Pittura e musica non sono poi così distanti. L’artista Michele Lombardelli a Milano 

Quella di Michele Lombardelli è una pittura fatta di geometria, suono e colore: un lavoro rigoroso che allo Spazio Leonardo di Milano si mostra al pubblico e si lascia guardare quanto ascoltare

Partiture sottrattive è il titolo della mostra personale di Michele Lombardelli (Cremona, 1968) presso lo Spazio Leonardo di Milano, organizzata dalla galleria UNA di Piacenza. La semplicità delle opere, in cui il colore è solo uno dei protagonisti, non deve trarre in inganno. Si tratta di una riflessione sul significato della pittura. Quello di Lombardelli è un lavoro concettuale di puntualità matematica.  

La mostra di Michele Lombardelli a Milano 

La prima opera dalla quale veniamo accolti è un grande wall painting formato da tre ampie campiture con i colori secondari, l’arancione, il viola e il verde, frutto della sovrapposizione dei colori primari secondo la logica sottrattiva: giallo e rosso per l’arancio, rosso e blu per il viola, blu e giallo per il verde. Su di essi sono posti dei dipinti astratti. “Dipinti che si comportano come partiture geometriche, sequenze silenziose che dialogano con il fondo cromatico e con il suono diffuso nell’ambiente: quattro diapason con differenti frequenze generano un campo acustico sottile e vibrante, che trasforma lo spazio in un luogo di ascolto”, spiega l’artista. La pittura si muove parallelamente alla musica.  

Musica e pittura nel lavoro di Michele Lombardelli 

Lombardelli crea, infatti, in questa mostra un serrato dialogo tra due ambiti che gli sono propri: la pittura e la musica. Un altro grande wall painting azzurro ospita una serie di disegni colorati di piccolo formato, si agisce per sovrapposizione, si tratta di strati come in altri suoi lavori. Il pensiero è di natura cromatologica, con un chiaro riferimento agli studi delle avanguardie storiche del XX Secolo: dal Quella di Michele Lombardelli è una pittura fatta di geometria, suono e colore: un lavoro rigoroso che allo Spazio Leonardo di Milano si mostra al pubblico e si lascia guardare quanto ascoltare  a De Stijl. Piet Mondrian è uno dei suoi punti di riferimento. Proporre oggi una mostra di questo tipo è per certi versi rivoluzionario. Nessuna provocazione, nessuno scalpore. Si va molto oltre alla superficie per giungere alla profondità dei fenomeni.  

La rigorosa geometria di Michele Lombardelli da Spazio Leonardo 

Ci troviamo di fronte a partiture geometriche di estrema precisione, in cui ci si perde nel silenzio della pittura e ci si ritrova attraverso il suono diffuso nell’ambiente composto dall’artista stesso. È questa una mostra che apre a riflessioni ulteriori in cui lo spettatore ha libertà di azione. È un lavoro sui minimi, sull’essenza che impone l’ascolto, l’attenzione in un momento di eccessiva e quasi imposta distrazione.  
 
Angela Madesani  

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Angela Madesani

Angela Madesani

Storica dell’arte e curatrice indipendente, è autrice, fra le altre cose, del volume “Le icone fluttuanti. Storia del cinema d’artista e della videoarte in Italia”, di “Storia della fotografia” per i tipi di Bruno Mondadori e di “Le intelligenze dell’arte”…

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