Cogito, l’“aperitivo per la mente” di Tasca d’Almerita che anima i luoghi d’arte di Palermo

Il progetto, ideato da Alberto e Francesca Tasca d’Almerita e promosso dall’omonima casa vinicola, chiama di volta in volta intellettuali e professionisti di diversi ambiti della cultura a riflettere – “cogitare” – insieme al pubblico su temi che abbiamo come oggetto la società contemporanea. Naturalmente con un buon bicchiere di vino…

Alcune immagini da Cogito, l’“aperitivo per la mente” di Tasca d’Almerita. Palermo, Conservatorio V. Bellini
Alcune immagini da Cogito, l’“aperitivo per la mente” di Tasca d’Almerita. Palermo, Conservatorio V. Bellini

“Cogito ergo sum – Penso dunque esisto” affermava il filosofo Cartesio, sostenendo così che l’attività pensante, per un essere umano, sia un’inconfutabile prova della propria esistenza. Chissà se Cartesio, nella prima metà del Seicento, quando elaborava la sua dottrina filosofica, immaginava che 400 anni dopo la sua celebre formula avrebbe ispirato il titolo di un format culturale che coniuga riflessione e dibattito, intellettuali e pubblico, vino e teatro. Cogito, un aperitivo per la mente è la serie di appuntamenti promossa dalla casa vinicola siciliana Tasca d’Almerita che, dal 2016 a Palermo, propone al pubblico aperitivi a tema che coinvolgono, di volta in volta, professionisti di diversi ambiti della cultura, invitati a “cogitare” insieme ai partecipanti su argomenti che abbiano come oggetto la società contemporanea.

Alberto e Francesca Tasca d'Almerita, ph. Antonio Chinnici
Alberto e Francesca Tasca d’Almerita, ph. Antonio Chinnici

UN APERITIVO PER LA MENTE

Nato da un’idea di Alberto e Francesca Tasca d’Almerita con l’obiettivo di valorizzare tutto ciò che “vive” attorno al sistema produttivo, ovvero l’ambiente, il paesaggio, la cultura e le tradizioni, Cogito si concretizza nella promozione di “aperitivi culturali” finalizzati all’analisi dei fenomeni che interessano il mondo contemporaneo e alla creazione di spazi di interazione sociale, ma sempre con un approccio positivo, “serio ma non serioso”, come spiegano i suoi ideatori. Ma come è nato Cogito? “L’idea è nata per caso una sera, al rientro da un aperitivo con mio marito Alberto”, ci racconta Francesca. “Ci siamo detti: tutti si lamentano della società, della politica, tutti parlano in maniera negativa di quello che accade oggi. Perché non proviamo a creare momenti che possano essere di interesse comune, invitando relatori ed esperti a parlare di temi che coinvolgano il pubblico e aprendo quindi un dibattito verso tutta la città?”. Detto, fatto: nel maggio 2016 parte il numero zero di Cogito, a Villa Tasca, che ha visto tra gli ospiti Roberto Alajmo, Michele Serra e Pif; da quel momento è partito un dialogo con il Comune e la Regione che ha portato Cogito a essere un appuntamento itinerante coinvolgendo, di volta in volta, diversi luoghi della cultura palermitani, come il Teatro Massimo, il Museo delle Marionette, il Conservatorio Bellini, la Biblioteca Regionale, solo per citarne alcuni.

I LUOGHI DI COGITO

Un aperitivo “serio ma non serioso”, dicevamo: Cogito infatti coniuga riflessione e intrattenimento, attraverso un’intervista dinamica tra ospite e intervistatore su un tema che viene dibattuto e affrontato grazie al CogitAttore, ovvero l’attore Salvo Piparo che, sotto la regia di Alfio Scuderi, guida il pubblico al ragionamento con momenti di teatro che coniugano, con ironia, il serio e il faceto. “La novità di questo progetto sta nel rapporto che si instaura tra i giornalisti, gli esperti, gli scienziati, gli intellettuali invitati al talk e il pubblico, quest’ultimo sempre diverso e trasversale, non trattandosi di una platea specializzata”, ci spiega Alberto Tasca. Tra gli argomenti finora “cogitati”, futuro, italianità, ambiente, tecnologia e intelligenza artificiale, scuola, libri, scoperte e misteri, start up, food, itinerari, famiglia, universo, rispetto per l’altro, l’impatto dei social network nel mondo di oggi e, prossimamente, è in programma un aperitivo molto speciale: il 22 giugno infatti Cogito avrà come ospite Massimo Valsecchi, collezionista che ha deciso di realizzare nella propria dimora di Palazzo Butera un museo che custodisce opere che vanno dall’arte antica a quella contemporanea.

– Desirée Maida

www.cogitamente.it
www.tascadalmerita.it

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Desirée Maida
Desirée Maida (Palermo, 1985) ha studiato presso l’Università degli Studi di Palermo, dove nel 2012 ha conseguito la laurea specialistica in Storia dell’Arte. Palermitana doc, appassionata di alchimia e cultura giapponese, approda al mondo dell’arte contemporanea dopo aver condotto studi sulla pittura del Tardo Manierismo meridionale (approfonditi durante un periodo di ricerche presso la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis) e sull’architettura medievale siciliana. Ha scritto per testate siciliane e di settore, collaborato con gallerie d’arte e curato mostre di artisti emergenti presso lo Spazio Cannatella di Palermo. Oggi fa parte dello staff di direzione di Artribune e cura per realtà private la comunicazione di progetti artistici e culturali.