Nel 2026 la magia dei tarocchi incanterà Bergamo con una mostra-evento

Per la prima volta dopo più di un secolo, all’Accademia Carrara verrà riunito il mazzo Colleoni ora diviso tra il museo bergamasco, la Morgan Library di New York e una collezione privata. Attorno a questo evento, si costruisce un percorso che indaga la storia dei tarocchi tra il Quattrocento e il presente

A febbraio 2026, a Bergamo, aprirà una grande mostra sui tarocchi, oggetti che ancora oggi sanno affascinare e portare un po’ di magia nelle nostre vite. Tra il 27 febbraio e il 2 giugno, infatti, all’Accademia Carrara si terrà TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna: già il titolo racconta il percorso espositivo che ripercorre la storia e l’evoluzione di queste carte dal Quattrocento al presente.

“TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna”: la mostra-evento a Bergamo

Curata da Paolo Plebani e anticipata da Maria Luisa Pacelli, direttrice dell’Accademia Carrara di Bergamo, e Paolo Plebani, conservatore del museo, la mostra prevede importanti prestiti internazionali ed è realizzata in collaborazione con la Morgan Library di New York, che conserva 35 delle 74 carte oggi rimaste del cosiddetto mazzo Colleoni (risalente alla metà del XV Secolo), che in origine contava 78 pezzi. Tutti i tarocchi della Morgan Library arriveranno a Bergamo per riunirsi con i 26 del museo cittadino e i 13 della collezione privata della famiglia bergamasca che dà il nome al mazzo. È una storica “reunion familiare”, come l’ha definita Marianne Costa, coautrice del libro La via dei tarocchi con Alejandro Jodorowsky, presente a Casa Fornasetti insieme ai rappresentanti della Carrara. Altre carte appartenenti ad altri mazzi saranno prestate da istituzioni come la Bibliothèque Nationale de France di Parigi, la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University e la Biblioteca Nazionale di Firenze.

Nel 2026 la magia dei tarocchi incanterà Bergamo con una mostra-evento
Antonio Cicognara, Tarocchi, Il Mondo (1455-1480; cartone, 176 x 87 mm; Bergamo, Accademia Carrara)

La storia del gioco dei tarocchi

L’origine di queste carte è dibattuta e c’è chi pensa siano nate nell’antico Egitto o forse in Cina, ma probabilmente è da ricercare nelle corti italiane del Tre- e Quattrocento. La particolarità dei tarocchi è che alle carte “numeriche” si aggiungono i cosiddetti Trionfi, anche chiamati Arcani maggiori. Sono quelli a cui noi oggi pensiamo quando parliamo di tarocchi: l’Imperatore, la Ruota di fortuna, la Stella, la Giustizia, solo per citarne alcuni. Anche le radici del nome sono incerte, ma è nel 1505 che il termine “tarocco” appare per la prima volta e in due luoghi diversi nel giro di pochi mesi: prima in Francia, poi in Italia. Inizialmente tutte le carte erano usate per giocare, ma nel XVIII Secolo oltralpe i tarocchi si legarono al mondo dell’occultismo e alla cartomanzia.

Nel 2026 la magia dei tarocchi incanterà Bergamo con una mostra-evento
Antonio Cicognara, Tarocchi, La Luna (1455-1480; cartone, 176 x 87 mm; Bergamo, Accademia Carrara)

La mostra di Bergamo indaga i tarocchi tra passato e presente

Il percorso espositivo di TAROCCHI. Le origini, le carte, la fortuna ripercorre secoli di storia e partendo dalle origini nelle corti della prima età moderna arriva fino al Novecento. Nel XX Secolo sono stati numerosi gli artisti e le personalità del mondo della cultura a farsi coinvolgere e affascinare dai tarocchi. Per esempio, nel 1955 Leonora Carrington (Clayton Green, 1917 – Città del Messico, 2011) – che proprio in questi mesi viene celebrata a Milano con una mostra a Palazzo Reale – disegnò il proprio mazzo con i 22 Trionfi che utilizzò per anni per praticare la cartomanzia. Anche Niki de Saint-Phalle (Hauts-de-Seine, 1930 – San Diego, 2002) rimase affascinata da queste carte, tanto da renderle protagoniste del suo Giardino dei Tarocchi nei pressi di Capalbio, in Toscana.

Nel 2026 la magia dei tarocchi incanterà Bergamo con una mostra-evento
Bonifacio Bembo, Tarocchi, Due di coppe (1455-1480; cartone, 176 x 87 mm; Bergamo, Accademia Carrara)

TAROCCHI. Le ragioni di una mostra

Come ha spiegato il curatore Paolo Plebani, la mostra nasce di fatto nel 2021 grazie a un progetto di tutela e valorizzazione congiunta del mazzo Colleoni tra Bergamo e New York. Gli studi condotti sulle carte si sono, poi, evoluti in un’idea più ampia, quando chi li stava portando avanti si è accorto dell’interesse che l’aura dei tarocchi suscita ancora oggi in molte persone. A metà tra storia della cultura e affascinante mistero, la mostra di Bergamo scoprirà letteralmente le carte in tavola, promettendo di sorprendere tutti.

Vittoria Caprotti

Libri consigliati:
(Grazie all'affiliazione Amazon riconosce una piccola percentuale ad Artribune sui vostri acquisti)

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti

Vittoria Caprotti (Voghera, 1998) è laureata in Storia dell'Arte Medievale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Da giugno 2024 lavora a Casa Testori occupandosi della comunicazione; dell'organizzazione di mostre, eventi e laboratori; dello spazio espositivo La Collezione -…

Scopri di più