Il Ministero della Cultura compra l’Astra di Verona. Il cinema sotto il quale è stata scoperta “una piccola Pompei”
Sotto lo storico cinema cittadino, inaugurato nel 1937, vent’anni fa fu rinvenuto un vasto complesso di età imperiale, ancora oggetto di studio, che fa del sito un caso di complessità archeologica da valorizzare. Lo Stato investirà 7 milioni e mezzo per la riapertura della sala e la realizzazione di un moderno polo museale
L’acquisto appena concluso dal Ministero della Cultura porta a Verona, nei locali dell’ex Cinema Astra, finora di proprietà della famiglia D’Ignazio. Un’operazione importante volta non solo a recuperare e valorizzare uno degli spazi culturali più significativi della città, inaugurato nel 1937, e per anni frequentatissima sala cinematografica.
L’ex Cinema Astra che nasconde la Pompei veronese
Nel 2004, infatti, nel tentativo di ampliare la struttura con la realizzazione di una multisala interrata, furono avviate alcune indagini archeologiche che rivelarono l’esistenza, sotto il pavimento della platea del piano rialzato, di un vasto complesso di età imperiale esteso per tutta la superficie, con murature conservate per più di un metro di altezza, decorate da intonaci parietali e munite di impianti di riscaldamento. L’analisi e lo studio dei reperti è in corso, ma ancora poco chiare sono le funzioni del complesso – situato appena all’esterno delle mura urbiche di Verona in un isolato delimitato dalla via Postumia e dalla via Claudia Augusta – che non presenta né le caratteristiche tipiche di una domus, né quelle di un edificio termale., Costruito presumibilmente in età augustea, l’edificio rimase in uso fino a fine III – inizio IV secolo d.C., quando fu distrutto da un incendio del quale rimane testimonianza in alcuni livelli di crollo dei soffitti dipinti. Ancora valida è l’ipotesi che si trattasse di una struttura dedita all’ospitalità e all’accoglienza, articolata in oltre 20 ambienti, molti dei quali con pavimenti decorati e affreschi parietali, che in alcuni punti si trovano in ottimo stato di conservazione. Il sito fu oggetto di spoliazioni avvenute tra tardo-antico e medioevo e obliterato da riempimenti contenenti materiali edilizi e l’ultima campagna di scavo ne ha rilevato il notevole interesse archeologico.

La valorizzazione dell’ex Cinema Astra come obiettivo del Ministero della Cultura
Ecco perché, come spiega il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, l’acquisto dell’ex Cinema da parte del MiC è strategico: “Verona si riappropria di un cinema storico, al di sotto del quale si trova un complesso edilizio romano di età imperiale, una piccola Pompei, che non resterà inerte e muta, ma diventerà un luogo di socialità e sede del racconto della storia di Verona”. Ma il recupero dell’immobile è finalizzato anche a riaprire al pubblico la sala cinematografica (chiusa ormai da più di vent’anni), per “condividere la visione di pellicole cinematografiche in un contesto di assoluto rilievo architettonico e al tempo stesso, ammirare i meravigliosi resti della città romana alle porte di quella moderna. Uno scrigno di storia bellissimo, ricco di decorazioni straordinarie, dove cultura e ricerca prenderanno vita insieme”.
Il progetto di recupero “Per Aspera ad Astra”
Il Ministero investirà 7 milioni e mezzo di euro per la rigenerazione del Cinema Astra, nell’ambito di un progetto ribattezzato Per Aspera ad Astra, che trasformerà la struttura in un polo museale moderno, integrando la tutela del sito archeologico con le nuove tecnologie espositive. L’intervento preserverà l’architettura originale, creando un’esperienza di visita unitaria, con poltrone e sedie tutt’intorno agli scavi, e un grande schermo per proiezioni. I lavori dovrebbero protrarsi per quattro anni.
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