Trecento opere e 143 artisti: il museo della natura di Parigi festeggia 400 anni
Dal 23 settembre 2026 al 7 marzo 2027 il Jardin des Plantes ospita “Artists at the Museum”, la mostra che riunisce le opere di quaranta artisti contemporanei tra disegni, sculture, dipinti, film e architetture. Tutte le informazioni
Prima ancora di essere un museo, è stato un giardino. E prima ancora di diventare uno dei principali centri europei per lo studio della natura, è stato un luogo in cui osservare, classificare e rappresentare il mondo vegetale. La storia del Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi comincia il 6 gennaio 1626, quando Luigi XIII istituisce con un editto il Giardino Reale delle piante medicinali, nucleo originario dell’attuale Jardin des Plantes.
Il 2026 non ripercorre solo la storia del museo ma la rilegge con il programma 1626-2026: 400 anni di avventure scientifiche per illuminare il domani, tra attività, laboratori e talk. A inaugurarlo è Artists at the Museum, mostra curata da Marie-Julie Chastang, Aude Pinguilly e Manon Toulemont e attesa il 23 settembre che racconta la liaison tra arte e scienza con le opere di quaranta artisti contemporanei (e visibile sino al 7 marzo 2027).
Il Museo Nazionale di Storia Naturale di Parigi festeggia 400 anni con una mostra tra arte e scienza
Ospitata nella Grande Galleria dell’Evoluzione del Jardin des Plantes, la mostra attraversa quattro secoli di incontri tra artisti e naturalisti, mettendo insieme pitture, disegni, fotografie, sculture, film e architetture. Artisti al Museo parte da alcune domande apparentemente semplici ma tutt’altro che scontate: chi sono gli artisti che hanno attraversato la storia del Museo? Come hanno lavorato insieme ai ricercatori? E cosa accade quando l’immagine scientifica smette di essere soltanto uno strumento di documentazione e diventa anche interpretazione?
A lungo considerato come un osservatorio sulla natura esotica nel cuore di Parigi, il Giardino Reale offriva agli artisti – tra cui spiccano anche Eugène Delacroix e Gustave Moreau – la possibilità di vedere da vicino specie e piante provenienti da luoghi lontani grazie alle sue serre e alle sue gallerie. Non solo, gli artisti collaboravano con i naturalisti alla rappresentazione di animali, piante e minerali, contribuendo alla costruzione di immagini destinate alla ricerca e alla divulgazione.
Il percorso riunisce queste testimonianze arrivando fino al presente con le opere di 40 artisti contemporanei, tra cui Enki Bilal, Ali Cherri, Anne Fontaine, Nicolas Floc’h, Sarah Moon, Ernest Pignon-Ernest, Daria Schmitt e Roger Swainston.
Dal Giardino Reale delle piante medicinali al museo
Nel 1626 nasce il Giardino Reale delle piante medicinali e, nel 1635, un testo fondante ne conferma la creazione. L’inaugurazione arriva solo nel 1640 e da quel momento il Jardin des Plantes comincia ad allargare progressivamente il proprio campo d’azione, diventando un centro dedicato allo studio, all’esplorazione e alla diffusione della conoscenza della natura.
Nel Settecento arriva la stagione di Georges-Louis Leclerc, conte di Buffon, intendente del Giardino per quasi cinquant’anni. Sotto la sua direzione aumentano le collezioni provenienti dalle esplorazioni e cresce il prestigio dell’istituzione, che si circonda di alcuni dei principali studiosi dell’epoca. Buffon ne raddoppia inoltre la superficie, contribuendo a trasformare il Giardino in un centro scientifico di riferimento.
Alla sua morte, nel 1788, il mondo che aveva contribuito a costruire è ormai alla vigilia della Rivoluzione francese. Sarà André Thouin, suo collaboratore e braccio destro, a gestire la transizione verso una nuova forma istituzionale. Il 10 giugno 1793 la Convenzione decreta la nascita del Museo Nazionale di Storia Naturale.
È l’inizio di una nuova fase. Grazie alle sue collezioni e alla presenza di importanti studiosi, il Museo diventa uno dei grandi centri europei per le scienze naturali, raggiungendo una posizione di rilievo sulla scena nazionale e internazionale. La cosiddetta “età dell’oro” lascia però spazio, fino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, a una serie di profonde trasformazioni. Nel Novecento il Museo comincia a espandersi ben oltre il Jardin des Plantes. Giardini botanici, stazioni marine, siti di scavo e riserve zoologiche entrano progressivamente nella sua rete e, nel 1934, apre il Parc zoologique de Paris, nel 1938 il Musée de l’Homme e infine, nel 1994, arriva la Grande Galleria dell’Evoluzione, destinata a diventare uno degli spazi della nuova stagione museale.
Il museo come archivio dello sguardo
Le collezioni custodite nel Museo sono il risultato di esplorazioni, ricerche e acquisizioni che hanno progressivamente costruito uno dei grandi patrimoni scientifici dedicati alla natura. Tra questi ci sono i vélins, le celebri opere su pergamena conservate dal Museo. È proprio a questo patrimonio che si ispira la prima grande trasformazione del Jardin des Plantes prevista per l’anniversario: tra marzo e maggio 2026 la grande prospettiva del Giardino si riempie di composizioni floreali ispirate alla collezione, con particolare riferimento alle opere di Pierre-Joseph Redouté e Nicolas Robert. In estate il Giardino cambia nuovamente volto e porta in primo piano la “gastronomia dei semplici”, con una selezione di piante utilizzate in cucina e in fitoterapia, il cui culmine è previsto nel settembre 2026.
Nel frattempo il programma dei 400 anni continua dentro e fuori gli spazi espositivi: la Festa della Natura, i Rendez-Vous Nature, le Giornate del Patrimonio e la Festa della Scienza riportano il pubblico al centro del Museo. A questi appuntamenti si aggiunge un nuovo programma di scienze partecipative dedicato agli insetti, insieme a contenuti digitali che per tutto l’anno raccontano la storia dell’istituzione e delle figure che ne hanno segnato il percorso.
Valentina Muzi
Artists at the Museum
Museo Nazionale di Storia Naturale – 57 Rue Cuvier, 75005 Parigi
Dal 23 settembre 2026 al 7 marzo 2027
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