In occasione di Brafa Art Fair, Christo porta a Bruxelles un’opera storica, Three Store Fronts

In occasione di Brafa Art Fair, la fiera d’arte di Bruxelles tra le più prestigiose d’Europa, Christo ripropone Three Store Fronts, opera del 1965 che anticipa la poetica dell'”impacchettamento” che caratterizzerà i lavori successivi più famosi

Ritorna anche quest’anno a Bruxelles, presso i suggestivi spazi di archeologia industriale del Tour&Taxis, Brafa, la fiera d’arte più longeva e anche tra le più prestigiose d’Europa che copre un’area di interesse che va dall’antico fino al contemporaneo. Ospite d’onore di questa 63esima edizione – che si terrà fino al 4 febbraio – è Christo (Gabrovo, 1935), artista tra i più rappresentativi del secondo Novecento, noto per aver “impacchettato” – insieme alla compagna Jeanne-Claude –  monumenti storici, ma anche per aver realizzato installazioni ambientali che lo hanno reso uno dei massimi esponenti della Land Art: basti citare, per esempio, l‘“imballaggio” del Pont-Neuf a Parigi (1985) e del Reichstag a Berlino (1995), o il più recente intervento italiano The Floating Piers, sul Lago d’Iseo. In occasione di Brafa, Christo ripropone un lavoro del 1965, Three Store Fronts: un’installazione di 14 metri di altezza che rappresenta l’evoluzione degli Show Cases (1963-68), piccole teche di vetro su cui l’artista applicava tessuti o carta. Three Store Fronts – già esposta nel 2001 in occasione della mostra Christo e Jeanne-Claude: Early Works a Berlino – ripropone quelle teche in formato monumentale, trasmettendo un senso di malinconia e freddezza tipiche delle architetture colossali e spesso anonime che riempiono le grandi città.

– Desirée Maida

Bruxelles // fino al 4 febbraio 2018
Brafa Art Fair // Christo – Three Store Fronts
Tour&Taxis
www.brafa.art

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Autore Christo
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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.