Tra ricerca, ascolto e sostenibilità. La mostra dello street artist Ache77 a Firenze
Riunisce oltre settanta opere la mostra dedicata allo street artist romeno negli spazi di Street Levels Gallery, a cui si aggiunge una nuova collaborazione con Ginarte, brand toscano di dry gin per una serie di bottiglie d'artista
Fondata a Firenze nel 2016 da Sonia Bonacchi, Gianluca Milli e lo street artist Ache77, la Street Levels Gallery esplora le molteplici declinazioni dell’arte urbana, approfondendone le interazioni con lo spazio pubblico ed espositivo.
Nel corso dei primi dieci anni di attività, la galleria ha dedicato mostre e progetti a figure che hanno lasciato un segno nella street art, come James Vega, Miles, Nian, Guerilla Spam e lo stesso Ache77, che torna protagonista con oltre settanta opere nella mostra Ecce Homo, Ecce Eva (Quelli che si ricordano), visibile fino all’11 gennaio.
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La mostra di Ache77 a Firenze: la nuova ricerca
Ancora una volta sono i volti a parlare per Ache77, contraddistinti da sguardi profondi che si incontrano e si scontrano con quello del pubblico, invitandoli a ritrovarsi. Ma la novità della mostra risiede nella tecnica utilizzata dall’artista, ovvero il riciclaggio di migliaia di bombolette spray esaurite trasformate in supporto (una volta tagliate e assemblate su tavole di legno).
Si tratta di un ribaltamento della visione per cui quello che è lo strumento per eccellenza dell’arte di strada, diventa il piano su cui l’opera prende forma.

La mostra dello street artist Ache77 da Street Levels Gallery a Firenze
“Questa mostra rappresenta la conclusione di un capitolo e, al tempo stesso, l’inizio di una nuova fase nel percorso artistico di Ache77, protagonista della scena fiorentina dell’arte urbana e figura strettamente legata alla storia della nostra galleria”, spiega ad Artribune Sofia Bonacchi, fondatrice assieme a Gianluca Milli di Street Levels Gallery a Firenze. “In questa occasione, l’artista sceglie di lavorare con la ruggine – materia viva, mutevole e imprevedibile – trasformandola in strumento di creazione e di distruzione, in un inno alla morte intesa come alter ego e specchio della vita. I volti che emergono dalle sue opere invitano lo spettatore a un’introspezione profonda, dando nuova forma e senso ai segni del degrado urbano, che si fanno linguaggio, memoria e poesia visiva”. A farle eco è il socio, sottolineando che il lavoro dell’artista è “un perfetto punto d’incontro tra arte urbana e arte contemporanea, là dove lo strumento — la bomboletta spray — diventa supporto”.

La mostra di Ache77: una riattivazione percettiva
“Il richiamo è ancestrale. Ecco il primo uomo, ecco la prima donna comparsi sulla Terra: ecco ciò che tutti ancora siamo, nelle nostre differenze, nei nostri frammenti, nella nostra irriducibile tensione verso la conoscenza e la consapevolezza”, così scrive Roberto Civetta, curatore della mostra in collaborazione con Lucrezia Cirri.“In mostra, Ache77 affianca ai due elementi primordiali archetipi viventi, ritratti che si fanno strumenti di coscienza e di riattivazione percettiva. Le opere, nate da un’urgenza interiore e da una riflessione profonda sul tema dell’identità, evocano atmosfere ed emozioni universali che accompagnano il pubblico in un viaggio di riscoperta e rivalutazione del proprio sé interiore, con l’invito a ricordare: un verbo che, nella poetica dell’artista, diviene gesto di cura e di resistenza contro l’oblio”.
Valentina Muzi
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