connotati di uno tra gli scorci più fotografati al mondo. A dare una mano ben 400 persone, volontari chiamati a raccolta per assemblare a terra un’infinita serie di frammenti di carta, fino a generare un’immagine dal potente effetto illusorio.
Una modalità, quella corale, che connota tutto il suo lavoro e che ha la sua massima espressione nell’ambizioso “Inside Out”, progetto in progress lanciato nel 2011, simile a una piattaforma senza patria né confini: una sequenza aperta di azioni sparse per il mondo, con un buon tasso di engagement – fra gli spunti il razzismo, la violenza di genere, i cambiamenti climatici, la pace – realizzate col coinvolgimento di migliaia di individui. Collezionando facce, storie e pensieri degli altri nascono enormi foto-installazioni, che fanno del capitale umano una risorsa visiva, concettuale e poetica. Un esperimento di connessione globale.

JR al Louvre. Ph. jr-art.net
JR al Louvre. Ph. jr-art.net

DALLE BANLIEU ALL’ART SYSTEM

Al lavoro con la fotografia e l’arte urbana, nel tempo, si sono aggiunti il cinema, i progetti col teatro e la danza, le pubblicazioni editoriali e la collaborazione con una galleria del calibro di Emmanuel Perrotin. I nomi che compaiono nel curriculum di JR, tra personaggi e istituzioni, sono degni di una superstar: da Robert De Niro a AgnèsVarda, dal Tribeca Film Festival al New York City Ballet, dal Moca Di Los Angeles al Pantheon Di Parigi.
Battezzato agli esordi  “le photograffeur” – ovvero un graffitaro che sui muri usa fotocamera e maxi fotocopie – a soli 35 anni JR è oggi un artista seguitissimo, supportato da un’agguerrita macchina da comunicazione, totalmente assorbito dal mainstream, ma con l’intelligenza di chi non ha smarrito il senso delle origini, la dimensione della strada e quella spinta sociale che aveva guidato le prime scorribande tra le banlieu parigine, sulle tracce di volti stranieri, gang di ragazzini, persone qualunque, autentiche, anonime, intense.

LA PIRAMIDE DEL LOUVRE COMPIE 30 ANNI

E a proposito di mainstream, il progetto per il Louvre ha subito convinto la direzione del museo, per la sua forza comunicativa, l’impatto mediatico, l’insolita concezione dello spazio pubblico. Un modo perfetto per celebrare il trentennale del grande poliedro trasparente, realizzato dall’architetto cinese Ieoh Ming Pei: nel 1989 veniva terminata la struttura cristallina, che, nell’ambito del piano di restyling avviato col Presidente François Mitterand, doveva fungere da potente landmark contemporaneo, collocato subito all’ingresso del museo; la seconda funzione era quella di lucernario, una specie di diamante, dalle molte valenze simboliche, capace di condurre la luce diurna al piano interrato. Solo nel ’93 venne completato il disegno complessivo, con una seconda piramide – speculare e rovesciata – costruita al di sotto della prima, fino a sfiorare il vertice di una terza piccola piramide in pietra, posta sul pavimento della piazza coperta.

JR, il progetto del 2016 per la Piramide del Louvre. Ph. JR-art.net
JR, il progetto del 2016 per la Piramide del Louvre. Ph. JR-art.net

JR ILLUSIONISTA: L’INTERVENTO DEL 2016

Impresa importante, dunque, quella condotta da JR in occasione del grande evento. Ma non si è trattato del primo faccia a faccia con l’iconica architettura parigina. Nel 2016, grazie a una delle sue magie fatte di niente – carta, foto e molto ingegno, nessuna tecnologia o effetto speciale – aveva lasciato “sprofondare” il volume piramidale nel prospetto del museo: rivestendola con un mega collage che riproduceva la facciata stessa, la Piramide – vista da una certa angolazione – finiva per sparire, assorbita dalla sontuosa quinta retrostante. Efficacissimo tromp l’oeil con anamorfosi.
Da qui l’idea per l’intervento di quest’anno: se tre anni fa si era trattato di una sparizione, adesso si compie un’emersione, quasi che la Piramide fosse partorita dal suolo. L’effetto è ottenuto rivestendo il pavimento della piazza, la scalinata, le piccole piramidi affiancate a quella monumentale, le panchine in marmo e ogni superficie o volume intorno. L’immagine, che sarà apprezzabile dall’alto, ingloba la struttura grazie alle centinaia di strisce di carta stampate e incollate: ad apparire è un cratere gigantesco, da cui la Piramide sorge, in un tempo aurorale, misterioso. Ancora non del tutto visibile il soggetto, che sta prendendo forma via via che procede il cantiere.

JR, il progetto del 2016 per la Piramide del Louvre. Ph. JR-art.net
JR, il progetto del 2016 per la Piramide del Louvre. Ph. JR-art.net

LA STAMPA IN EDIZIONE LIMITATA

All’azione pubblica l’artista ha affiancato la produzione di una grafica in edizione limitata: la stampa, come riportato da Le Parisien, è realizzata dall’antico atelier di Saint-Denis, fondato nel 1797 e responsabile della conservazione di 14.000 lastre incise, di proprietà del museo, alcune risalenti XVI secolo; tuttora la calcografia del Louvre è impegnata nella realizzazione di incisioni finalizzate alla riproduzione e alla diffusione di opere d’arte: alcuni esemplari vengono stampati su pregiati torchi dell’Ottocento e poi venduti presso una boutique specializzata del Museo. La grafica di JR è l’ultima creatura nata in questo piccolo, storico tempio dell’incisione. Il soggetto è un poster del 2016 che illustra proprio una delle fasi di “montaggio” del camouflage fotografico con cui l’artista aveva reso “invisibile” la Piramide.  Un altro affiche, con un’illustrazione dedicata al nuovo progetto, ha iniziato a circolare in Rete: probabilmente destinato anch’esso a una preziosa tiratura.
L’intervento di quest’anno resterà visibile fino alla sera di domenica 31 marzo. Poi, come tutti i gli incantesimi e i miraggi, scomparirà. Restando nella memoria dei visitatori e soprattutto nell’archivio visivo nel web: l’arte di JR, effimera e potentemente “fotogenica”, nasce già – come sempre più spesso accade, in ambito street soprattutto – per essere immortalata, condivisa, trasformata in icona virtuale. Immagini di immagini, in un presente condizionato e accelerato, subito coniugato al futuro.

Helga Marsala

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.