The Living Chapel. L’installazione di design ecologico all’Orto Botanico di Roma

Si ispira alla Cappella della Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi l’opera architettonica “vivente” allestita nella Capitale. Nata da un’idea del compositore Julian Darius Revie, è un progetto sostenibile realizzato con materiali di scarto e piante all’insegna del riciclo creativo. Tra musica, arte e natura nel museo-giardino romano che è un piccolo paradiso urbano.

Un giardino segreto nel cuore di Roma e un progetto di design sostenibile lanciato live su Facebook in occasione della “Giornata mondiale dell’ambiente” organizzata dalle Nazioni Unite. Un incontro in streaming per la presentazione di The Living Chapel, allestita presso l’Orto Botanico della Capitale, dove hanno partecipato anche i promotori e i sostenitori dell’iniziativa tra cui il Dicastero per il Servizio e lo sviluppo umano integrale, Fao, Mountain Partnership, Faith for Earth di Unep (United Nations Environment Programme), Global Catholic Climate Movement e tanti altri accademici, studiosi e ambientalisti. Arte, musica generata da gocce d’acqua sui muri e la bellezza incontaminata della natura si fondono alle architetture del paesaggio urbano della Città Eterna nell’installazione vivente ed eco-friendly The Living Chapel, ispirata alla Cappella della Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi, detta Porziuncola, dove San Francesco era solito raccogliersi in preghiera.
Uno spazio armonico sorto per sensibilizzare chiunque alla cura della casa comune, la Terra, attraverso la piantumazione di nuovi alberi e la creazione di “Giardini Laudato Si’”, abbattendo differenze culturali e religiose con il sogno di un pianeta migliore.

L’INSTALLAZIONE “GREEN” NEL CENTRO STORICO DELLA CITTÀ ETERNA

L’idea di un luogo paradisiaco che apre un polmone verde per respirare nell’edilizia metropolitana è del musicista australiano-canadese Julian Darius Revie, che si è lasciato coinvolgere dai passi dell’Enciclica Laudato Si’ di Papa Francesco, passando per la figura sacra francescana del Santo di Assisi sino all’Agenda Onu 2030 per lo Sviluppo sostenibile.
La costruzione della Living Chapel ha alle spalle un team internazionale capitanato dall’architetto Gillean Denny e oltre 100 allievi del Dipartimento di architettura della Stuckemen School presso la Pennsylvania State University, che vede al timone James Kalsbeek, e del Welding & Metal Fabrication Department del Pennsylvania College of Technology, diretto da James Colton. “La Living Chapel è una versione contemporanea della Porziuncola di Assisi, concepita sulle sue stesse proporzioni ma con una torsione che spinge le pareti verso l’alto ed è quasi interamente ricoperta di piante sempreverdi. Nel progetto il giardino e la cappella si sono fusi in un corpo unico dando vita a un’architettura vivente”, spiega Denny, il quale sottolinea che “la struttura della Living Chapel è stata edificata interamente con materiali riciclabili. Sulla parete frontale, quella musicale, gli schermi di metallo sono tutti realizzati con scarti che non sono stati alterati in alcun modo. Tutta la parete scultorea è composta da ciò che normalmente sarebbe considerato spazzatura ma è stato trasformato in qualcosa di bello”. L’installazione è in alluminio riciclato con un impianto di irrigazione alimentato da pannelli solari e con un ciclo incessante di gocce d’acqua che nutre la vegetazione e colpisce elementi metallici rigenerati in strumenti musicali (still drums) in una continua melodia. Circondata da barili di petrolio adibiti a vasi, si trasforma nella residenza temporanea di una collezione di antichi alberi da frutto umbri e “dimenticati” o di giovani piantagioni forestali provenienti dall’Europa centro-meridionale.

The Living Chapel, Orto Botanico di Roma. Photo credits courtesy of Consuelo Fabriani
The Living Chapel, Orto Botanico di Roma. Photo credits courtesy of Consuelo Fabriani

