Morto Carlo Invernizzi poeta e ispiratore del Museo di Morterone. Un ricordo e un video inedito

Carlo Invernizzi, nato a Milano nel 1932, entra a far parte del gruppo Poíesis fondato da Maria Vailati. Frequenta i maggiori esponenti internazionali dell’arte visiva e a partire dalla metà degli anni Ottanta crea il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto di Morterone.

Carlo Invernizzi Inaugurazione della mostra “Morterone: una soglia poetica. Natura Arte Poesia” Palazzo delle Paure, Lecco, 2014 Foto Bruno Bani, Milano
Carlo Invernizzi Inaugurazione della mostra “Morterone: una soglia poetica. Natura Arte Poesia” Palazzo delle Paure, Lecco, 2014 Foto Bruno Bani, Milano

Si è spento a Milano all’età di 85 anni Carlo Invernizzi, poeta visionario illuminato da una coscienza etica che mise anche al servizio della sua attività civile. Ha vissuto tra Milano e Morterone, luogo incontaminato ai piedi del versante orientale del monte Resegone, coltivando la grande vocazione per la poesia sperimentandone in maniera del tutto originale il legame con l’arte visiva, che sempre sarà congiunta al suo fare poetico. Sin da giovanissimo scrive poesie ed entra a far parte del gruppo Poíesis fondato da Maria Vailati nel 1961. Instaura rapporti di amicizia, condividendone il mondo creativo, con i maggiori esponenti dell’arte italiana tra cui Rodolfo Aricò, Gianni Colombo, Dadamaino, Carlo Ciussi, Mario Nigro, Rudi Wach, Igino Legnaghi, Pino Pinelli, Bruno Querci, Grazia Varisco, Nelio Sonego Gianni Asdrubali che con le loro opere costituiranno il nucleo del Museo d’Arte Contemporanea che nasce a partire dal 1986. Ricordando il poeta, Massimo Donà racconta: “Sono rare le persone la cui vita sia davvero contrassegnata da un destino; e la cui testimonianza sappia incidere il proprio tempo con la potenza di una saetta e la luce di un fulmine. Carlo Invernizzi era una di queste”.

IL MONDO POETICO E LA CONCEZIONE FILOSOFICA

Carlo Invernizzi ha inciso la sua visione poetica in parole-immagini, alla ricerca dell’incatturabile “infondo senza fondo”, abisso inafferrabile dell’esistenza umana. Ha elaborato un linguaggio che scava e ricrea le parole e il loro suono fino a restituirle rinnovate, rimodulate poeticamente. “Le mie poesie cantano l’esistente vivente dell’infondo senza fondo, imprendibile… della realtà”. Così Invernizzi racconta la sua poetica in occasione della presentazione della sua ultima raccolta di poesie, Lucentizie. Emerge dalle sue poesie una condizione umana immersa nell’incessante divenire, in un tuttoniente, nel quale lo spaziotempo si confonde in un mistero che il poeta traduce come “enigma del tempo”. La sua visione si ingenera dall’elaborazione scientifico-filosofica della poetica della Natura Naturans, che vede l’uomo parte intrinseca della natura e dei suoi flussi. Morterone costituisce per lui la “soglia ingermino” della sua visione.

Carlo Invernizzi Foto Bruno Bani, Milano
Carlo Invernizzi
Foto Bruno Bani, Milano

MORTERONE COME SOGLIA POETICA

Morterone è il luogo di radici dell’esperienza poetica di Carlo Invernizzi. Tra i picchi del Resegone dà vita al Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto insieme alla moglie Angela, ai figli e a un gruppo di amici come racconta in una intervista rilasciata ad Artribune nel 2014. In questo progetto, tuttora in divenire, vengono nel tempo coinvolti artisti internazionali tra cui Nicola Carrino, Francesco Candeloro, Ulrich Rückriem, Mauro Staccioli, Niele Toroni, David Tremlett, Michel Verjux, Alan Charlton, Riccardo De Marchi, Lesley Foxcroft, Günter Umberg, Elisabeth Vary e François Morellet che hanno con gli altri disseminato più di trenta interventi nella natura, in quello spazio dell’anima nel quale lo sguardo del poeta ha respirato le forme vitali, gli abissi naturali delle rocce e il divenire della luce. Uno sguardo, quello di Carlo Invernizzi che, come scrive Vincenzo Vitiello“trapassa, inquieto, di soglia in soglia” cantando il mistero dell’essere nell’esistente.

Jasmine Pignatelli

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Jasmine Pignatelli
Nata in Canada nel 1968, vive a Bari e Roma. È impegnata in un personale e convinto percorso artistico nella scultura con particolare vocazione alla ceramica, con all’attivo diverse mostre collettive e personali. Al lavoro di artista affianca quello di art player come promotrice di eventi e mostre. Dopo il liceo artistico e la laurea in Architettura al Politecnico di Milano, si avvicina all’arte contemporanea con un approccio storico-critico. Collabora per diversi anni con numerose gallerie d’arte e riviste del settore e si impone come autrice di saggi critici ottenendo nel 2007 l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti Pubblicisti.