Recuperato a Parigi il murale di Keith Haring dedicato ai bambini dell’ospedale Necker

Realizzato nel 1987 dal celebre writer statunitense, il murale fu dipinto sulla scala d’emergenza dell’ospedale parigino per allietare la degenza dei bambini ammalati all’interno della struttura. Dopo aver rischiato la demolizione della scala e la conseguente perdita della pittura, in questi giorni l’opera è stata svelata al pubblico dopo i recenti lavori di restauro

Keith Haring, Tower Necker. Photo T. Jacob ® Keith Haring Foundation, Courtesy Noirmontartproduction, Paris
Keith Haring, Tower Necker. Photo T. Jacob ® Keith Haring Foundation, Courtesy Noirmontartproduction, Paris

Un simbolo di speranza e di vita per i bambini che lottano contro la malattia tra le mura di un ospedale. È questo il senso di Tower, il murale realizzato nel 1987 dal writer Keith Haring (Reading, 1958 – New York, 1990) presso l’ospedale Necker nel XV arrondissement di Parigi. Un’opera importante che in questi giorni è tornata a splendere dopo i recenti lavori di restauro e le turbolente vicende legate alla sua conservazione.

Keith Haring, Tower Necker. Photo T. Jacob ® Keith Haring Foundation, Courtesy Noirmontartproduction, Paris
Keith Haring, Tower Necker. Photo T. Jacob ® Keith Haring Foundation, Courtesy Noirmontartproduction, Paris

UNA TORRE SIMBOLO DI SPERANZA PER I BAMBINI AMMALATI

Era il 6 maggio 1987 quando Keith Haring realizzò il murale Tower sulla scala di emergenza del centro chirurgico infantile dell’ospedale Necker. Un turbinio di forme e colori rappresentanti i tipici e fantasiosi personaggi del repertorio figurativo dell’artista, una maternità in cui una grande donna incinta è circondata da bambini gioiosi e da adulti contornati da spesse linee nere, abbelliti da chiazze di colore gialle, verdi, rosse e blu. “Ho fatto questo murales per divertire i bambini malati in questo ospedale, ora e in futuro”, ha scritto l’artista americano nel suo diario nel 1987. Haring impiegò diversi giorni nella realizzazione dell’opera, e con l’ausilio di una gru e l’aiuto del suo fidanzato Juan Rivera dipinse una superficie di ben 27 metri di altezza, trasformandola quindi in una “torre” che nel centro del nuovo giardino dell’ospedale appariva come un totem, simbolo della vita e della speranza per i bambini malati, i loro genitori e il personale dell’ospedale.

L’IMPEGNO SOCIALE DI HARING E LA LOTTA CONTRO L’AIDS

L’opera, che è una delle testimonianze più rappresentative dell’impegno sociale di Haring nella lotta contro l’AIDS – malattia di cui morì a soli 31 anni – e nel sostegno all’infanzia, fino a qualche anno fa ha rischiato di essere distrutta. Gravemente danneggiata dal tempo e dall’usura, la scala e la sua pittura esterna stavano per essere demolite quando, nel 2011, l’ospedale aveva pianificato lavori di costruzione. Ma dopo un’operazione di raccolta fondi promossa dal gallerista Jérôme de Noirmont in collaborazione con la Fondazione Keith Haring, il murale è stata accuratamente restaurato da William Shank e Antonio Rava, che di Haring avevano già ripristinato Tuttomondo, il dipinto realizzato dall’artista americano sulla parete esterna della Chiesa di Sant’Antonio a Pisa, proprio un anno prima della sua morte.

– Desirée Maida

www.haring.com
www.noirmontartproduction.com

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.