Tra Firenze e Taipei. Il progetto dell’italiano Giacomo Zaganelli a Taiwan

Un progetto che vuole interrogarsi sul ruolo delle immagini nella società contemporanea e che riflette sul rapporto tra uomo e ambiente cittadino. Un artista italiano porta un pezzo di Firenze (con turisti annessi) a Taipei

Giacomo Zaganelli, Superficially Museum of contemporary art (MOCA) of Taipei
Giacomo Zaganelli, Superficially Museum of contemporary art (MOCA) of Taipei

Tre lavori video e un’installazione site specific per raccontare il rapporto tra uomo, città e nuove tecnologie. L’artista e curatore italiano Giacomo Zaganelli (Firenze, 1983; vive a Firenze e Berlino) ha appena inaugurato al MOCA Museum of Contemporary Art di Taipei una mostra personale dal titolo Superficially. Il progetto, che nasce da un lungo periodo di ricerca svolto tra Firenze, città di origine dell’artista, e Taipei, nasce dall’osservazione dei comportamenti di cittadini e turisti nelle metropoli contemporanee, e in particolare dell’uso massivo di telefoni cellulari, fotocamere e device digitali. Un comportamento, questo, che secondo Zaganelli genera distacco dalla realtà e chiusura in se stessi: al centro dell’esperienza non c’è più il luogo visitato, con le sue emergenze storico-culturali, ma la sua rappresentazione attraverso l’immagine digitale e la conseguente disseminazione sulle reti sociali. Il titolo del progetto allude infatti al tema della superficie, un concetto che ritorna sia nelle opere video che nella grande installazione realizzata nella piazza del museo.

UN PEZZO DI FIRENZE A TAIWAN

Qual è il valore delle immagini all’interno della società contemporanea? Per rispondere a questa domanda, Zaganelli ha costruito un confronto tra due realtà apparentemente opposte come quella fiorentina e quella taiwanese, soffermandosi però su alcuni aspetti comuni, con l’intento di sottolineare l’emergere di un processo di appiattimento culturale globale. Nella città toscana viene indagato soprattutto il tema del turismo di massa, mentre dei taiwanesi viene studiato il rapporto con schermi e device elettronici. All’interno del museo sono esposti tre lavori video: Illusion, un’installazione a tre canali che nasce dall’osservazione prolungata del comportamento dei turisti a Firenze; Everywhere but nowhere, dove lo sguardo si sofferma su una singola persona, ritratta mentre si trova totalmente assorta nell’uso del telefono cellulare, e Relocation, una composizione di diversi video girati a Taipei e accompagnati dai commenti di diversi intellettuali taiwanesi intervistati da Zaganelli nel periodo di residenza che ha preceduto la mostra. Nella piazza del museo, infine, la grande installazione Facades porta un pezzo di Firenze a Taiwan, riproducendo quattro dettagli di facciate di edifici storici fiorentini. Grazie al progetto di questa mostra e la successiva residenza di ricerca, Giacomo Zaganelli è stato premiato dal MiBACT e dal GAI con il premio “ON BOARD 2017”.

– Valentina Tanni

Giacomo Zaganelli, Superficially
Museum of contemporary art (MOCA) of Taipei No. 39
Chang’an West Road, Taipei -Taiwan
dal 16 Dicembre 2017 al 28 Gennaio 2018
www.mocataipei.org.tw

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Valentina Tanni (Roma, 1976) è critica d’arte, curatrice e docente. Si interessa principalmente di new media art e di editoria multimediale. Ha curato numerose mostre, tra cui: la sezione di Net Art di “Media Connection” (Roma e Milano, 2001), le collettive “Netizens” (Roma, 2002) e “L’oading. Videogiochi Geneticamente Modificati” (Siracusa, 2003), “Maps and Legends. When Photography Met the Web” (Roma, 2010), “Datascapes” (Roma, 2011) e “Hit the Crowd. Photography in the Age of Crowdsourcing” (Roma, 2012), “Nothing to see here” (Milano, 2013), “Eternal September. The Rise of Amateur Culture” (Lubiana, 2014), “Stop and Go. L'arte delle gif animate” (Roma, 2016, Lubiana 2017). Ha collaborato con i festival di arti digitali Interferenze e Peam ed è stata curatore ospite di FotoGrafia. Festival Internazionale di Roma per la sezione “Fotografia e Nuovi Media” (edizioni 2010-2012). Ha scritto per testate nazionali e internazionali e lavorato come docente per istituzioni pubbliche e private. Attualmente insegna Digital Art al Politecnico di Milano. Dal 2011 collabora con Artribune.