Palazzo Grassi dà carta bianca a Teho Teardo che omaggia Damien Hirst con i suoni della laguna

Terza edizione del format che apre gli spazi della Pinault Collection a Venezia alla musica e al teatro: un’installazione sonora e una performance multimediale con la straordinaria partecipazione di Abel Ferrara.

Phantasmagorica - Teho Teardo, Abel Ferrara, MP5 CREDIT Alessandro PensO
Phantasmagorica - Teho Teardo, Abel Ferrara, MP5 CREDIT Alessandro PensO

Torna a Palazzo Grassi Carte Blanche, il format nato in collaborazione con il critico musicale Enrico Bettinello, grazie al quale il museo veneziano di arte contemporanea apre le porte delle sue due sedi veneziane (compreso il Teatrino) agli artisti più significativi della scena musicale o teatrale degli ultimi anni. Concerti, performance o spettacoli saranno ideati specificamente per gli spazi della Pinault Collection a Venezia. Dopo Michele Portal nel 2014 e Arto Lindsay nel 2015, è, così, Teho Teardo – noto autore di colonne sonore per il cinema e musicista al fianco di nomi quali Blixa Bargeld o Elio Germano – l’artista scelto per questa terza edizione.

IL PROGETTO IN ONORE DI DAMIEN

Teardo presenta, per l’occasione, due suoi lavori inediti: Sea Change (21-23 aprile) e Phantasmagorica (22 aprile). Il primo è un chiaro omaggio alla mostra in corso di Damien Hirst Treasures from the Wreck of the Unbelievable e consiste in un’installazione sonora che prende vita nel foyer del Teatrino a partire da registrazioni carpite dai meandri della laguna, ma anche dai detriti di suono generati nell’atrio stesso e da altre risonanze dell’ambiente circostante: “un fondale dove tutto si muoverà al buio e dal quale milioni di creature e spiriti, ripetendo lo stesso millenario rituale, emergeranno sgomenti dalla laguna per morire subito dopo davanti a noi”. Phantasmagorica è, invece, uno spettacolo in cui la combinazione della musica suonata dal vivo da Teho Teardo, con le animazioni in bianco e nero dell’artista visiva e street artist MP5, mette in scena una dimensione fantastica ed inquietante, dando vita allo spazio dell’inconscio. Il tutto reso ancora più suggestivo dalla partecipazione straordinaria di un ospite d’eccezione come il regista statunitense Abel Ferrara, voce narrante della performance.

Claudia Giraud

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Claudia Giraud
Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate multimediali e cartacee di settore. Dal 2011 fa parte dello Staff di Direzione di Artribune (www.artribune.com ), è responsabile dell'area Musica e cura, per il magazine cartaceo, la rubrica musicale "Art Music". E’ stata Caporedattore Eventi presso Exibart (www.exibart.com). Ha maturato esperienze professionali nell'ambito della comunicazione (Ufficio stampa "Castello di Rivoli", "Palazzo Bricherasio", "Emanuela Bernascone") ed in particolare ha lavorato come addetto stampa presso la società di consulenza per l'arte contemporanea "Cantiere48" di Torino. Ha svolto attività di redazione quali coordinamento editoriale, realizzazione e relativa impaginazione degli articoli per l’agenzia di stampa specializzata in italiani all’estero “News Italia Press” di Torino. Ha scritto articoli e approfondimenti per diverse testate specializzate e non (SkyArte, Gambero Rosso, Art Weekly Report e Art Report di Monte dei Paschi di Siena, Exibart, Teknemedia, Graphicus, Espoarte, Corriere dell’Arte, La Piazza, Pagina).

1 COMMENT

  1. Beh, la musica come sottofondo sonoro.
    L’importante è esserci?
    Quindi accondiscendenza creativa?

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