Inaugura a Roma FLUX Festival Lituano delle Arti, con 3 mostre dedicate a videoarte e fotografia

La rassegna, organizzata in occasione del centenario della Repubblica Lituana, presenterà al pubblico italiano gli esiti della ricerca artistica e musicale del paese baltico. In programma 3 mostre che esplorano, attraverso la videoarte e la fotografia, la storia politica e sociale del Paese. Eccole nel dettaglio

Kaunas 1938 (c) Norbert Tukaj
Kaunas 1938 (c) Norbert Tukaj

Arte, teatro, danza, musica, performance, cinema, architettura e fotografia sono le protagoniste di FLUX – Festival Lituano delle arti, rassegna organizzata in occasione del centenario della Repubblica Lituana che si terrà a Roma fino al prossimo 15 maggio, coinvolgendo diversi luoghi e istituzioni culturali della città: l’Auditorium Parco della Musica, il MAXXI, il Teatro Argentina, il Teatro India, Palazzo Braschi e il Museo Baracco, per un totale di 3 mostre, 2 rassegne video, 5 concerti e 5 spettacoli. Prodotto dalla Fondazione Musica per Roma con l’Istituto di Cultura Lituano, in collaborazione con il Teatro di Roma-Teatro Nazionale, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, il MAXXI, il Comune di Roma, l’Ambasciata della Repubblica Lituana, e sostenuto dal Ministero della Cultura della Repubblica Lituana, FLUX porta a Roma i protagonisti più riconosciuti della scena culturale lituana, insieme a un gruppo di giovani artisti, registi e compositori che stanno conquistando un posto di primo piano nella mappa culturale internazionale. Un fluire di creatività in costante evoluzione, un “flux” appunto, che trae ispirazione – nel titolo e nella visione del festival – dallo spirito del manifesto pubblicato nel 1963 da George Maciunas di Fluxus, movimento fondato negli anni Sessanta da artisti internazionali provenienti da diverse discipline che proponevano e sperimentavano la fusione di media e arti. Per quanto riguarda gli eventi espositivi, sono dunque 3 le mostre che accompagneranno il festival, incentrate sulla videoarte e la fotografia: fino all’8 giugno l’Auditorium Parco della Musica ospiterà 20 luglio 2015, mostra del videoartista Deimantas Narkevičius; Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism) e I Mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes) sono invece i titoli delle due esposizioni fotografiche che il 5 maggio inaugurano nel Foyer Sinopoli in Auditorium. Ma adesso ecco nel dettaglio il racconto e tutte le info delle mostre di FLUX.

– Desirée Maida

Roma // fino al 15 maggio 2018
FLUX – Festival Lituano delle arti
Sedi varie
www.lithuanianculture.it
www.auditorium.com
www.lithuania.travel

1. MONUMENTI E IDEOLOGIA POLITICA

Daiemantas Narkevičius by  Lina Žižliauskaitė (2018)

L’Auditorium Parco della Musica fino all’8 giugno ospiterà 20 Luglio 2015 (2016), video-performance stereoscopica dell’artista e filmmaker lituano Deimantas Narkevicius (Utena, 1964) a cura di Anna Cestelli Guidi che documenta il controverso smantellamento di otto sculture del realismo socialista dal Ponte Verde, uno dei luoghi rappresentativi della capitale lituana. Il titolo si riferisce alla data in cui queste sculture, erette assieme al ponte al momento della sua costruzione nel 1952 e già sopravvissute all’ondata di rimozione dei monumenti sovietici degli anni ‘90, sono state rimosse nonostante fossero oramai integrate nel contesto urbano e classificate come eredità da proteggere. Documentazione visiva del processo di smantellamento conclusosi alle due di notte del 21 luglio 2015, il film segna un ulteriore momento del confronto dell’artista con i temi della storia e della memoria collettiva che si focalizza, sin dai suoi primi video degli anni Novanta, sulla logica del monumento e sulle sue implicazioni ideologiche nello spazio pubblico.

Roma // fino all’8 giugno 2018
Deimantas Narkevicius – 20 luglio 2015
Auditorium Parco della Musica

2. UNO SGUARDO SU KAUNAS

Kaunas 1938 (c) Norbert Tukaj

Aprirà le sue porte al pubblico il prossimo 5 maggio nel Foyer Sinopoli in Auditorium Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism), mostra a cura di Marijja Drėmaitė, Giedrė Jankevičiūtė e Vaidas Petrulis che racconta lo sviluppo architettonico e urbanistico di Kaunas, capitale della neonata Repubblica di Lituania. L’architettura modernista della città di Kaunas riflette l’ottimismo che alimentava gli ideali politici, sociali, economici e culturali degli anni Venti e Trenta del secolo scorso, periodo in cui questa città era la capitale provvisoria della Repubblica indipendente di Lituania, da poco ripristinata. La metamorfosi che la coinvolse in quel periodo rappresenta un vero e proprio miracolo urbano. La sua stessa identità subì una profonda trasformazione: in meno di vent’anni vennero costruiti più di 12mila edifici e Kaunas divenne una moderna ed elegante capitale europea. Dopo la seconda guerra mondiale e per tutta la successiva occupazione sovietica, l’eredità dell’architettura modernista prebellica costituiva il simbolo della passata autonomia, una finestra simbolica aperta sull’Occidente e un esempio di eccellenza per gli architetti dell’epoca sovietica.

Roma // fino al 9 maggio 2018
Architettura dell’ottimismo. Kaunas 1918-1940 (Architecture of Optimism)
Foyer Sinopoli – Auditorium Parco della Musica

3. FOTOGRAFIA E TEATRO NELL’OPERA DI VITAS LUCKUS

Vitas Luckus, Pantomime, 1968

Il Foyer Sinopoli è anche sede di I Mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes), mostra a cura di Ieva Meilutė-Svinkūnienė dedicata a Vitas Luckus (Kaunas, 1943 – Vilnius, 1987), tra i fotografi più originali della scena artistica lituana contemporanea. Combinando realtà e fantasia, dal 1968 al 1972 Luckus ha immortalato col suo stile unico alcuni personaggi leggendari del teatro lituano, seguendoli durante le prove, gli spettacoli e nella loro quotidianità. È il caso del lavoro svolto sulle pantomime messe in scena dalla giovane compagnia teatrale sperimentale del regista Modris Tenisons che si è distinta per il particolare stile del movimento scenico. Le serie Mimes (1968-1972) e Improvising Pantomime (1971-1982) occupano un posto d’onore nell’opera di Luckus, poiché includono veri e propri esperimenti fotografici che sono stati tra i primi esempi di fotografia concettuale in Lituania. Ciò che collega le fotografie di Luckus alle opere teatrali di Tenisons è il fatto che entrambi gli artisti hanno operato un lavoro di purificazione della forma, padroneggiandola alla perfezione; inoltre entrambi sono riusciti a veicolare forti messaggi universali senza l’ausilio della parola. Tematiche centrali nelle loro opere sono la condizione umana e la sfaccettata sfera emotiva che contraddistingue ogni individuo.

Roma // fino al 9 maggio 2018
I Mimi. Vitas Luckus (Vitas Luckus. Mimes)
Foyer Sinopoli – Auditorium Parco della Musica
 

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.