Anselm Kiefer realizzerà la prossima opera d’arte pubblica per il Rockefeller Center di New York

L’artista tedesco, noto per le sue opere ispirate alla storia e alla mitologia, realizzerà per i Channel Gardens del Rockefeller Center di New York una grande scultura in piombo intrisa di riferimenti alchemici e letterari. Ecco di che si tratta…

Una scultura in piombo di Anselm Kiefer
Una scultura in piombo di Anselm Kiefer

Alchimia, letteratura, storia, filosofia: è un compendio del sapere Uraeus, la prima scultura pubblica realizzata da Anselm Kiefer (Donaueschingen, 1945) negli Stati Uniti che verrà inaugurata il prossimo 2 maggio presso i Channel Gardens del Rockefeller Center a New York. L’opera di Kiefer è stata commissionata dalla società immobiliare Tishman Speyer e dalla Public Art Found – organizzazione non profit che attraverso il sostegno di enti e fondazioni promuove mostre e interventi di arte pubblica ad accesso gratuito – e promossa dalla galleria Gagosian.

Anselm Kiefer, Uraeus, 2017–18 (detail), lead, stainless steel, fiberglass, and resin, 298 1/8 × 441 × 346 1/2 inches (757 × 1120 × 880 cm) © Anselm Kiefer. Photo by Georges Poncet. Image courtesy Gagosian, Public Art Fund, and Tishman Speyer
Anselm Kiefer, Uraeus, 2017–18 (detail), lead, stainless steel, fiberglass, and resin, 298 1/8 × 441 × 346 1/2 inches (757 × 1120 × 880 cm) © Anselm Kiefer. Photo by Georges Poncet. Image courtesy Gagosian, Public Art Fund, and Tishman Speyer

L’OPERA: ICONOGRAFIA E SIMBOLISMO

Un gigantesco libro aperto con ai lati due ali d’aquila di 10 metri di lunghezza, entrambe realizzate in piombo, in cima a una colonna di acciaio inossidabile di 6 metri rivestita anch’essa di piombo: si presenta così, maestosa e simbolica, Uraeus, la scultura ideata da Anselm Kiefer per il Rockefeller Center. Attorno alla colonna di acciaio, si concentrano ulteriori libri e si attorciglia un grande serpente, a cui si ispira il criptico titolo dell’opera: Uraeus si riferisce alla forma eretta del cobra egiziano, associato alla dea serpente Wadjet e al simbolo del potere e dell’autorità divina. Le ali evocano i copricapi e le collane indossate dai sovrani egiziani in omaggio alla dea avvoltoio Nekhbet. Nel concepire questa scultura monumentale, Kiefer s’è ispirato inoltre all’opera filosofica di Friedrich Nietzsche Così parlava Zarathustra (1891), con le sue idee sulla volontà di potenza, la morte di Dio e il Superuomo. La scelta di utilizzare il piombo per realizzare l’opera non è casuale: il metallo è uno dei materiali prediletti dall’artista per le sue proprietà tradizionalmente associati alla trasformazione alchemica, in particolare al suo secondo stadio: la dissoluzione.

DALLA CADUTA DEL MURO ALL’ERA DIGITALE

Le opere di Anselm Kiefer si contraddistinguono da sempre per essere cariche di riferimenti alla storia, alla politica e a diversi rami della cultura e del sapere. Insieme a Georg Baselitz, A.R. Penk, Jorg Immenndorff e Sigmar Polke, Kiefer ha fatto parte della temperie artistica passata alla storia come Neoespressionimo, corrente pittorica che negli anni antecedenti e successivi alla caduta del Muro di Berlino raccontava le difficoltà, le paure, le inquietudini e le contraddizioni della Germania di quel tempo. Un impegno sociale e politico, quello portato avanti da Kiefer, che continua fino a oggi attraverso i messaggi veicolati dalla sua nuova opera: “l’iconografia di Uraeus evoca la mitologia classica, in ascesa ma anche vincolata dal peso della storia”, spiega il direttore artistico della Public Art Found Nicholas Baume. “Oggi l’era digitale prolifera e democratizza la conoscenza come mai prima, mentre l’idea stessa della verità è messa in discussione e dibattuta. Uno dei nostri artisti più letterari, Kiefer, ritorna al simbolismo del libro: elevato e potente ma anche pericoloso e vulnerabile”. L’opera resterà installata presso i Channel Gardens del Rockefeller Center fino al 22 luglio 2018.

– Desirée Maida

www.publicartfund.org

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.