Arte e terremoto. All’Aquila Change! presenta otto nuove gigantografie d’autore sui ponteggi

Presentate in Piazza Duomo le prime otto opere di Change!, il concorso internazionale organizzato dall’associazione aquilana Off Site Art in partnership con la non-profit americana ArtBridge

Change! 2016, L’Aquila
Change! 2016, L’Aquila

Tra le gru, le betoniere e il grande albero di Natale in piazza Duomo all’Aquila, otto gigantografie (alcune capaci di raggiungere i 14 metri di altezza) regalano significati nuovi agli scorci sempre uguali della ricostruzione post sisma. Sono le opere dei primi otto artisti dei ventidue selezionati per Change!, il concorso internazionale a cura di Veronica Santi, lanciato lo scorso giugno dall’associazione aquilana Off Site Art, sviluppato in partnership con la non-profit americana ArtBridge e rivolto agli artisti residenti in Italia e a New York. “Con questo concorso”, ha dichiarato la curatrice Veronica Santi, ”abbiamo cercato progetti artistici che parlassero di cambiamento. L’Aquila oggi sta crescendo nella sua ricostruzione. L’arte può aiutarla a guardare fuori, creando una traiettoria di solidarietà nei confronti di situazioni e mondi altri da sé”.

GIGANTOGRAFIE DI ARTISTI EMERGENTI

Salendo da Corso Federico II la prima all’angolo dei portici, lì dove una volta c’era il Bar del Commercio, è l’opera di Serena Vittorini, giovane fotografa aquilana fresca di vittoria al Fotografia Festival internazionale di Roma, a raccontare, per prima, con una metafora calcistica la vita nel capoluogo abruzzese durante il periodo di ricostruzione post-sisma. E poi le illustrazioni di Tatiana Arocha, profondamente legate all’immaginario del suo paese di origine, la Colombia; le fotografie di Clara Vannucci sulla sezione femminile di Rikers Island, il carcere più grande della città di New York; la narrazione leggera e surreale del duo bolognese To/Let; un estratto dal reportage fotografico di Claudia Borgia che indaga le contraddizioni esistenti in Iran. Infine le opere astratte e naturalistiche di Deanna Lee, le griglie urbane di Pierpaolo Mancinelli e il Telemaco di Giampiero Marcocci, personaggio dell’Odissea, simbolo di coraggio, cambiamento e passione. Dal 2014 Off Site Art ha installato sulle facciate degli edifici della ricostruzione più di quaranta gigantografie di opere di artisti emergenti: ora queste nuove opere contribuiscono a innestare un virus creativo finalizzato a spezzare la monotonia visiva del cantiere più grande d’Europa e a rilanciare la città in un circuito internazionale di arte contemporanea.

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