Le biennali dell’estate 2018. Ecco cosa andare a vedere in tutto il mondo

Voglia di vacanze senza rinunciare all’arte? Se non avete ancora scelto la vostra meta – o se l’avete scelta ma non avete idea di cosa andare a vedere – ecco una carrellata di iniziative da non perdere. In tutto il mondo.

Lam Land Art Mongolia
Lam Land Art Mongolia

Dalla vecchia Europa all’Estremo Oriente, fino agli Stati Uniti: se parliamo di Biennali il calendario è saturo di appuntamenti. Ci sono le mostre macroscopiche, come la “nostra” Biennale di Venezia, che nel 2018 porta in Laguna l’architettura, o le più piccole, ma ben frequentate, come Manifesta, che quest’anno è approdata a Palermo e della quale vi abbiamo parlato ampiamente. E nel resto del mondo? Gli appuntamenti non mancano: sono sempre di più, satellitari, pulviscolari, territoriali, internazionali, grosse e piccine, le biennali nel mondo. In questa carrellata vi raccontiamo quelle da andare a vedere nell’estate 2018.

Santa Nastro

1. LA BIENNALE DI LIVERPOOL

Biennale di Liverpool 2016. Foto Chiara Piccolo

Dura fino ad ottobre, la Biennale di Liverpool, che quest’anno festeggia il suo ventesimo anniversario disseminandosi come di consueto tra spazi pubblici, musei, gallerie, diffusi in tutta la città britannica, e persino online. La decima edizione si intitola Beautiful World, where are you?, citando un poema datato 1788 di Friedrich Schiller, musicato successivamente da Schubert nel 1819. Con oltre 40 artisti provenienti da 22 nazioni, la mostra è curata da Kitty Scott e Sally Tallant. Tra gli artisti Francis Alÿs, Ryan Gander e la ottuagenaria Agnés Varda, attivissima e ormai famosissima in tutto il globo.

Liverpool// fino al 28 ottobre 2018
Liverpool Biennale 2018
http://www.biennial.com/

2. LA BIENNALE DI BERLINO

BB9 – Berlin Biennale 9

Come ha già raccontato su Artribune Claudia Giraud, la decima edizione della biennale tedesca, inauguratasi a giugno (fino al 9 settembre 2018) si intitola We don’t need another hero, ispirandosi ad una canzone di Tina Turner del 1985. Il progetto parte da un’analisi della situazione europea e propone un piano per affrontare la follia collettiva generata dalla condizione di incertezza mondiale. La mostra è curata da Gabi Ngcobo insieme al suo team composto da Moses Serubiri, Nomaduma Rosa Masilela, Thiago de Paula Souza e Yvette Mutumba. Giunta anch’essa alla sua decima edizione, si articola tra Akademie der Künste a Hanseatenweg, KW Institute for Contemporary Art, Volksbühne Pavilion, HAU Hebbel am Ufer, Volksbühne Pavilion e ZK/U – Center for Art and Urbanistics.

Berlino// fino al 9 settembre 2018
Biennale di Berlino
http://www.berlinbiennale.de/

3. LA TRIENNALE DI BRUGES

Gruuthusemuseum, Bruges. Photo (c) Sarah Bauwens

Le anticipazioni le avevamo già date tutte, consigliandovi di visitare questa bella Triennale nelle Fiandre, giunta alla sua seconda edizione in una cittadina che sta molto puntando sulla propria valorizzazione attraverso la cultura. Si intitola Città Liquida ed ha una formula trans-disciplinare, invitando non solo artisti ma anche architetti a collaborare insieme, in una sorta di laboratorio. Tra i protagonisti: Jarosław Kozakiewicz, Wesley Meuris, Renato Nicolodi, Nlé – Kunlé Adeyemi, Obba, Roxy Paine, John Powers, Raumlabor, Rotor, Ruimteveldwerk, Tomás Saraceno, Selgascano (Jose Selgas & Lucia Cano), Monir Shahroudy Farmanfarmaian, Studiokca e Peter Van Driessche-Atelier4. Da non perdere.

Bruges// fino al 16 settembre 2018
Brugge Triennale
https://www.triennalebrugge.be/

4. LAM 360° – Land Art Mongolia

LAM 360° – Land Art Mongolia

L’inaugurazione di questa mostra, che si svolge a Daringanga Sum, è prossima: sarà infatti il 30 luglio per una manifestazione che dura solo fino al 25 agosto. Il focus è la Land Art, che diventa un veicolo di riflessione politica e sociale, con uno sguardo rivolto agli effetti della globalizzazione. Tra gli artisti c’è anche un italiano, Michele Giacobino.

Mongolia//dal 30 luglio al 25 agosto 2018
Lam 360°
http://www.landartmongolia.com/

5. PAIZ ART BIENNIAL, GUATEMALA

Paiz Art Biennial

Il concetto di “oltre” è l’asse portante della 21. Edizione della Paiz Art Biennial, una delle istituzioni “biennalesche” più antiche del mondo. Fino ad oggi confinata, se così si può dire, all’interno dello stato del Guatemala. A voler andare oltre, per l’appunto, è il curatore Gerardo Mosquera, a capo di una squadra che comprende inoltre Maya Juracán e Laura A. L. Wellen ed Esperanza de León alla didattica. La mostra, che inaugurerà il 16 agosto, per concludersi solo un mese dopo, non avrà un tema: la frammentazione evocata dal titolo, Más Allá, che in spagnolo significa al di là di, sta a sottolineare l’intenzione principale di fare del topic una metodologia di lavoro, in una atmosfera inclusiva, decentralizzata, rizomatica. E come decentralizzare, se non decentralizzando?

Guatemala City// dal 16 agosto al 16 settembre 2018
Paiz Art Biennial
http://21bienal.fundacionpaiz.org.gt/

6. SITElines, SANTA FE

Santa Fe

Punta sull’attualità anche la mostra americana SITElines, la mostra dedicata all’arte proveniente dalle Americhe. Il team curatoriale è composto da José Luis Blondet, Candice Hopkins, Ruba Katrib, Naomi Beckwith, tutti impegnati nelle maggiori istituzioni del Paese. Inaugurando il 3 agosto fino a gennaio 2019, la mostra si intitolerà Casa tomada prendendo spunto dalle tematiche dell’immigrazione e dalla posizione geografica del New Mexico, stato in cui la mostra si svolge. Tra gli artisti coinvolti Paz Errázuriz, Victor Estrada, Andrea Fraser.

Santa Fe// dal 3 agosto 2018 al 6 gennaio 2019
SITElines

http://sitelines2018.com/

7. OPEN SPACES

Un’opera di Federico Solmi

A condurla è Dan Cameron, il curatore noto, fra le altre cose, per aver dato l’avvio a seguito dell’Uragano che sconvolse la città americana, alla biennale Prospect New Orleans. Open Spaces, che inaugura il 25 agosto per 62 giorni a Kansas City, invita più di 100 artisti a trasformare la città con 40 installazioni disseminate ovunque, in spazi pubblici noti o inediti. Tra i partecipanti, Sanford Biggers, Alexandre Arrechea, Rashawan Griffin, Nari Ward, Kimsooja e l’italianissimo Federico Solmi.

Kansas City// dal 25 agosto fino al 28 ottobre 2018
Open Spaces
https://openspaceskc.com/exhibition/

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.