Quando aprirà il Guggenheim di Abu Dhabi? Intanto vanno in mostra le opere della collezione

L’inaugurazione infinitamente rimandata, gli intoppi, la collezione che cresce e qualche assaggio di quel che (forse) sarà. Ad Abu Dhabi l’attesa si inganna con le mostre…

Il Guggenheim di Abu Dhabi. Ph. by Dezeen
Il Guggenheim di Abu Dhabi. Ph. by Dezeen

L’ultimo annuncio ufficiale indicava il 2017 come l’anno della fatidica apertura. Il Guggenheim di Abu Dhabi (GAD) avrebbe dovuto spalancare i cancelli entro il prossimo dicembre. Ma il pronostico, a 11 anni dalla firma del contratto tra la Capitale degli Emirati e la Fondazione newyorchese, pare completamente bucato. Nel 2016, come riportato dal sito Dezeen, i lavori ancora non erano nemmeno partiti: lo aveva ammesso lo stesso ufficio comunicazione di New York.
La mirabolante architettura progettata da Frank Gehry è un incastro neobarocco di strutture coniche inclinate, a evocare le tradizionali torri del vento arabe, ma in versione futuristica: 30mila metri quadri, nel cuore della spettacolare Saadiyat Island, l’“Isola della felicità” – sabbia bianca, hotel deluxe e le distese cristalline del Golfo Persico dove nuotano i delfini – per il più grande museo del network Guggenheim. Assieme al Louvre di Jean Nouvel (inaugurato nel 2016) e allo Zayed National Museum, l’edificio darà vita al nuovo Saadiyat Cultural District, un quartiere avanguardistico destinato a diventare un polo culturale planetario.

Anish Kapoor al Guggenheim di Abu Dhabi per The Creative Act Performance, Process, Presence, 2017
Anish Kapoor al Guggenheim di Abu Dhabi per The Creative Act Performance, Process, Presence, 2017

PERFORMANCE NEL GOLFO PERSICO

E mentre proseguono i lavori – a rilento e tra controversie varie, incluse le proteste per le condizioni di lavoro disumane nei vari cantieri di Abu Dhabi – sono già partite le mostre della fase pre-opening. Che ruotano intorno alla costituenda collezione milionaria. Nel 2014 fu la volta di Seeing through Light, un progetto sul tema della luce con 16 artisti internazionali, ospitata negli spazi della Manarat Al Saadiyat, grande centro fieristico-espositivo in cui ogni anno si tiene la Abu Dhabi Art Fair: 90.000 i biglietti staccati. E sempre qui lo scorso 7 marzo ha preso il via la seconda mostra del GAD, The Creative Act: Performance, Process, Presence, a cura di Valerie Hillings. Oltre 20 artisti di diverse nazionalità e generazioni allestiscono un teatro della creatività contemporanea, in cui dominano la processualità, l’azione performativa, la presenza fisica, l’elemento temporale, lo svelamento di genesi e dinamiche che sono alla base di un’opera. I nomi? Da Shiraga Kazuo e Tanaka Atsuko del gruppo Gutai a Niki de Saint Phalle, da Günther Uecker a Susan Hefuna e Anish Kapoor.

– Helga Marsala

The Creative Act: Performance, Process, Presence
Manarat Al Saadiyat
Cultural District, Sheikh Khalifa Hwy – Abu Dhabi, Emirati Arabi Uniti
7 marzo-29 July 2017
www.guggenheim.org

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Helga Marsala
Helga Marsala è critico d'arte, giornalista, notista culturale e curatore. Insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è anche responsabile dell'ufficio comunicazione. Collaboratrice da anni di testate nazionali di settore, ha lavorato a lungo come caporedattore per la piattaforma editoriale Exibart. Nel 2011 è nel gruppo che progetta e lancia la piattaforma Artribune, dove ancora oggi lavora come autore e membro dello staff di direzione. Svolge un’attività di approfondimento teorico attraverso saggi e contributi critici all’interno di pubblicazioni e cataloghi d’arte e cultura contemporanea. Scrive di arti visive, arte pubblica e arte urbana, politica, costume, comunicazione, attualità, moda, musica e linguaggi creativi contemporanei. È stata curatore dell’Archivio SACS presso Riso Museo d'arte contemporanea della Sicilia e membro del Comitato Scientifico, collaborando a più riprese con progetti espositivi, editoriali e di ricerca del Museo. Cura mostre e progetti presso spazi pubblici e privati in Italia, seguendo il lavoro di artisti italiani ed internazionali. Dal 2018 lavora come Consulente per la Cultura del Presidente della Regione Siciliana e dell'Assessore dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana.