Photogallery dalla residenza Terramatta, nel Parco dei Paduli. Arte contro inquinamento&inciviltà

Gli artisti Fabrizio Bellomo e Cyop&Kaf hanno riflettuto sull’identità del luogo, un parco di 5500 ettari coperti di ulivi. Contro l’abbandono dei rifiuti, ma non in maniera didascalica, né inquisitoria, gli artisti hanno ragionato sull’esistente e sui vari strati della storia del territorio. Disinnescando l’inciviltà con la pratica artistica.

Terramatta, Cyop&Kaf – Omaggio a Bodini 2017 – foto di Francesco Buccarelli
Terramatta, Cyop&Kaf – Omaggio a Bodini 2017 – foto di Francesco Buccarelli

Si è da poco conclusa nel Parco Agricolo dei Paduli, in Salento, la residenza per artisti Terramatta che ha coinvolto per una settimana, dal 25 settembre al 1 ottobre 2017, il duo di street artist Cyop&Kaf e Fabrizio Bellomo. Situato in provincia di Lecce, il parco “di fatto, ma non soggetto giuridico”, come ci tengono a sottolineare gli organizzatori, è composto da 5500 ettari coperti di ulivi: un paesaggio, prima agricolo, talmente appassionante da essere stato candidato nel 2014 dal Mibact a rappresentare l’Italia al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Gli artisti sono stati selezionati attraverso una call pubblica che chiedeva una riflessione su “una criticità ambientale sempre più rilevante, costituita dalla consuetudine dell’abbandono di rifiuti di ogni sorta nelle campagne del parco, campagne mai state esteticamente rasserenanti dove fino a qualche anno fa ciò che era rifiutato veniva riutilizzato”, spiegano gli organizzatori. Fabrizio Bellomo (Bari, 1982) ha costruito un’edicola votiva in pietra leccese dedicata a S. Rocco, trasformando un cumulo di rifiuti, ormai calcificatosi e radicatosi nel paesaggio alla stregua di una concrezione fossile, in un romantico atto devozionale.Cyop&Kaf, originari di Napoli, ma spesso colti in incursioni nel tarantino, invece, hanno costruito due Don Chisciotte ai confini di una cava abbandonata, oggi trasformata spontaneamente in discarica. Con questi progetti gli artisti hanno messo “un punto”: laddove ci si era dimenticati della dignità del paesaggio hanno segnato il territorio, rendendolo quasi sacro. Allontanando, con un gesto critico, che avvolge e non esclude, gli atti di inciviltà, disinnescandoli. Ecco le immagini.

– Santa Nastro

www.parcopaduli.it
www.creaturedeipaduli.it
www.abitareipaduli.com

 

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Santa Nastro
Santa Nastro è nata a Napoli nel 1981. Laureata in Storia dell'Arte presso l'Università di Bologna con una tesi su Francesco Arcangeli, è critico d'arte, giornalista e comunicatore. Attualmente è membro dello staff di direzione di Artribune. È inoltre autore per il progetto arTVision – a live art channel, ufficio stampa per l’American Academy in Rome e Responsabile della Comunicazione della Fondazione Pino Pascali. Dal 2011 collabora con Demanio Marittimo.KM-278 diretto da Pippo Ciorra e Cristiana Colli, con Re_Place, Mu6, L’Aquila e con Arte in Centro. Dal 2006 al 2011 ha collaborato alla realizzazione del Festival dell'Arte Contemporanea di Faenza, diretto da Angela Vettese, Carlos Basualdo e Pier Luigi Sacco. Dal 2005 al 2011 ha collaborato con Exibart nelle sue versioni online e onpaper. Ha pubblicato per Maxim e Fashion Trend, mentre dal 2005 ad oggi ha pubblicato su Il Corriere della Sera, Arte, Alfabeta2, Il Giornale dell'Arte, minima et moralia e saggi testi critici su numerosi cataloghi e pubblicazioni.