Una nuova biennale in Australia racconta l’arte nazionale emergente. Ma solo per tre edizioni

Si chiama The National, New Australian Art, e ospita 50 artisti midcareer ed emergenti che raccontano la nuova arte australiana. Ma durerà solo per tre edizioni, ricordando la defunta mostra Perspecta

The Swamp, di Zanny Begg
The Swamp, di Zanny Begg

In principio era la Biennale di Sydney, la rassegna che ormai ha raggiunto la sua ventesima edizione, verso il 2017, raccontando dal punto di vista australiano – e del curatore prescelto – la scena internazionale dell’arte contemporanea. Ma non era abbastanza. Ecco perché nella primavera del 2017, la città presenterà un nuovo progetto che guarda all’interno dei confini nazionali. Si chiama The National: New Australian Art e sarà una nuova manifestazione biennale che si focalizzerà sull’arte contemporanea australiana emergente, come spiega il nome stesso. Tre le location previste: l’Art Gallery di New South Wales, Carriageworks e il Museo di Arte Contemporanea Australiana.

THE GENERATIONAL
Assomiglia un po’, anche se lontanamente, alla Triennale del New Museum di New York nata come The Generational: Younger than Jesus nel 2012, poi sviluppatasi con altri concept, ma mantenendo la vocazione generazionale. La mostra australiana non fa esplicitamente riferimento all’età dei partecipanti (indicativamente contrassegnati come emergenti e midcareer), quanto alla qualità innovativa delle idee. Inoltre, almeno al momento, la mostra è stata concepita per durare sei anni, in tre edizioni da qui al 2021. Opere inedite e commissioni pensate apposta per il progetto saranno protagoniste senza distinzioni di mezzo, da video a sculture, da installazioni a pittura. Tra gli artisti Zany Begg, Matthew Bradley, Marco Fusinato, Khaled Sabsani, Agatha Gothe-Shape, in un computo finale di circa 50 partecipanti. Ma non è una idea nuovissima, questa di The National, che sembra richiamare la rassegna Perspecta, una manifestazione molto popolare nata nel 1981 che aveva obiettivi simili, ma che purtroppo non sopravvisse al 1999. E che ora rinasce con questo nuovo format.

Santa Nastro

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.