IL PROGETTO DI ALLESTIMENTO AL MUSEO ORTO BOTANICO

Il coordinamento è stato curato dall’architetto Consuelo Fabriani, paesaggista e project manager al Museo Orto Botanico della Capitale. “Quando a marzo i componenti della Living Chapel sono arrivati in città, tutti i programmi erano ormai saltati. I progettisti e gli studenti che avevano contribuito alla costruzione della struttura e avrebbero dovuto assemblarla a Roma erano tutti bloccati negli Stati Uniti mentre qui avevamo due container scaricati sul prato. Grazie al supporto di Fabio Attorre, direttore dell’Orto Botanico, e di Julian Revie, che mi ha sostenuta con grande fiducia, ho potuto fare l’unica cosa che desiderassi in quelle circostanze, ovvero dare un segno di vita e andare avanti comunque. E così è stato, ci abbiamo messo quasi cinque settimane per portare a termine il lavoro e adesso la Living Chapel non solo è una realtà ma rappresenta anche un simbolo di vita e di speranza”, dice la responsabile del progetto Fabriani. “Sono molto lieto di ospitare l’installazione perché è una bellissima struttura che contribuisce a rafforzare il significato intrinseco dell’Orto come strumento per veicolare il messaggio sull’importanza di riconnettersi alla natura e della sua conservazione”, dichiara il direttore Attorre. Le verifiche tecniche per la mise en place, invece, sono state seguite da Sequas Ingegneria con l’ingegnere Enrico Grillo e l’architetto Joseph Alan Valia.
La Living Chapel è un piccolo gioiello di architettura, di dimensioni ridotte ma con molteplici aspetti da curare e realizzare in sinergia tra loro in un approccio olistico e multidisciplinare. È stata una bella sfida, emozionante vedere tradotta in pratica la visione di Ecologia integrale dell’Enciclica del Papa. Spero che i visitatori possano davvero fare un’esperienza di conversione ecologica”, puntualizza Grillo. La fornitura botanica e i muri vegetali sono opera di Verde Verticale, i “Giardini Laudato Si’” e gli “Spazi sacri viventi” internazionali vedono la supervisione dell’esperto forestale Alberto Del Lungo.

DALL’ARCHITETTURA AL MOVIMENTO GLOBALE DI SENSIBILIZZAZIONE AMBIENTALE

Tutto è nato da una composizione musicale ispirata alle parole del Pontefice, quando invita l’umanità a ritrovare una serena armonia con il mondo naturale. La parola ‘armonia’ per me, in quanto compositore, ha uno specifico significato tecnico che mi ha spinto verso una nuova interpretazione del suo senso. Così è sorta la Living Chapel, sintesi tra musica, natura e umanità”, racconta l’ideatore Revie, che aggiunge: “Poi si è ampliato in un movimento ecologico con l’obiettivo di piantare alberi e realizzare giardini: questo è diventato il nostro scopo principale e la musica si è trasformata nel suo complemento. La Living Chapel è praticamente uno strumento musicale vivente che contiene decine di still drums realizzati dal riuso di barili di petrolio ed è rivestita da più di 3mila piante”.
La finalità della Living Chapel è didattica ed educativa, tant’è che si sta tramutando in una corrente globale per incoraggiare i Paesi a sostenere la “Trillion Tree Campaign” dell’Onu. Alla fine della stagione estiva, in collaborazione con Sisef (Società italiana di selvicoltura ed ecologia forestale), il programma “60 Milioni di alberi” e l’iniziativa “Ossigeno” della Regione Lazio, le piante cresciute all’interno dell’installazione ecosostenibile saranno distribuite nello Stivale per riqualificare sul piano urbanistico zone degradate o periferiche che saranno popolate da splendide aree verdi. Inoltre, istituzioni, scuole, organizzazioni governative e non, che all’estero aderiranno al progetto italiano, riceveranno una scatola contenente i simboli dei quattro elementi, poiché sarebbe molto complesso, addirittura impossibile, spedire gli alberi oltreconfine.

Gustavo Marco P. Cipolla

http://www.ortobotanicoitalia.it/lazio/romalasapienza/

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Gustavo Marco P. Cipolla
Classe 1984, calabrese di origini, romano di adozione, Gustavo Marco P. Cipolla è un cittadino del mondo. Ama viaggiare, quando gli è possibile, e confrontarsi con realtà e culture sempre differenti. Le sue esperienze formative e professionali sono diverse: dalla Laurea in Relazioni Internazionali ai Master in Marketing e Comunicazione degli Eventi artistici, culturali e dello spettacolo e in Comunicazione e Giornalismo di Moda. Collabora con alcune testate dove scrive, senza la pretesa di essere un critico, di moda, arte e cultura. È stato stagiaire nelle Organizzazioni Internazionali e ha svolto, e svolge, l’attività di press officer nel mondo della musica, nell’universo della moda e ha anche curato l’ufficio stampa di alcune compagnie teatrali indipendenti. Crede fermamente nel talento (degli altri) e sostiene che i giovani di oggi, grazie alle giuste opportunità, diventeranno gli adulti di domani.