Il museo nascosto. La Galleria Civica d’arte contemporanea Franco Libertucci in Molise

I piccoli borghi sono una delle “scoperte” di questa pandemia. Stavolta la rubrica dedicata ai musei nascosti fa tappa a Casacalenda, in Molise, dove si trova la Galleria Civica Franco Libertucci.

Baldo Diodato, Poker di stelle, 2010. Galleria Civica d'arte contemporanea Franco Libertucci, Casacalenda
Baldo Diodato, Poker di stelle, 2010. Galleria Civica d'arte contemporanea Franco Libertucci, Casacalenda

Poco più di duemila abitanti e tante opere d’arte diffuse per il paese, a stretto contatto con lo sguardo quotidiano di chi ci transita: Casacalenda, in Molise, è un caso speciale. Da oltre trent’anni l’impegno dell’architetto Massimo Palumbo, che oggi dirige il museo, di tanti amici dell’arte e soprattutto degli artisti (maestri anche di generosità) consente di potersi immergere in una collezione diffusa che privilegia i linguaggi della scultura e che include opere e interventi di alcuni tra i più grandi artisti italiani della seconda metà degli Anni Sessanta.

GLI ARTISTI DI CASACALENDA

Il grande arcobaleno di Carlo Lorenzetti svetta tra cielo e terra, indicando la via. Quella di Casacalenda è votata all’arte. Dice bene Lorenzo Canova, docente di storia dell’arte proprio nell’ateneo molisano: “La Galleria Civica Franco Libertucci diventa un ulteriore cardine di continuità allinterno di questa lunga vicenda che ha saputo unire artisti di valore nazionale e internazionale, nel tentativo, forse, di riscoprire il significato di unarte che possa essere ancora un elemento basilare della storia e dellesistenza di una comunità che vuole dare un senso più profondo alla sua memoria e al suo futuro”.
Già, la comunità. Qui vive per esempio – dividendosi con Roma – Baldo Diodato, artista napoletano classe 1938. Il suo studio potrebbe diventare parte integrante di un percorso diffuso con vocazione artistica: le sculture degli Anni Sessanta dal sapore minimal convivono con i calchi di sanpietrini e altre pavimentazioni e superfici degli ultimi trent’anni di ricerca attraverso cui “progetta il passato”, come ricorda Achille Bonito Oliva, suo compagno di strada e altro amico di Casacalenda e del museo.

UN GRAND TOUR IN MOLISE

La grande installazione Efesto di Hidetoshi Nagasawa, il poeta gigante effigiato in una enorme scultura di Costas Varotsos, le finestre di un palazzo storico oscurate dalle superfici plastiche dello stesso Diodato. E poi, nel museo, Achille Pace, Annalisa Pintucci, Pino Pipoli, Fabio Mauri, Virginia Ryan, Felice Levini, H.H. Lim, Luca Maria Patella, Paolo Laudisa, Teodosio Magnoni e molti altri.
Insieme ci ricordano la forza intrinseca della periferia, dei territori altri, dei paesaggi poco battuti, nell’arte come nella geografia. E allora un grand tour nell’arte in Molise potrebbe incominciare proprio da questo borgo, denso di spazi aperti della visione, rintracciando l’energia sottesa a ogni singolo passo di un doppio museo che vive la dimensione propria di un tempo dilatato, in divenire.

Lorenzo Madaro

Casacalenda
GALLERIA CIVICA D’ARTE CONTEMPORANEA “FRANCO LIBERTUCCI”
Via Emilio De Gennaro 78
338 2725437

Articolo pubblicato su Grandi Mostre #22

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Spazio espositivoGALLERIA CIVICA D'ARTE CONTEMPORANEA FRANCO LIBERTUCCI
IndirizzoVia Emilio De Gennaro 78 - Casacalenda - Molise
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Lorenzo Madaro
Lorenzo Madaro è curatore d’arte contemporanea e docente di Storia dell’arte contemporanea all’Accademia di belle arti di Catania. Dopo la laurea magistrale in Storia dell’arte ha conseguito il master di II livello in Museologia, museografia e gestione dei beni culturali all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. È critico d’arte dell’edizione romana de “La Repubblica” e di “Robinson”, settimanale culturale del quotidiano Repubblica; collabora anche con Arte Mondadori, Artribune, Espoarte, Atp Diary e altre riviste ed è consulente del Polo biblio-museale di Lecce per attività curatoriali e di comunicazione. Nel 2021 è stato membro della commissione di selezione del Premio Termoli, insieme a Giacinto Di Pietrantonio, Alberto Garutti e Paola Ugolini, a cura di Laura Cherubini; e nello stesso anno Advisor del Premio Oliviero curato da Stefano Raimondi. Nel 2020 è stato tra gli autori ospiti del Festival della letteratura di Mantova, con un intervento incentrato su alcune lettere inedite di Germano Celant dedicate a due artisti italiani degli anni Sessanta, Umberto Bignardi e Concetto Pozzati. Tra le mostre recenti curate o coordinate, Gianni Berengo Gardin. Vera fotografia (Castello, Otranto 2020); Umberto Bignardi. Sperimentazioni visuali a Roma (1963-1967) (Galleria Bianconi, Milano 2020); Silenzioso, mi ritiro a dipingere un quadro (Galleria Fabbri, Milano, 2019); ‘900 in Italia. Da De Chirico a Fontana (Castello di Otranto, 2018); To Keep At Bay (Galleria Bianconi, Milano 2018); Spazi igroscopici (Galleria Bianconi, Milano 2017); Mario Schifano e la Pop Art italiana (Castello Carlo V, Lecce, 2017); Edoardo De Candia Amo Odio Oro (Complesso monumentale di San Francesco della Scarpa, Lecce, 2017); Natalino Tondo Spazio N Dimensionale (Galleria Davide Gallo, Milano, 2017); Andy Warhol e Maria Mulas (Castello Carlo V, Lecce 2016), Principi di aderenza (Castello Silvestri, Calcio - Bergamo 2016), Leandro unico primitivo (promossa dal Mibact in diversi musei pugliesi, 2016); Spazi. Il multiverso degli spazi indipendenti in Italia (Fabbrica del Vapore, Milano 2015). È direttore artistico del progetto europeo CreArt. Network of cities for artistic creation per il Comune di Lecce. Ha pubblicato diversi cataloghi, saggi e contributi critici su artisti del Novecento e della stretta contemporaneità e insegnato Storia dell’arte contemporanea, Fenomenologia delle arti contemporanee e Storia e metodologia della critica d’arte all’Accademia di Belle Arti di Lecce.