Tutto l’oro della grande artista Carla Accardi in mostra alla Galleria dello Scudo di Verona 

Trame arabescanti, segni di luce, ragnatele spazio-temporali. Verona ospita una mostra di Accardi con opere realizzate tra il 1965 e il 1965 (e altre sperimentazioni fino al 1969). Con uno sguardo all’Oriente, a Palermo e alle antiche tradizioni

Un biennio di sperimentazione di Carla Accardi (Trapani, 1924 – Roma, 2014) è in mostra (con gli opportuni risultati a venire) alla Galleria Dello Scudo di Verona in una collaborazione con l’Archivio Accardi Sanfilippo, con una selezione importante e rara eseguita tra il 1964 e il 1965. Opere preziose che hanno come filo conduttore l’utilizzo dell’oro e dell’argento, che si intersecano nelle grafie note della artista costruendo sulla tela e sul sicofoil trame di luce, ragnatele spazio-temporali realizzate in forma totalmente inedita. 

La mostra di Carla Accardi a Verona 

“Considero già fortissimo e pronunciato l’interesse per la proiezione ambientale nell’opera di Carla Accardi sin da questi dipinti in cui l’emanazione di luce risultante dall’accostamento di colori aventi la stessa forza invade realmente lo spazio e lo occupa sia pure con la luminosità”, scriveva di lei Bruno Corà nel 1985 sulle pagine di Flash Art, andando a documentare questa svolta pregiata nell’opera dell’artista, che aggiunge una componente ieratica al suo fare sperimentale. Arriva quasi alla tarsia, infatti, nell’opera Scacchiera oroverde, opera realizzata proprio nel 1965 e poi esposta insieme ad altre 22 alla Galerie Stadler di Parigi, con una risultante che attraversa le epoche e rievoca nelle superfici la storia dell’arte italiana. O nelle soluzioni che mettono insieme oro e argento, alle quali Accardi giunge nell’anno della personale alla XXXII Biennale di Venezia, nel 1964, conquistando quella brillanza per dirla con Gillo Dorfles che porta a mirabili accensioni cromatiche. 

Oroargento mostra di Carla Accardi a Verona, installation view
Oroargento mostra di Carla Accardi a Verona, installation view

Le opere di Carla Accardi in mostra 

Le opere in mostra, provenienti dalla collezione dell’artista, hanno in larga parte curricula di pregio, essendo state esposte in Italia e all’estero in molteplici occasioni documentate.  Verona ospita, uscendo dai due anni chiave di questa sperimentazione anche un trittico in sicofoil del 1967, realizzato a progetto di un grande bassorilievo in alluminio satinato destinato alla FAO nella sede romana alle Terme di Caracalla. Come nelle tele esposte è la luce a guidare l’occhio dello spettatore, giocando qui però sulle trasparenze. Completa il percorso espositivo una serie di tempere su tela del 1969, lasciando emergere con leggerezza i preziosi, in vortici, arabeschi, e segni a volte appena accennati a volte incisivi, su tinte forti, dal lilla al verde, dal rosa a viola, marcando sul contrasto. 

L’esposizione alla Galleria dello Scudo 

Ma se di contrasto parliamo i pezzi forti sono senz’altro le grandi tele Ororosso (Oriente n.1) e Oroblu (Oriente n.2), entrambi del 1965, dove il riferimento a terre lontane è già esplicitato nei titoli come nel porpora e nel blu che fanno da cuscino agli ori di Accardi. Il richiamo è alla Sicilia amata e vissuta dall’artista, come scrisse giustamente Marianne Brouwer in occasione dell’antologica alla Galleria Civica di Modena del 1989, “Quando guardo le sue opere ho la sensazione di confrontarmi con un’antica tradizione, a cui va fatta risalire questa concezione della luce, o piuttosto questa esperienza della luce. Mi vengono in mente, infatti, quei mosaici persiani attraversati da una calligrafia che si estende all’infinito; le cupole luminose delle moschee arabe, e le iscrizioni che ne coprono, tutto intorno, le pareti. Questo non vuole essere semplicemente un paragone estetico, ma anche un interrogativo filosofico… la qualità della luce…  è l’immagine della verità terrena”. E qui la storia dell’arte, si fonde con la vita. 

Santa Nastro 

Artribune è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati

Santa Nastro

Santa Nastro

Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è vicedirettore di Artribune. Dal 2015 è Responsabile della Comunicazione di…

Scopri di più