A Fano gli scavi portano alla luce i basamenti di grandi colonne. Si tratta della Basilica di Vitruvio

L’architetto cita nel De Architectura la basilica da lui costruita nella cittadina marchigiana, in età augustea. Ma resti dell’edificio non sono mai stati rinvenuti, nonostante innumerevoli tentativi. Ora la soluzione sembra arrivare da piazza Andrea Costa. Per il Ministro Alessandro Giuli è una scoperta eccezionale

Da oltre 2000 anni aspettavamo questa scoperta e oggi possiamo dire di aver trovato la Basilica di Vitruvio”. Le parole del sindaco di Fano, Luca Serfilippi, sono emblematiche di quanto la conferma della scoperta dell’antica Basilica di Vitruvio, nel centro della cittadina marchigiana, sia un evento di portata eccezionale. Strenuamente perseguito dalla comunità scientifica, che nella possibilità di rinvenire l’unica opera che Marco Vitruvio Pollione dichiara esplicitamente di aver progettato e costruito personalmente (descrivendola nel suo trattato De Architectura) ha continuato a credere nonostante diversi tentativi non andati a segno.

La ricerca della Basilica di Vitruvio a Fano

L’ultimo, nel marzo del 2023, quando il cantiere di ristrutturazione di una palazzina nel centro di Fano (ironia della sorte, proprio in via Vitruvio), portava accidentalmente alla luce i resti di quello che si ipotizzò essere stato un imponente edificio pubblico, decorato su pareti e pavimenti con marmi preziosi, importati dalla Grecia e dall’Asia Minore. Gli scavi avevano permesso di individuare cinque ambienti, con muri conservati in alzato per due metri: solo parte di un complesso più articolato, che però risultava inaccessibile per la presenza di palazzi moderni. A far propendere per l’identificazione con l’edificio progettato da Vitruvio, in una città che conserva svariate testimonianze archeologiche della monumentalizzazione promossa dall’imperatore Augusto, fu innanzitutto la datazione dei resti, fissata intorno alla fine del I secolo a.C., compatibile con il periodo di riferimento per la presenza dell’architetto a Fano. Ma anche l’intuibile importanza dell’edificio, che per collocazione, tipologia della struttura, ricchezza della pavimentazione e diffusa presenza di coperture marmoree doveva essere un luogo simbolo della vita pubblica nell’antica Fano. Suggestione mai confermata, anche se il sito è in procinto di essere acquisito dalla Stato per proseguire le indagini. Mentre diversi studiosi hanno continuato a propendere, fino a oggi, per una collocazione della basilica nell’area ipogea del convento di Sant’Agostino.

Vitruvio e la basilica ideale realizzata a Fano

Nel suo De Architectura, trattato latino seminale nel definire la progettazione architettonica del mondo occidentale e fonte preziosa per risalire alle tecniche costruttive utilizzate dai Romani, Vitruvio dedicò capitoli tematici a diverse tipologie di edifici. E nell’illustrare la basilica – in epoca classica destinata a usi civili – il teorico dell’architettura più famoso di tutti i tempi fornì al lettore un esempio concreto, descrivendo quella da lui progettata a Fano osservando determinate proporzioni. Mai prima d’ora, nonostante ricerche approfondite e reiterate promosse sin dal Cinquecento, si era riusciti a identificare con certezza l’edificio in questione, da secoli considerato uno degli enigmi più affascinanti della storia dell’archeologia.

La ricostruzione in piante delle antiche strutture murarie rinvenute nell'area di piazza Andrea Costa
La ricostruzione in piante delle antiche strutture murarie rinvenute nell’area di piazza Andrea Costa

Le colonne ritrovate in piazza Costa sono della Basilica di Vitruvio

Ora la soluzione sembra arrivare dai lavori di ripavimentazione in corso in piazza Andrea Costa, proprio nel cuore dell’abitato, che hanno fatto emergere le basi di alcune colonne romane di grandi dimensioni (circa cinque piedi romani di diametro – 147–150 cm – e alte circa 15 metri), compatibili con la descrizione vitruviana della basilica, rivestite all’esterno di blocchetti di pietra arenaria e all’interno di conglomerato cementizio. Ma anche pianta, orientamento e proporzioni dell’edificio coinciderebbero con la indicazioni annotate nel volume. La scoperta “rappresenta veramente qualche cosa di eccezionale nella storia dell’archeologia, dell’architettura e della morfologia della città di Fano, di cui già avevamo colto un’enorme importanza”, spiega il ministro della Cultura Alessandro Giuli in videocollegamento alla conferenza stampa di presentazione indetta per divulgare l’annuncio. E segna uno spartiacque per l’archeologia e per la storia dell’architettura occidentale. Anche per il Centro di Studi Vitruviani si tratta di una “notizia davvero straordinaria, storica, che accende su Fano i riflettori di tutto il mondo“. Ulteriori indagini archeologiche finanziate con fondi del PNRR si svolgeranno nelle prossime settimane per raggiungere una maggiore profondità: “La Soprintendenza vuole comprendere” spiega l’assessore ai Lavori pubblici, Gianluca Ilari “come e dove si incrociano le strutture circolari e i muri romani con quelli di epoche più recenti“. Ma, come sottolinea il Soprintendente Andrea Pessina, “le scoperte di oggi, con l’identificazione certa della posizione della Basilica Vitruviana, sono di un’importanza straordinaria: non solo per la storia degli studi e per la comunità scientifica, ma anche perché aprono nuove e concrete prospettive sul patrimonio archeologico della città di Fano. Oggi, finalmente, abbiamo una chiave di lettura decisiva anche per interpretare evidenze note da anni, come l’edificio sotto Sant’Agostino, e per mettere in relazione in modo più chiaro tracce, strutture e testimonianze del nostro passato. È l’inizio di una nuova stagione di ricerca: più consapevole, più precisa, più ambiziosa”.

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