Continua l’evoluzoine del museo MAUTO di Torino. “Arte, archivi aperti e officine didattiche”: intervista alla direttrice

Dalla mostra “Serie Limitata” al progetto “Convergenze”, passando per la prima monografica italiana dedicata all’artista britannico Gerald Laing: la direttrice Lorenza Bravetta racconta la strategia dei prossimi due anni


Confermata alla guida del Museo Nazionale dell’Automobile di Torino per altri due anni, Lorenza Bravetta traccia il bilancio di una gestione che ha radicalmente trasformato l’istituzione torinese, aprendola ai linguaggi dell’arte contemporanea, alla fotografia e alla committenza per le giovani generazioni. Tra grandi sinergie istituzionali, archivi aperti e la nascita di un’officina meccanica didattica, ecco come il MAUTO continua a “cambiare marcia”. Abbiamo intervistato la direttrice in occasione dell’apertura della nuova stagione espositiva dedicata al dialogo tra arti visive e cultura dell’automobile attraverso tre mostre: Serie Limitata. Paesaggi mobili in fotografia, Gerald Laing – Full Speed, Convergenze.

Intervista alla direttrice del MAUTO Lorenza Bravetta

Partiamo dalla mostra “Serie Limitata. Paesaggi mobili in fotografia”. Che cosa ci raccontano concretamente questi scatti sul nostro modo quotidiano di vivere e di attraversare il paesaggio?
Senz’altro la mia esperienza pregressa, sia a Magnum Photos sia nelle successive tappe dedicate alla fotografia, ha inciso profondamente sul mio bagaglio culturale e, di conseguenza, sul modo di dirigere e interpretare il Museo Nazionale dell’Automobile. Tra automobile e fotografia esistono straordinarie convergenze e punti di contatto: sono due dispositivi meccanici nati nello stesso periodo storico, che beneficiano delle medesime innovazioni e che, soprattutto, ci mettono nella condizione di vedere e fruire il mondo da prospettive sempre nuove. Questa riflessione ha dato vita alla mostra che vediamo oggi, ma supporta anche un impiego più esteso della fotografia all’interno del riallestimento del museo, nelle mostre passate e future, nonché nella valorizzazione della fotografia documentale dei nostri archivi per raccontare la storia dell’automobile. La fotografia, in tutte le sue forme, è ormai parte integrante dell’identità di questo museo.

Il cambio di passo del MAUTO di Torino

Negli ultimi tre anni il MAUTO ha impresso un cambio di passo decisivo, aprendosi all’arte contemporanea. Tra le mostre, le collaborazioni con Fondazione Sandretto Re Rebaudengo e con il MAXXI, qual è la strategia a lungo termine per rendere viva la collezione e generare nuovo pensiero?
Diversificare e interpretare l’automobile non come un oggetto fine a se stesso, ma come uno strumento di rilettura della storia moderna e contemporanea, ci permette di attrarre pubblici differenti: visitatori che magari non verrebbero a vedere l’auto esclusivamente come opera di design, ma che sono interessati a comprenderla all’interno delle trasformazioni sociali, politiche ed economiche. Per me è fondamentale che l’istituzione museale sia un luogo di poiesi, ovvero uno spazio in cui avviene una vera e propria trasformazione e la creazione di qualcosa di nuovo, frutto della relazione tra chi osserva e l’oggetto custodito. Le nostre vetture vengono così rilette attraverso le arti visive, e in futuro, perché no, anche attraverso teatro, musica, letteratura, filosofia o moda. L’obiettivo è stimolare i visitatori con sollecitazioni inaspettate, dando vita a un dialogo critico che trasformi un luogo di conservazione del passato in un centro di produzione contemporanea “qui e ora”.

Questo approccio si concretizza nel progetto “Convergenze”, articolato in tre direzioni chiave. Come si sviluppano e come vengono selezionati i protagonisti?
Il progetto Convergenze si muove appunto su tre filoni distinti: ogni anno ospitiamo un’istituzione esterna con una selezione di opere in dialogo con la nostra collezione. Lo scorso anno abbiamo collaborato con la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, mentre quest’anno con il MAXXI abbiamo scelto il tema del paesaggio, un elemento centrale per entrambe le collezioni. In parallelo, affidiamo a un artista contemporaneo una “carta bianca” per lasciarsi ispirare dalla nostra collezione e creare un’opera d’arte destinata ad arricchire in modo permanente il patrimonio del MAUTO. E poi c’è l’impegno concreto a favore della ricerca giovanile. Offriamo risorse e supporto a giovani autori che muovono i primi passi affrontando i temi della mobilità in senso ampio. Per quanto riguarda la selezione, riceviamo moltissime candidature spontanee, a cui si aggiunge il lavoro di scouting sul campo condotto da me, da Giacinto Di Pietrantonio e dai colleghi. Il fatto che molti artisti ci cerchino direttamente è un segnale estremamente positivo: dimostra che il MAUTO è percepito a tutti gli effetti come un centro vivace di produzione culturale.

Continua l’evoluzoine del museo MAUTO di Torino. “Arte, archivi aperti e officine didattiche”: intervista alla direttrice
MAUTO, Convergenze. ©BinJia

I programmi per il 2027-2028 di Lorenza Bravetta per il MAUTO

La sua riconferma per i prossimi due anni garantisce continuità. Quali sono i programmi per il 2027-2028?
La programmazione espositiva principale è già definita con largo anticipo, pur lasciando un minimo margine all’improvvisazione. Il grande progetto dei prossimi anni riguarda il completamento del percorso di riallestimento e di valorizzazione degli spazi del museo. Entro il biennio 2027-2028 interverremo sulla parte documentaria e di ricerca: il Centro Archivi verrà completamente riorganizzato e aperto al pubblico per una fruizione libera e gratuita. Inoltre, al piano terra del museo nascerà un’officina meccanica interna.

Cosa vi permetterà di fare la nuova officina?
Fino ad oggi i restauri delle vetture d’epoca venivano prevalentemente esternalizzati per mancanza di uno spazio dedicato; con la nuova officina potremo svolgere questi interventi in casa e trasformarli in un’opportunità educativa per il pubblico. Organizzeremo workshop e settimane formative dedicate al motore, alla meccanica e alla carrozzeria. Sarà un cantiere aperto e pedagogico, sulla scia di esperienze come Cuore in Triennale o il Centro Restauro della Venaria Reale, dove peraltro abbiamo già al secondo piano il cantiere visibile per il restauro della storica carrozza a vapore Virginio Bordino del 1854. Con questi nuovi spazi di servizio e fruizione contiamo di concludere un profondo percorso di aggiornamento e trasformazione del museo.

Claudia Giraud

MAUTO Museo Nazionale dell’Automobile
Corso Unità d’Italia 40, Torino

Serie Limitata. Paesaggi mobili in fotografia fino al 4 aprile 202

Gerald Laing – Full Speed fino al 7 marzo 2027

Convergenze 2026 fino al 28 ottobre 2027

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Claudia Giraud

Claudia Giraud

Nata a Torino, è laureata in storia dell’arte contemporanea presso il Dams di Torino, con una tesi sulla contaminazione culturale nella produzione pittorica degli anni '50 di Piero Ruggeri. Giornalista pubblicista, iscritta all’Albo dal 2006, svolge attività giornalistica per testate…

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