Parigi taglia i fondi a FRAC Le Plateau. Ma gli artisti protestano e salvano lo spazio

Nelle ultime settimane il mondo artistico francese si è mobilitato contro la decisione del Municipio di Parigi di tagliare i fondi a Le Plateau, lo spazio espositivo di FRAC Île-de-France che dal 2002 promuove l’arte contemporanea della regione. Ma una lettera aperta di personaggi della cultura internazionale ha spinto il Comune a rivedere la sua posizione

Parigi, Le Plateau
Parigi, Le Plateau

Sembra essere arrivato – almeno per il momento – il lieto fine sulle vicende che hanno scosso Le Plateau, lo spazio espositivo di FRAC – Fondo Regionale per l’Arte Contemporanea Île-de-France, nel quartiere di Belleville a Parigi. Le scorse settimane l’amministrazione comunale parigina aveva annunciato l’interruzione dell’erogazione di fondi a FRAC Île-de-France e in particolar modo a Le Plateau, scaturendo una vera e propria mobilitazione dell’ambiente culturale francese attraverso la stampa e la rete.

IL FRAC E LE PLATEAU

Attivo in Francia dal 1982 per volere del Ministero della Cultura, con il compito di smistare i finanziamenti e le realizzazioni artistiche o architettoniche per il territorio, il FRAC si fonda sulla collaborazione tra lo stato e le regioni che ospitano uno di questi fondi artistici, con lo scopo di promuovere e divulgare l’arte contemporanea in tutta la nazione. Con Le Plateau, Frac Île-de-France è a Parigi dal 2002, anche grazie all’impegno di Vivre aux Buttes Chaumont, associazione di Belleville che propone un progetto mirato allo sviluppo socio culturale del quartiere che comprende, tra le altre iniziative, anche la nascita di un centro d’arte contemporanea. Fin dalla sua istituzione, il FRAC è riuscito, attraverso il Plateau, a cambiare il panorama dell’arte contemporanea a Parigi, ospitando eventi e mostre a ingresso gratuito che hanno visto protagonisti, tra gli altri, gli artisti Ryan Gander, Charles Avery, Keren Cytter e Cao Fei.

LA MOBILITAZIONE DEGLI ARTISTI…

Un’isola felice, insomma, la cui serenità è stata turbata dalla decisione presa dal Municipio di Parigi di tagliare i fondi a Le Plateau, disposizione che avrebbe potuto comportare addirittura la chiusura dello spazio. Un provvedimento che ha sorpreso e irritato non solo l’ambiente culturale francese, ma anche quello internazionale: in una lettera aperta indirizzata al sindaco di Parigi Anne Hidalgo e pubblicata su La Libération, artisti, curatori e personaggi del mondo dell’arte e della cultura – tra i quali spiccano i nomi di Sophie Calle, Philippe Decrauzat, Haris Epaminonda, Sylvie Fanchon, Camille Henrot, Corey McCorkle, Hans-Ulrich Obrist e Xavier Veilhan – hanno scritto che “non possiamo capire né accettare tale decisione e invitiamo il sindaco di Parigi a riconsiderare la sua posizione, consultando anche lo Stato e la Regione, in modo tale che il FRAC Île-de-France possa, con Le Plateau, continuare a svolgere la sua missione per il beneficio dei parigini”.

…E IL CAMBIO DI ROTTA DEL COMUNE DI PARIGI

Sarà stato forse per il clamore suscitato dalla vicenda, ma a quanto pare la mobilitazione artistica ha suscitato gli effetti desiderati. Stando al post pubblicato sulla pagina Facebook di FRAC Île-de-France, il Comune di Parigi avrebbe deciso di continuare a erogare fondi a favore dello spazio parigino: “lunga vita a Le Plateau. Di recente vi abbiamo informato dell’annuncio della città di Parigi di un possibile ritiro dei finanziamenti da FRAC Île-de-France. Molti di voi hanno espresso il proprio attaccamento a Le Plateau, in particolare nel contesto di un forum pubblicato su vari giornali. Lunedì 11 dicembre, il Consiglio di Parigi ha votato per mantenere alcuni dei suoi aiuti per il 2018. Grazie a questa decisione, il programma previsto in particolare a Parigi e Le Plateau l’anno prossimo sarà ampiamente mantenuto. Vorremmo ringraziare calorosamente tutti coloro che hanno reso possibile questo voto, tutti coloro che hanno mostrato il loro sostegno per Le Plateau e le azioni che stiamo intraprendendo”. Tutto è bene quel che finisce bene.

– Desirée Maida

www.fraciledefrance.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.